L’esperimento Atlas nell’acceleratore Large Hadron Collider, a Ginevra
Se la storia dell’universo fosse un libro, il primo capitolo racconterebbe una gigantesca esplosione avvenuta quattordici miliardi di anni fa: il Big Bang. I ricercatori del Cern inietteranno per la prima volta i protoni nel Large hadron collider (Lhc), un anello dalla circonferenza di 27 chilometri, a più di 100 metri di profondità. È una sorta di inaugurazione. L’obiettivo del progetto è di riprodurre nei prossimi mesi condizioni simili a quelle di pochi attimi successivi al Big Bang: nel circuito dell’Lhc, infatti, più di 100 miliardi di protoni saranno lanciati quasi alla velocità della luce e si scontreranno in quattro punti, sviluppando la più alta energia mai ottenuta in un esperimento. Analizzando le collisioni attraverso quattro gruppi di strumenti (Alice, Atlas, Cms, Lhcb), gli scienziati cercano le risposte sperimentali per alcuni interrogativi. Che potrebbero cambiare la comprensione di fenomeni fondamentali dell’universo, finora invisibili alle strumentazioni scientifiche.
Per la prima volta i ricercatori potrebbero essere in grado di osservare il bosone di Higgs che, secondo alcuni modelli teorici, assegna la massa alle particelle elementari. Tanto da essere definito “la particella di Dio”. “L’Lhc è circa dieci volte più potente dell’acceleratore di Chicago: secondo i calcoli potrebbe consentirci di osservarlo” dice Umberto Dosselli, vicepresidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Ma altri quesiti attendono risposte. Da anni la comunità scientifica si interroga sulla materia e sull’energia oscura, che insieme costituiscono il 96% dell’universo: “Speriamo che l’energia elevata dell’Lhc, riproducendo le condizioni un millesimo di secondo dopo il Big Bang, ci permetta di capirne l’origine” precisa Dosselli. E ancora: nell’universo le dimensioni sono soltanto quattro (lunghezza, larghezza, altezza e tempo), come suggerisce anche il senso comune? Per la teoria delle stringhe, un modello che propone di unificare le quattro interazioni fondamentali, ne esistono altre. Che l’esperimento di Ginevra consentirebbe di rilevare.
Al progetto del Cern hanno lavorato più di 80mila scienziati con un budget di 6,4 miliardi di euro: è un team internazionale che ha partecipato alla costruzione dell’enorme circuito tra la Svizzera e la Francia. Dall’Italia arrivano 600 ricercatori: un terzo dei magneti superconduttori lungo l’anello sono stati costruiti proprio nella penisola. All’interno dell’Lhc, le due strumentazioni principali, Atlas e Lhcb, rileveranno qualsiasi interazione prodotta nell’acceleratore. Alice analizzerà gli ioni di nuclei pesanti, come il piombo, che saranno utilizzati in alcuni esperimenti al posto dei protoni: “Le energie locali derivanti dalla collisione saranno talmente elevate da generare il quark-gluon plasma, uno stato della materia che si pensa esista al centro delle stelle neutroni” chiarisce Dosselli. Ma nelle ultime settimane si è diffusa una preoccupazione alimentata dal passaparola sui mezzi di comunicazione: il mini “Big Bang” potrebbe generare un buco nero capace di inghiottire la Terra? Un’immagine suggestiva, degna di un film hollywoodiano. “Ha portato molta pubblicità” dice Dosselli “ma la probabilità è nulla: in natura i raggi cosmici ogni giorno generano 10mila miliardi di Lhc”.
Il rap ironico “anti-buco nero” ballato dagli scienziati del Cern (in inglese). È stato visto da più di un milione di persone
- Martedì 9 Settembre 2008

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Commenti
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Il 9 Settembre 2008 alle 18:45 fausto_intilla ha scritto:
I test per la verifica della luminosità integrata (test d’iniezione) sono già stati fatti il mese scorso. Domani verranno creati i primi fasci accelerando i protoni su tutta la circonferenza del Large Hadron Collider ; suppongo che verrà impiegata un’energia non superiore ai 5 max. 6 Tev (Tera-elettronvolt), con collisioni i cui risultati dovrebbero teoricamente rientrare ancora nel modello standard. A partire da domani, ci vorranno poi altre 6 max. 8 settimane,per riuscire ad osservare le prime importanti collisioni (novembre sarà quindi un mese decisivo), quando il regime raggiungerà i 10 Tev. Se tutto andrà per il verso giusto, ossia se i primi esperimenti daranno i risultati sperati, l’anno prossimo l’LHC verrà portato a pieno regime (14 Tev),nella speranza di ottenere le tanto attese prove della supersimmetria. WWW.OLOSCIENCE.COM)
Il 10 Settembre 2008 alle 15:47 » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Funzioni e colori nuovi per gli iPod di Apple su Apple: novità senza il bottofausto_intilla su Al Cern di Ginevra parte l’esperimento alla ricerca della “particella di Dio”Google 2020: il motore di ricerca del futuro » Panorama.it - Hitech e Scienza su Google scopre le carte: ecco come sarà il GPhoneGoogle 2020: il motore di ricerca del futuro » Panorama.it - Hitech e Scienza su Chrome: una prova “su strada” Within Lab » Blog Archive » A post in the press area. su Protesi pronte in due ore, nuova frontiera dell’ortopedia [...]
