Il 7 per cento dei giovani abusa di alcol una volta la settimana

Cresce il consumo di alcol tra i giovanissimi
La diffusione dell’alcol tra i giovanissimi suscita allarme tra gli esperti: nei fine settimana o durante il cosiddetto “happy hour” spesso si ubriacano senza pensare alle conseguenze. Un’analisi dell’Istituto superiore della sanità (Iss) dice che 3 ragazzi su 4 tra i 16 e i 25 anni bevono alcolici e se si abbassa l’età a 15 anni, un anno in meno del limite di legge per poterli acquistare, i dati non cambiano: beve il 67 per cento. Il 7 per cento dei giovani fa abuso di alcol almeno una volta alla settimana e il primo approccio alle bevande alcoliche si è abbassato a 10-11 anni. Il problema, oltre che sociale, è anche medico: negli adolescenti l’alcol viene metabolizzato con maggiore difficoltà e i danni al fegato e al sistema nervoso sono maggiori che negli adulti. Così si facilita l’insorgenza di malattie del fegato, come la steatosi (o fegato grasso) e la steatoepatite che, nel corso degli anni, possono trasformarsi in cirrosi ed epatocarcinoma. Solo a 18-20 anni si sviluppa maggiore capacità di metabolizzare l’alcol: perciò, come ricorda l’Oms, fino ai 20 anni non bisognerebbe bere più di un bicchiere di vino al giorno. Superare la soglia indicata dall’Oms aumenta la probabilità di contrarre un danno epatico indipendentemente dalle bevande che si assumono, siano esse vino, birra o superalcolici.E’ stato accertato che un consumo superiore agli ottanta grammi al giorno, per dieci anni, aumenta di cinque volte il rischio di cancro del fegato. Un ruolo lo svolgono anche il sesso maschile e l’età: l’attività dell’alcol-deidrogenasi, infatti, risulta significativamente ridotta nelle donne giovani e in quelle con più di sessanta anni. Negli uomini, invece, è del cinquanta per cento in meno nella fascia che va dai sessanta agli ottant’anni. Cosa fare allora? Smettere di bere resta la soluzione più sensata. E se in Italia resta alto il rischio di abuso di alcol, anche in età precoce, negli Stati Uniti il consumo si sta progressivamente riducendo, come sottolinea una ricerca della Boston University, condotta su 8 mila soggetti e pubblicata nel numero di agosto dell’American Journal of Medicine, secondo la quale si beve un terzo di meno rispetto a 50 anni fa. In particolare, è calato il consumo di birra, rimane costante quello di superalcolici, mentre il vino resta sempre il prodotto preferito dagli statunitensi.

Commenti

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Il 23 Agosto 2008 alle 1:43 linux747 ha scritto:

La Soluzzione è semplice: invecie di farli andare a squola, usate un MANGANELLLO !!!! MANDATELI A ZAPPPARE LA TERRA e teneteli a PANE e ACQUA !!!!! E’ kiaro il koncettto ???

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