Il web è mobile? Non ancora, ma l’Italia apre la strada

Internet mobile

Eppure sono molti i fattori che fanno credere che il settore della mobilità sia ormai pronto a fare il fatidico “botto”. C’è innanzitutto l’interesse dei colossi di Internet, entrati di prepotenza nel mercato dei Mobile Content sulla scia della crescita del web. Secondo Andrea Rangone, Responsabile Scientifico Osservatorio Mobile Content della School of Management del Politecnico di Milano, “questi attori stanno introducendo rapidamente nel mondo mobile le piattaforme tecnologiche del mondo pc-centrico e di Internet in particolare e stanno spingendo verso un modello di business basato sulla pubblicità e su una forte integrazione tra il mondo mobile e quello web”. Le logiche del business del web in formato mobile, insomma, non sarebbero molto diverse da quelle del mondo pc, anche se in questo di caso di mezzo ci sono gli operatori. E il ruolo delle Telco, lo si è capito da tempo, non è marginale. Oggi più che mai le varie Tim, Vodafone, Wind e H3G hanno il delicatissimo compito di proporsi non solo come classici fornitori di servizi quanto piuttosto di fungere da “facilitatori”. Per farlo, è necessaria una maggiore aggressività nelle tariffe (che dovranno necessariamente puntare su proposte “flat” chiare e vantaggiose) e su migliori logiche di gestione del mercato.

L’Italia, per una volta non è in coda, anzi. Il nostro Paese avrà nei prossimi anni un ruolo da apripista considerata l’alto diffusione dei terminali di terza generazione. Filippo Renga, Responsabile della ricerca ne è convinto: “Dobbiamo guardare con grande attenzione a questa crescita lenta che registriamo per il secondo anno consecutivo, dopo anni in cui eravamo abituati a tassi dell’ordine del 50%. Sia per penetrazione sulla popolazione, sia per diffusione di terminali 3G, l’Italia è prima in Europa e molto avanti anche rispetto agli Stati Uniti. Questo primato fa sì che per le società italiane si profilino importanti prospettive di internazionalizzazione, in parte già colte e in parte ancora da cogliere”.

Ma quali sono i servizi di nuova generazione che tirano di più? La tv in formato mobile non decolla: anzi, smaltita la sbornia iniziale, pare essersi stabilizzata su una quota di poco superiore al 10%, quasi a rimarcare una dinamica poco brillante che ha bisogno al più presto di un’offerta più matura e attraente. Lo stesso dicasi per il settore dei contenuti musicali, che rimane pressoché invariato nonostante la grande attenzione riservata dagli utenti verso il mondo del download e dell’ascolto in streaming. Le indicazioni migliori arrivano invece dai servizi basati sulla navigazione su Internet, che guidano un’area di contenuti non ancora ben catalogati, ma che è cresciuta nel 2007 di quasi 30 punti percentuali, arrivando a occupare il 45% del volume d’affari generato dal Mobile Content. In questo segmento rientrano anche i contenuti basati sugli inossidabili Sms, sempre più spesso utilizzati come strumento immediato e di facile utilizzo per promuovere servizi.

Quanto alle nuove frontiere, le migliori indicazioni arrivano dai servizi connessi ai concorsi a premi e da quelli basati sulla localizzazione. I primi, nonostante una regolamentazione ancora un po’ nebulosa, offrono interessanti prospettive soprattutto per la loro capacità di fare da traino ad altri servizi e contenuti. Tanto che sempre più spesso vengono utilizzati per incentivare l’acquisto di giochi, servizi di comunicazione e community, o per spingere l’interazione con i media (ad esempio tramite i meccanismi di voting) e generare nuovi canali di promozione dei prodotti. Quanto ai servizi location-based, si tratta di una frontiera tutta da esplorare, considerate anche le varie combinazioni che possono venire a crearsi con i diversi contenuti portatili, dalle foto geo-referenziate alle ricerche per chiavi geografiche ai servizi di community localizzati. Ovviamente, in questo caso molto dipenderà dalla diffusione dei terminali con Gps integrato, che per il momento resta ancora limitata.

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