Quelle galassie “cannibali” che rivelano la storia dell’universo

Un telescopio dell'Eso

Una sequenza di scatti per catturare uno storia lontana, a quattro miliardi di anni luce dalla Terra: un team internazionale di ricercatori ha fotografato quattro gruppi di galassie riunite in un cluster. Ricevendo così ulteriori indizi sullo sviluppo dell’universo. Hanno utilizzato due “macchine fotografiche” speciali: il telescopio orbitante Hubble e il “Very large telescope” dell’Eso, l’European science observatory. Nel cluster hanno identificato 198 galassie: le più luminose in ogni gruppo contengono da cento a mille miliardi di stelle. E, soprattutto, possono essere ordinate in una sequenza temporale che mostra come abbiano continuato a crescere: anzi, grazie al loro “cannibalismo” sono diventate il 50% più voluminose negli ultimi 5 miliardi di anni. Sono risultati che rafforzano il modello della formazione gerarchica, fornendo indizi sulla durata del processo: le galassie, infatti, “crescono” fondendosi le une con le altre, come gli affluenti confluiscono in un medesimo fiume.

Alcune galssie molto luminose in un cluster

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