Nell’internet point, l’immigrato si sente un po’ più a casa grazie a cuffie, microfono e webcam. Al lavoro, il capoufficio assegna un compito senza alzare la voce, con un semplice click su “messenger”. In quello stesso ufficio, l’impiegato commenta la partita di calcetto con gli amici, senza farsi sentire dal capo, sempre con i messaggi on line. A casa, la sera, i ragazzi snobbano la tv e si piazzano per ore a chattare con gli amici, riempiendoli di “emoticon” e file scaricati. Sono solo alcuni esempi di quanto i servizi di “instant messaging”, ovvero i programmi che permettono di comunicare in maniera immediata con chi è connesso a internet, siano entrati nella vita quotidiana.
Parlare con le “faccine” non è più un vezzo da programmatori o un mondo riservato agli under 30. I servizi di instant messaging si stanno affermando sempre più come mezzo di comunicazione. Uno studio realizzato da Nextplora per conto di Microsoft fotografa la situazione: 7 su 10 tra gli utenti di internet in Italia li utilizza. E se è vero che sono sempre i giovani (tra i 16 e i 24 anni) a fare da zoccolo duro (lo utilizzano il 73% dei maschi online e il 68% delle femmine), anche tra gli over 45 più della metà delle donne intervistate (56%) dichiara di usarlo almeno qualche volta (contro il 47% degli uomini). I picchi d’uso si registrano durante orari d’ufficio (9-12) e (16-19) a dimostrazione di quanto siano utilizzati sul lavoro (anche se non sempre per lavoro). Ma c’è un altro dato interessante: nella fascia serale tra le 20,30 e le 22, si ha un altro picco d’uso, soprattutto tra i più giovani. Che preferiscono le discussioni online al prime time televisivo.
I vantaggi dell’instant messaging sono evidenti: abbattimento dei costi di telefonate e sms, possibilità di conversazione multipla, di scambiarsi file, di fare videochiamate a costo zero. Ma un ruolo importante lo gioca pure la discrezione (rispetto al telefono), le possibilità comunicative delle emoticon, la rapidità. Meno facile individuare gli svantaggi, che possono derivare dall’abuso (secondo lo studio, tra i più giovani l’utilizzo giornaliero raggiunge anche le 4 ore) e dalla distrazione (ad esempio sul lavoro). In Italia il leader del mercato è il “Live messenger” di Windows, scaricato da 12 milioni di persone. Molto usati anche quelli di Skype, Yahoo! e Gmail (la posta di Google), mentre vanno scomparendo i primi programmi di messaggeria istantanea apparsi sulla rete, come Icq, Trillian, Aim o C6.
- Giovedì 3 Luglio 2008

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Commenti
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Il 3 Luglio 2008 alle 18:02 Instant messaging vs. prima serata televisiva « False Percezioni 2.0 ha scritto:
[...] (fonte: Panorama) [...]
Il 5 Luglio 2008 alle 15:33 cobboldo ha scritto:
L’articolo (nel complesso ben realizzato!) contiene, nel finale, alcune imprecisioni incredibili: innanzitutto Trillian non è un protocollo vero e proprio di messaggistica, ma un client con cui è possibile accedere alle altre reti di instant messaging esistenti (msn, aim, icq, google talk ecc ecc). Ma su questo si potrebbe passar sopra… Decisamente errata è l’informazione secondo cui l’utilizzo di AIM sarebbe in declino: AIM è il programma di messaggistica più utilizzato negli Stati Uniti, ed il suo uso è in continua espansione grazie all’apertura dei portali localizzati di Aol in tutto il mondo. AIM ha una base d’utenza di oltre 70 milioni di utenti, contro gli appena 26 milioni (in gran parte italiani, francesi e spagnoli, per completezza d’informazione) di Windows Live Messenger. Cordiali saluti.
Il 29 Ottobre 2009 alle 11:18 Gli smartphone “mini” sfidano l’iPhone: è Davide contro Golia? - Hitech e Scienza - Panorama.it ha scritto:
[...] dell’iPhone. Soprattutto quando si tratta di fare da ponte con i servizi sociali, da Facebook a Messenger, sempre più richiesti da chi acquista un telefono di ultima [...]
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