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Dolore cronico, questo sconosciuto. O meglio misconosciuto, almeno in Italia. Ogni anno, nel nostro paese, 90 mila malati terminali non vengono curati, o lo sono parzialmente, per la sofferenza fisica, ma va ancora peggio per quei 10-15 milioni di italiani che soffrono di dolore cronico non causato da tumori. Stime che sembrano destinate a salire se si considerano anche le cefalee. Secondo il centro per le cefalee dell’università “La Sapienza” di Roma, in Europa si registra una crescita per questo tipo di disturbo e l’Italia non è da meno: il 51 per cento degli italiani soffre di cefalea acuta, il 14 per cento soffre di emicrania e il 4 per cento di cefalea cronica. La maggior parte dei pazienti con cefalea cronica, dice ancora il centro romano, abusa quotidianamente di analgesici, senza sapere però che questi possono solo peggiorare la situazione, scatenando una cefalea secondaria da abuso di farmaci.
Il dolore cronico colpisce soprattutto le donne. Secondo uno studio condotto dall’Associazione internazionale per lo studio del dolore (Iasp), ne sono affette 12 milioni in Occidente. Non a caso, il 2008 è stato identificato come “l’anno contro le sofferenze e il dolore della donna”. Negli Stati Uniti il dolore cronico (mal di schiena e mal di testa ai primi due posti) non oncologico costa alla società circa 100 miliardi di dollari l’anno. In Italia, invece, si spendono pochissimi milioni di euro e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lo conferma con cifre impietose per il nostro paese. Uno degli indicatori della qualità della vita si basa sulle dosi annue di morfina (e farmaci oppioidi) pro capite per curare tutti i tipi di dolore. L’Italia era, nel 2004, al pari di Etiopia e Ruanda. Nel 2007 è salita in classifica, ma di poco: ultimi in Europa, seguiti solo da Malta. Il Centro Studi Mundipharma, al Sanit di Roma, ha rincarato le accuse: la spesa media annua pro capite non arriva a un euro contro i 7,66 della Danimarca, i 7,29 della Germania, i 4 del Regno Unito, i 2,88 della Spagna, i 2,61 della Francia e una media europea di 3,73 euro. Il problema è soprattutto culturale: nel nostro paese quando si parla di morfina si pensa alla droga, all’estero a un farmaco.
Per questo motivo, parte il progetto multimediale Oxi (Overall pain experience), organizzato da Mundipharma nel centro per la formazione esperienziale in campo medico, a Padova. Quattro pazienti affetti da dolore derivante da altrettanti casi clinici emblematici: si potrà interagire con loro, monitorarne le patologie e le sofferenze, verificare l’efficacia delle terapie effettuate. Si tratta di sofferenza “virtuale”, costruita e sviluppata in laboratorio su quattro malati che esistono solo nei circuiti dei computer e che offriranno risposte reali da applicare nelle terapie del dolore a molti pazienti in più.
- Martedì 29 Luglio 2008


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