Il 10 Settembre 2008 alle 15:50 Cern: ecco come sono andate le prove di Big Bang » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Oggi l’energia impiegata è stata un decimo di quella raggiungibile nell’anello del Cern, ma nei prossimi mesi il nuovo acceleratore verrà portato fino alla sua energia “nominale”, cioè a due fasci che viaggiano con una energia di 7 Teraelettronvolt, scontrandosi a una energia di 14 Teraelettronvolt. E similando, così, consizioni simili a quelle di pochi istanti dopo il Big Bang. Uno degli interrogativi più attesi riguarda il bosone di Higgs, soprannominato la “particella di Dio”: “Per l’anno prossimo potremmo avere già avere alcune risposte” sottolinea Petronzio. [...]
Il 11 Settembre 2008 alle 15:21 giuseppe 67 ha scritto:
QUELLE TESTE DI PROTONI
Che senso ha una scienza che spende miliardi e miliardi di euro per conoscere un infinitesimo di “verità”, quella dell’inizio dell’universo, per la quale c’è tutto il tempo che desideriamo essendo, essa, coincidente con la vita stessa?
Mentre quegli idioti settari, perchè setteria ed irresponsabile è quella casta di scienziati che agisce al di fuori delle speranze e delle esigenze umane, brindava alla rotazione di un paio di protoni in una galleria sotto le terre francesi, tante paia di sfere, spesso più prolifiche di nascite di universi, giravano come tutti i giorni e a costo zero, per l’insufficienza di lavoro, di alimenti, di case, per malattie terribili e altro ancora.
Come potrebbe una umanità responsabile e consapevole del ruolo della scienza come progresso del genere umano, gioire per il raggiungimento di uno stadio elevato del sapere in un determinato e aleatorio ramo dello scibile quando i tre quarti della popolazione è sotto il livello di una vita degna di essere definita civile e, per giunta, sotto gli standard della sopravvivenza?
E’ inimmaginabile, sebbene accada quotidianamente - ma si sa che la realtà supera, ormai, l’immaginazione -, che si produca un progresso della scienza indipendente dalla crescita dell’umanità nel suo insieme quando qualunque persona dotata di coscienziosità sa che non ha alcun significato uno sviluppo del sapere che non sia realizzato per gli uomini stessi perchè ogni uomo, anche il più intelligente di tutti, perderebbe ogni significato se vivesse al di fuori del genere umano; non potrebbe neanche produrre gli strumenti più elementari per l’analisi del mondo che lo circodasse e, ben presto, smarrirebbe anche il proprio io regredendo allo stadio animale.
Non mi si accusi, quindi, di una posizione moralistica e ipocritamente ecumenica, avversa all’inarrestabile crescita del progresso perchè, appunto, in ciò che chiamiamo progresso è insita l’emancipazione dell’umanità nel suo insieme; nè mi si venga a dire che lo sviluppo non può prescindere dalla crescita del sapere perchè io non mi oppongo affatto a questa necessità ma, al contrario, penso che si investa troppo poco nei vari settori della ricerca che possono realmente far progredire l’umantà, dalla medicina alla biochimica, dalla geologia alla fisica dell’ambiente. Si predilige, invece, fare, ogni tanto, un quache cosa di abbagliante come quest’ultimo esperimento che serva a porre un po’ di “stellette” sulla giubba di qualche politico o imprenditore; così come il “nostro cavaliere” che invece di investire nelle infrastruttere dei trasporti della Sicilia e della Calabria, pressochè inesistenti, è tutto eccitato dall’idea di costruire un avveniristico ponte tra due deserti.
Penso alla fame nel mondo che potrebbe essere sradicata se solo si facesse diventare reale corpo di scienza quell’embrione ricco di speranze straordinarie che è la scienza della biochimica, potendo essa, se solo ci fosse quella maledetta volontà politica, far diventare un eden anche il più terribile dei deserti!
