La terapia educazionale di gruppo migliora il controllo del diabete e le sue complicanze. E’ l’approccio utilizzato dal “Progetto Romeo” (acronimo di “Ripensare l’organizzazione per migliorare l’educazione e gli outcome”). Curato da Marina Trento, psicopedagogista del laboratorio di Pedagogia clinica, Dipartimento di medicina interna dell’Università di Torino, il progetto sarà presentato al 44 esimo congresso dell’Associazione europea degli studi sul diabete (Easd) alla Nuova Fiera di Roma fino all’11 settembre. “Il progetto Romeo ha fatto dell’intervento educativo il punto di forza per favorire il cambiamento nella persona diabetica – afferma a Panorama.it il professor Massimo Porta, docente di medicina interna all’Università di Torino e presidente del comitato organizzativo locale del convegno - Al termine dello studio, che ha coinvolto 815 pazienti, si è dimostrato che in chi è stato seguito mediante terapia di gruppo migliorano il compenso metabolico, il colesterolo e i trigliceridi insieme alle conoscenze, alla qualità di vita e alla capacità di gestire il diabete”. Il programma, secondo i ricercatori coinvolti, si è rivelato idoneo a superare le barriere comunicative fra i pazienti e i loro medici, ottenendo risultati finora raggiunti, e non sempre, con l’uso intensivo dei farmaci, e facendo dei pazienti diabetici partner più competenti ed attivi dei propri curanti.
Con 230 milioni di malati nel mondo, di cui 3 milioni in Italia, e quasi 1 milione di casi non diagnosticati, il diabete cresce rapidamente, soprattutto tra giovani e giovanissimi. Fino al 2025, in Italia si rischia una crescita di oltre il 50 per cento dei casi. “Nel 1997 le persone con diabete rappresentavano il 3 per cento della popolazione, oggi il 4,5 per cento. In particolare, sono aumentate quelle con il diabete tipo 2, passate da circa il 2,7 al 4,1 per cento – aggiunge Porta – L’aumento dei casi è legato al peggioramento degli stili di vita, all’obesità e al fatto che si vive più a lungo, con un forte aumento di costi a livello internazionale”.
Secondo l’Osservatorio Arno Diabete, un diabetico costa annualmente al servizio sanitario nazionale in media 2.589 euro: 827 (31,9 per cento) per farmaci, 1.274 (49,2 per cento) per ricoveri dovuti alle complicanze, 488 (18,9 per cento) per prestazioni specialistiche e diagnostiche. “Durante il convegno presenteremo una serie di risultati sullo stato dei trapianti per innestare le isole dell’insulina, metodo utile per evitare il trapianto di pancreas, e studi che dimostrano come pazienti con il diabete che hanno tenuto sotto controllo la glicemia nel corso degli anni abbiano tratto benefici nel protrarsi della loro vita – conclude Porta. - Purtroppo, i soldi in Europa, e in particolar modo in Italia, sono pochi, a differenza degli Stati Uniti. L’Easd ha creato una fondazione europea che dal 2001 a oggi ha raccolto e ridistribuito oltre 5 milioni di euro per progetti di ricerca”.
- Lunedì 8 Settembre 2008
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile


Tutto sul nuovissimo iPad 3
SCOTT-AMUNDSEN, UNA SFIDA D’ALTRI TEMPI
LE RISPOSTE DELLA PSICOLOGIA POSITIVA
STORIE DI ANIMALI
Fotocamere digitali: le nostre prove








Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Animali: le foto più belle
Scienza: le buone notizie del 2011
Le foto più belle ogni settimana
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 5 Settembre 2008 alle 14:12 La terapia di gruppo fa bene al diabete (Panorama.it) ha scritto:
[...] Continua [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.