Il futuro dell’Aids potrebbe essere legato in maniera indissolubile alla scoperta di vaccini terapeutici. Dopo i risultati positivi della fase I, è partita ufficialmente la seconda fase clinica di sperimentazione del vaccino italiano anti-Aids targato Istituto superiore di sanità (Iss). Il programma unisce i primi 128 volontari italiani, tutti sieropositivi in terapia, tra i 18 e i 55 anni. “L’obiettivo primario della sperimentazione, finanziata con 21 milioni di euro, è quello di valutare l’immunogenicità del vaccino e proseguirne la valutazione di sicurezza, già verificata nello studio di fase I, attraverso il monitoraggio dell’incidenza e della tipologia di eventuali effetti avversi - spiega Barbara Ensoli, direttore del Centro nazionale Aids dell’Iss e “madre” del siero basato sulla proteina tat - La sperimentazione vaccinale coinvolgerà in tutta Italia 10 centri clinici e 100 operatori, coordinati a Modena. I risultati sono attesi tra un anno: se tutto andrà bene potremo passare alla terza fase”. Una buona notizia che si scontra con la decisione dell’istituto statunitense per le allergie e le malattie infettive, il Niaid, che ha deciso di bloccare per motivi di sicurezza un piano nazionale che avrebbe dovuto cominciare a testare un nuovo preparato su 8.500 volontari. La sperimentazione sarebbe stata condotta da “Partnership for Aids vaccine evaluation”, un consorzio di agenzie governative statunitensi e organizzazioni finanziate con fondi pubblici.
L’efficacia di questi vaccini è purtroppo molto bassa e la malattia continua a mietere vittime: secondo le stime più aggiornate dell’Unaids, il programma congiunto delle Nazioni unite su hiv e aids, colpisce nel mondo circa 40 milioni di persone, contagia ogni anno quattro milioni e ne uccide quasi tre. A partire dal 1987 sono stati oltre 30 i “candidati” vaccini giunti a varie fasi di sperimentazione nel mondo. La fase III, quella con un gruppo più ampio di soggetti, è stata raggiunta soltanto da un paio di essi, il primo in Thailandia su 2.500 soggetti, il secondo in Usa, Canada, Portorico e Olanda e coinvolge 4.500 persone. I risultati non sono buoni: in uno dei due esperimenti, chi è stato vaccinato rischia due volte di più di infettarsi di chi ha ricevuto il placebo. Un flop da diversi milioni di dollari, se si considera che solo quest’anno i fondi pubblici americani dedicati alla ricerca contro l’Aids sono stati quasi 500 milioni di dollari (circa 350 milioni di euro). Al momento, 20 diversi farmaci anti hiv sono presenti sul mercato. Nessuno di essi riesce a curare l’Aids, il cui mercato rappresenterà una spesa di 10.6 miliardi di dollari entro il 2015, secondo una ricerca della Datamonitor.
- Mercoledì 23 Luglio 2008
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