E ai più “vanitosi dello spirito” che potrebbero, con maldestra arroganza, affermare che non si vive di solo pane ma che ci sono anche le esigenze dell’anima e dell’intelletto, posso dire che per questi appetiti ci sono la filosofia e, soprattutto, la religione - in poche parole l’esercizio del pensare - ma si sa che i troppo ricchi di spirito barcollano senza essere tenuti per mano da qualcosa che sia al di fuori di se stessi; troppo ricchi per apprezzare ciò che di grandioso è in ognuno di noi.
Guardate gli occhi di un bambino appena nato se proprio volete conoscere “la particella di Dio”.
Giuseppe
Il 24 Settembre 2008 alle 11:32 Dagli acceleratori laser nuove prospettive per la radioterapia » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Gli acceleratori di particelle di cui tanto si parla in questi giorni, in seguito al collaudo di Lhc al Cern di Ginevra, forse non sono ancora pronti per ricreare le condizioni post Big Bang, come il recente guasto sembra aver dimostrato. Trovano però inaspettata applicazione in campo medico, in particolare nella terapia dei tumori. Gli acceleratori per radioterapia potrebbero essere rivoluzionati dal laser. Un gruppo di ricercatori europei, coordinato da Antonio Giulietti dell’Istituto per i processi chimico fisici del Consiglio nazionale delle ricerche (Ipcf-Cnr), ha sperimentato con successo a Saclay (Francia) un acceleratore di elettroni basato su un laser “da tavolo” che potrebbe cambiare lo scenario della radioterapia, soprattutto quella che si effettua subito dopo l’intervento chirurgico di asportazione del tumore. “La radioterapia dei tumori consiste nell’irraggiamento della parte malata con radiazione o particelle di alta energia, che vengono prodotte da speciali acceleratori, oggi presenti in tutti i maggiori ospedali – sottolinea Giulietti a Panorama.it - Questi acceleratori sono basati su generatori a radiofrequenza di grande potenza, per cui la macchina nel suo insieme ha un notevole ingombro e richiede la radioprotezione di vasti ambienti. Abbiamo sperimentato che è possibile produrre elettroni con energie utili, in questo caso per combattere i tumori, in pochi millimetri di spazio. Ritengo che questa tecnica ridurrà notevolmente la pericolosità dei macchinari, soprattutto per quanto riguarda la radioprotezione, che potranno essere collocati in un ambiente anche distante dalla zona di utilizzo degli elettroni”. [...]
Il 26 Settembre 2008 alle 11:21 13111974 ha scritto:
io mi trovo d’accordissimo con Giuseppe, e ritengo che non si possa usare la scienza se non per motivi utili all’umanità e non rischiosi assolutamente!
Elisabetta
Il 26 Settembre 2008 alle 21:38 stefanom ha scritto:
Sono un ricercatore in fisica e lavoro al Cern a uno degli esperimenti di LHC.
Devo rispondere all’intervento “QUELLE TESTE DI PROTONI” perche’
non ho mai letto tante sciocchezze tutte assieme.
Voglio far presente al signor Giuseppe che la storia ci insegna che tutte le piu’ grandi
“innovazioni”, come si dice adesso, quelle invenzioni che hanno realmente cambiato il mondo, non sarebbero mai state possibili senza la
ricerca di base, ovvero quella che ad esempio si fa al Cern. Quindi accusare la ricerca di base di essere lontana dalle esigenze dell’uomo significa non avere capito proprio niente di 350 anni di scienza e tecnologia.
Il Laser, la microelettronica, il computer, il WEB, le innumerevoli tecniche di diagnostica e terapia medica, tanto per citare solo alcuni esempi, tutti vengono da applicazioni
della ricerca di base, ovvero di quella ricerca che di per se non e’ finalizzata a fini pratici, ma solo alla ricerca di conoscenza.
Il Laser, signor Giuseppe, che adesso permette di fare operazioni chirurgiche un tempo impossibili, e terribilmente invasive, non e’ mica stato inventato per caso. Ha alle spalle 30 anni di studi apparentemente astratti sulla struttura e sul comportamento degli atomi nella materia.
Il WEB, tanto per fare un altro esempio, una delle piu’ grandi invenzioni di tutti i tempi, e’ stato inventato proprio al Cern, per scopi che non
hanno niente a che vedere con il suo utilizzo attuale.
E se vogliamo parlare di soldi e ricchezza, beh, il Cern, con il WEB, ha ripagato il mondo intero dei soldi investiti per la ricerca con gli interessi da qui
all’eternita’. Ricordo al signor Giuseppe che il web non e’ infatti soltanto Yahoo o Amazon, ma e’ la possibilita’ per qualunque tipo di commerciante,
dall’indistriale al produttore locale di Parmigiano Reggiano, al piccolo tour operator in Nepal o in Bolivia, di pubblicizzare e vendere i suoi prodotti al resto del mondo.
