Quell’oro blu che fa gola alla globalizzazione

Acqua non potabile

Un cinese su quattro resta facilmente a bocca asciutta: bere un bicchiere per dissetarsi è un lusso, come rivela la mappa (in alto) dell’accesso all’acqua potabile, dove le nazioni più grandi sono anche le più assetate. L’oro blu diventerà un bene conteso nel tira e molla della globalizzazione. Capace di rivelare gli squilibri nel mondo. Quanti litri d’acqua servono per fabbricare un paio di jeans? Diecimila. E per un singolo hamburger? Più di 2 mila. A trovare una risposta per queste domande è stato John Anthony Allan, professore del King’s college di Londra: ha ricevuto un premio dallo Stockholm International Water Institute (Siwi), che dal 17 celebra la settimana dell’acqua. In realtà si tratta di “acqua virtuale”, un’idea semplice per mostrare a colpo d’occhio il consumo di risorse idriche impiegate nella produzione di alcuni beni e alimenti diffusi soprattutto nel mondo sviluppato, dalla bistecca (4500 litri) a mezzo chilo di formaggio (2500 litri). Sono cibi che difficilmente fanno parte della dieta base nei Paesi poveri. Anzi, se l’America latina fornisce oro blu in abbondanza, l’Africa ne è assetata.

Siccità in Cina

Differenze che rischiano di aggravarsi: entro il 2050 sarà necessario sfruttare il 50% di acqua in più. Eppure per più di due miliardi di persone water e lavandino sono un privilegio perché non hanno accesso ai servizi igienici elementari. Le conseguenze le spiega l’Organizzazione mondiale della sanità: inquinamento dell’acqua e della catena alimentare, contaminazione delle aree balneabili, diffusione di condizioni favorevoli per lo sviluppo di insetti in grado di diffondere malattie. Nei paesi più poveri, poi, le strutture sanitarie sono più insufficienti: è noto, però, che per ogni dollaro investito i benefici sono nove volte superiori. E, come ha dimostrato lo statistico svedese Hans Rosling in una celebre lezione, l’efficienza del sistema sanitario è una condizione decisiva per il decollo dell’economia. Per ora, l’obiettivo delle Nazioni Unite è di arrivare a servire il 75% della popolazione mondiale con servizi igienici sufficienti.

Hans Rosling “smonta” i miti sul terzo mondo in video del Ted, considerato lo YouTube degli intellettuali

Commenti

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Il 4 Novembre 2008 alle 12:29 Il dilemma insostenibile: acqua o corrente elettica? » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:

[...] Eppure le profondità del pianeta sono ricche di oro blu: una mappa dell’Unesco ha rivelato dove sono i principali “depositi” di acqua sotterranea, venti volte più abbondante di quella distribuita in laghi, fiumi, ghiacciai. Una ricerca che in dieci anni ha fotografato giacimenti immensi in Amazzonia, in Russia, negli Stati Uniti occidentali e in Africa centrale (qui la cartina in pdf). Ma, allo stesso tempo, gli scienziati delle Nazioni Uniti hanno scoperto 237 bacini sotterranei situati tra i confini di due o più Stati. Situazioni che nel tempo potrebbero diventare esplosive. [...]

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