Il mantello di Harry Potter potrebbe diventare realtà


E’ stato compiuto un significativo passo avanti nello sviluppo di un materiale che potrebbe finalmente realizzare il miraggio dell’invisibilità. Lo sostengono i ricercatori dell’Università della California a Berkeley che avrebbero messo a punto un materiale che, per ora a livello microscopico, è in grado di piegare la luce intorno ad oggetti tridimensionali facendoli di fatto scomparire alla vista.  La scala su cui questo meccanismo funziona, riporta la BBC, è misurabile nell’ordine del miliardesimo di metro, ma il principio è quello buono per poter un giorno, secondo gli scienziati guidati da Xiang Zhang, produrre veri mantelli dell’invisibilità grandi abbastanza per nascondere le persone.

Noi vediamo gli oggetti e le persone che ci circondano perché quando la luce li colpisce essi ne riflettono una parte verso i nostri occhi. I “meta-materiali” che compongono questo ipotetico mantello di Harry Potter, avrebbero invece la capacità di deviare le onde luminose intorno all’oggetto, un po’ come l’acqua che scorre intorno a uno scoglio liscio.

Il finanziamento per questo tipo di ricerca non arriva da qualche miliardario eccentrico che tenta di rendere reale ciò che è sempre stato relegato al mondo della magia, bensì in larga parte dal governo americano. E’ chiaro che più che a mantelli e maghetti fiabeschi si pensa a divise per i soldati Usa o a coperture per occultare carri armati e altri mezzi militari ai dispositivi di localizzazione nemici.

Commenti

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Il 31 Ottobre 2008 alle 20:37 Le 50 invenzioni dell’anno secondo Time » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:

[...] Hulu, il sito che fa da contraltare a YouTube offrendo non video prodotti e caricati dagli utenti, bensì show televisivi e film grazie ad accordi con i network e le case di produzione, è quarto mentre quinto è il Large Hadron Collider del Cern, il cui guasto che ne ha momentaneamente bloccato le operazioni, viene paragonato dai redattori del Time a una semplice ruota sgonfia su un’automobile sensazionale. Al sesto posto troviamo il deposito artico delle sementi, una cassaforte globale che si trova a nord della Norvegia dove possono essere conservati per 1000 anni i semi che ci salveranno in caso di una disastrosa carestia. Al nono posto c’è internet per gli astronauti: la connessione è molto lenta, del resto sono i primi passi dell’Internet interplanetaria. Al decimo troviamo il computer più veloce del mondo, soprannominato Roadrunner, che ha superato il quadrilione di calcoli al secondo: chi non ne vorrebbe uno? La torre rotante di Dubai è al numero 16, seguita a ruota da Nexi, il robottino “sociale” creato al Mit di Boston. Spore, il videogioco che permette di costruire forme di vita e farle evolvere, si piazza ventesimo, mentre al ventottesimo posto troviamo il “mantello dell’invisibilità“, prodigio simil-Harry Potter estratto dal cappello dei ricercatori della Berkeley University. Ed è proprio vero che la necessità aguzza l’ingegno, perché non poteva che essere inventato in tempi che obbligano a ridurre gli sprechi l’accumulatore di energia da ginocchio che troviamo al 33° posto: voi camminate, lui conserva l’energia prodotta, che potrete poi usare per ricaricare il cellulare e il lettore mp3. In 39a posizion,e troviamo la tecnica per rilevare le impronte digitali anche quando queste sono state accuratamente cancellate, che ha già fatto riaprire parecchi casi dubbi, mentre al 40° posto compare qualcosa che di tecnologico ha ben poco: la nuova lista dei sette peccati capitali compilata dal Vaticano che tiene conto delle tentazioni e dei rischi del mondo moderno (peccati di bioetica, esperimenti sugli embrioni, abuso di droghe, inquinamento, ingiustizia sociale, eccessiva ricchezza, creazione di povertà). E poi scarpe da corsa tecnologiche, orologi che invece di segnare il tempo lo “mangiano” simboleggiando l’inesorabile fine cudata center (Google) e prodigiose macchine fotografiche per non vedenti, che trasformano le immagini in disegni in rilievo stile Braille da leggere appoggiandoli sulla fronte. E’ stato un 2008 molto ricco, arrivederci nel 2009. [...]

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