Il WEB, ricordo a Giuseppe, e’ la possibilita’ di mandare e-mail ! Provi, Giuseppe, a immaginare il mondo senza e-mail. Provi a chiedere a una qualunque azienda di qualunque luogo del mondo se e’ utile o meno poter mandare e-mail piuttosto che fax e telefonate, e poi si chieda se da questo laboratorio di pazzi esaltati come lui crede non e’ uscito
qualcosa di utile e importante per tutti.
A Pavia, l’anno scorso, e’ stato inaugurato un centro di adroterpia, ovvero una tecnica per curare tumori incurabili con le terapie convenzionali.
Questo centro usa tecniche che sono state sviluppate in questi trenta anni proprio al cern, e anzi e’ stato ideato proprio da scienziati del cern.
E queste tecniche che adesso servono a curare i tumori sono state sviluppate per studiare come e’ fatto un protone all’interno !
Se all’epoca avessimo tutti ascoltato i consigli del signor Giuseppe, e avremmo giudicato ambiziose e inutili quelle ricerche, adesso non si avrebbero a disposizione queste tecniche innovative e utili per tutti.
Non aver capito che la ricerca di base funziona in questo modo e’, mi perdoni signor Giuseppe, molto grave.
Pensi che un oggetto oggi banale come il GPS, funziona utilizzando alcune correzioni della misura del tempo previste della teoria della relativita’ generale.
Senza di esse, non puo’ funzionare correttamente. Nessuno, ai tempi di Einstein avrebbe mai creduto che una teoria cosi’ astratta e apparentemente avulsa dalla realta’ come la relativita’ generale, un giorno si sarebbe rivelata indispensabile per far funzionare un oggetto di utilita’ comune come il GPS. Se gli astrofisici che hanno speso le loro energie per verificare questa teoria e effettuarne misure precise avessero dato retta al signor Giuseppe, il GPS non esisterebbe.
E’ incredibile e sconsolante come, pur circondati dai prodotti della scienza, e pur non potendo fare a meno dei prodotti della scienza, in tanti, come il signor Giuseppe, credano ancora che la scienza sia nemica dell’uomo, e che gli scienziati siano affetti da delirio di onnipotenza.
Credere poi che gli scienziati siano quelli dei romanzi di Dan Brown, ovvero degli stregoni pazzi che si divertono a giocare con le sorti del mondo e’ quantomeno puerile. Sarebbe opportuno imparare a distinguere la fiction dalla realta.
E aggiungo che, oltre a tutto cio’, oltre agli innumerevoli benefici e ricadute pratiche che sono arrivate da questo tipo di ricerca, il non riuscire a comprendere che lo studio delle leggi della natura e’ comunque da solo una delle cose piu’ incredibili e fantastiche che l’uomo possa fare, non comprenderne la bellezza, e’ sinonimo di una grettezza mentale incredibile.
Stefano
Stefano
Il 27 Settembre 2008 alle 15:47 stefanom ha scritto:
E aggiungo ancora un piccolo commento, sepre al post del Signor Giuseppe: trovo grottesco che egli imputi alle scelte sbagliate in campo scientifico la non risoluzione di problemi come la fame nel mondo, quando chiunque e’ in grado di comprendere che il problema della fame nel mondo e’ politico e economico.
Si cerchino i veri xcolpevoli nelle politiche scriteriate di tanti paesi, e nelle scelte economiche, per favore, e non nella scienza.
Lo sa, Signor Giuseppe, che l’intero progetto LHC, pagato dalla comunita’ scientifica internazionale in 10 anni, costa come 1 settimana (UNA SETTIMANA) di guerra in Iraq ? Ogni settimana, tutte le settimane, in Iraq si spende l’equivalente dell’intero progetto LHC, pagato questo invece in 10 anni.
Vuole altre cifre di paragone ? LHC costa come UN CENTESIMO della manovra finanziaria di salvataggio delle banche americane da parte del governo degli Stati Uniti, oppure equivale a quanto il mondo spende in UNA SETTIMANA in pubblicita’.
Oppure l’intero progetto LHC costa comje 3 bombardieri B-2, di quelli invisibili.
Vogliamo continuare ? O forse e’ il caso di cercare altrove, piuttosto che nella scienza, i veri colpevoli delle piaghe dell’umanita’ ?
