Project:Report, vincere un Pulitzer grazie a YouTube

report

Prendete una vecchia e gloriosa istituzione come il Pulitzer Center. Unite il servizio che meglio di tutti rappresenta la rivoluzione dei contenuti generati dal basso (YouTube). E ottenete Project:Report, ovvero un concorso fresco di lancio che intende premiare progetti di video-giornalismo focalizzati su storie poco coperte dai media mainstream.

Sponsorizzato da Intel e Sony Vaio, il concorso prevede tre diverse fasi, con un processo di selezione diversificato a seconda del livello.

Il primo round è aperto a tutti (la scadenza è fissata per il prossimo 5 ottobre). Per partecipare bisogna realizzare un servizio di tre minuti (o meno) su una personalità della propria comunità che si pensa possa interessare anche ad un pubblico più vasto (su YouTube ci sono anche le dritte su come realizzarne uno efficace). Il filmato deve essere in inglese, ma vanno bene anche altre lingue se si inseriscono i sottotitoli: il che vuol dire (una volta tanto) si potrà partecipare anche dall’Italia.
Tutti i video sottoposti saranno valutati da un panel di giornalisti del Pulitzer Center, che sceglieranno i dieci utenti che potranno accedere alla fase due.

Il tema del secondo round sarà invece annunciato solo dopo il 5 ottobre. I dieci semi-finalisti saranno valutati direttamente dagli utenti di YouTube, che potranno scegliere i cinque utenti che avranno accesso alla fase tre. I finalisti riceveranno strumentazione tecnologica da parte degli sponsor, oltre che il supporto giornalistico di un “mentor” del Pulitzer Center.

Ad ogni modo, tutti gli utenti che supereranno il primo round riceveranno premi tecnologici da parte Sony e Intel, mentre per il vincitore del “Grand Prize” è prevista una borsa di studio da 10.000 dollari finanziata dal Pulitzer Center, per realizzare un’inchiesta al di fuori del proprio paese.

“Project:Report ha preso ispirazione dalle migliaia di persone che utilizzano YouTube, cambiando il modo in cui le notizie sono coperte nell’attuale scenario dei media” ha spiegato Steve Grove, a capo della sezione “News and Politics” di YouTube. “Dai video di disastri naturali a reportage investigativi sui candidati politici, YouTube è diventato un sito ‘da vedere’ per storie rare e dinamiche su ciò che accade nel mondo”

Si tratta davvero di un’occasione ghiotta per far sentire la propria voce e, magari, riuscire a mettersi in tasca il più ambito premio giornalistico del mondo.

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