S.o.s. clima: il convegno di Rimini smorza l’allarme

aspettando Gustav, audio

L’uragano Gustav vi sembra l’ennesima conseguenza dei cambiamenti climatici? La temperatura media della Terra sta aumentando di qualche decimo di grado, ma le conseguenze non sono così catastrofiche come si vuol far credere e non esiste nessuna base scientifica su cui fondare simili previsioni. Parola degli esperti riuniti al Meeting di Rimini nel convegno “Cambiamenti climatici: catastrofismo o reali pericoli?”. “Rispetto alle previsioni catastrofiste dell’inizio del nuovo millennio, le variazioni climatiche sono ben inferiori – spiega il professor Richard Lindzen, docente di meteorologia al prestigioso Mit di Boston – Prendiamo come esempio il paventato scioglimento dei ghiacci. Il principale fattore che incide sul fenomeno è la copertura nuvolosa estiva: se è debole, fonde più ghiaccio di quanto se ne formi in inverno. Nessuno può dire quanto ciò dipenda dalla temperatura media del pianeta e vanno considerati altri elementi, come i venti, la loro intensità e direzione”. Questo non significa che sul clima non ci sono problemi, ma l’uso distorto ed estrapolato dei dati è “il primo serio pericolo per l’ambiente”. “Nell’ultimo secolo la temperatura si è alzata di 0,6 gradi, ma molte persone credono che l’innalzamento sia stato di due o tre gradi – aggiunge il docente del Mit - Merito della passione apocalittica di alcuni che, anche col freddo, riescono a scaldare comunque l’aria. E a vendere copie di alcuni giornali”.

Al Meeting si parla anche di energie e fonti rinnovabili. Tutti d’accordo sul fatto che in Italia è necessario passare a un sistema delle fonti energetiche che veda la presenza, accanto a quelle tradizionali (petrolio e gas naturale), di nuove forme di produzione di energia: nucleare e fonti rinnovabili (solare, eolico, biomasse), con una assoluta complementarietà tra di esse. Nel progetto del governo, nucleare e fonti rinnovabili devono partecipare ciascuno per il 25 per cento al programma energetico. Secondo Maurizio Cumo, presidente della Sogin, “l’Italia deve tornare al nucleare. La dipendenza per la fornitura di energia dagli altri paesi, che poi la producono con impianti nucleari, è insopportabile. C’è bisogno di una migliore informazione dell’opinione pubblica sul nucleare, sulle modalità di funzionamento degli impianti, sullo smaltimento e la possibilità di distruzione dei rifiuti: solo così avremo un ampio consenso sulla nuova scelta”.

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