Saluti
Stefano
Il 1 Ottobre 2008 alle 3:27 giuseppe 67 ha scritto:
Premetto che è squallido, oltre che antiquato, l’artificio dialettico di definire “signore” un uomo al solo scopo di ironizzare sulle sua persona per poi affermare, infatti, che questa ha detto solo sciocchezze.
Ma al di là delle miserie dialettiche, voglio sperare che questo stefanom abbia fatto finta di non aver compreso quello che io ho detto in maniera molto chiara, perchè se così non fosse dovrei consigliargli di passare dalla ricerca fisica a quella psicanalitica, in particolar modo alla autoanalisi!
Io non mi sono mai sognato di affermare quelle idiozie - ed infatti non vi è traccia nel mio commento - che mi sono state, con metodo stalinista, attribuite allo scopo di svilire il mio ragionamento. Era, infatti, caro a Stalin il metodo di insinuare nel pensiero dei suoi oppositori qualcosa di estraneo che li rendesse colpevoli di nefandezze agli occhi del popolo. Ma io ho letto troppe volte il trattato di Schopenauer sull’ “arte di ottenere ragione” per poter cadere in tranelli così insipidi!
Io non ho mai affermato che la ricerca sulla fisica delle particelle - o della fisica nella sua totalità - non sia fondamentale per lo sviluppo delle scienze in generale, anzi sono uno che si lagna spesso delle poche risorse attribuite alla ricerca come ho, in maniera evidentissima, espresso nel mio commento.
Io ho semplicemente tuonato - e lo ribadisco con la stessa forza - che spendere miliardi e miliardi di euro per conoscere la matrice del Big Bang, una verità per la quale c’è tutto il “tempo universale”, è una sciocchezza incredibile che solo delle “teste di protoni” non hanno la capacità di comprendere. Che c’entra la fisica delle particelle che è alla base dell’hardware dei computer? - Non sapevo che per navigare in internet ci fosse bisogno - come direbbe il capitano Kirk : “di andare lì dove nessun uomo era mai giunto prima!”
Per quanto riguarda poi l’affermazione sulla presunta ‘verginità degli scienziati’ rispetto alle scelte politiche, siamo di fronte all’ignoranza più grottesca. Ma come si fa a non sapere del servilismo di quella marea di scienziati nei confroni delle classi politiche, in particolar modo di quelle mostruosamente dittatoriali. Basti pensare allo scempio di poveri esseri umani che nella Germania di Adolf Hitler, in modo particolarmente agghiacciante, ma anche in altre ignobili dittature, molti scienziati hanno compiuto sulla scia di una vergognosa avidità di sapere e calpestando la dignità umana.
A proposito! Chi ha contribuito alla ricerca sui bombardieri invisibili? ….i carmelitani scalzi?!
Purtroppo, in quest’epoca, di invisibile c’è soprattutto l’intelligenza …….e come ci bombarda l’idiozia non ci bombarda nessuno!
Viva la scienza, la scienza al servizio dell’uomo!
Giuseppe
Il 1 Ottobre 2008 alle 10:16 stefanom ha scritto:
Caro Giuseppe (va meglio cosi ?),
solo una testa di Giuseppe puo’ giudicare inutile la ricerca che si fara’ ad LHC.
Solo una mente incredibilente chiusa piu’, da un lato trovare irrilevante dal punto di vista culturale riuscire a studiare come e’ fatta la natura, e quello che puo’ essere avvenuto nei primi istanti di vita dell’universo.
E solo una testa di Giuseppe puo’ non aver capito (e nel mio post era evidentissimo) che i benefici prtici di questa ricerca possono venir fuori fra 10 o 50 anni, ma non sono prevedibili.
Tuttavia tutte le grandi innovazioni sono nate dalla ricerca di base.
Il navigare in internet e; stato inventato per facilitare questo tipo di esperimenti, e non per facilitare il commercio o la comunicazione fra popoli.
Senza questo tipo di ricerca il web non ci sarebbe stato !
Non capire questa connessione fra ricerca di base e applicazioni e’ veramente sinonimo di un’ ignoranza abissale, Giuseppe.
E confondere la scienza con la costruzione dei bombardieri, e’ ancora non aver capito proprio nulla. Un conto e’ la scienza, e un conto sono scienziatio che decidono di prestare le loro competenze per costruire una bomba.
E’ come dire che, visto che sono esistiti i Dottor Megele, la colpa e’ della scienza medica in toto.
Hai proprio ragione, Giuseppe, in questi anni di invisibile c’e’ proprio l’intelligenza.
Saluti
Stefano
Il 1 Ottobre 2008 alle 10:45 stefanom ha scritto:
Rileggo il suo ultimo post e mi viene da sorridere.
Lei dice, cito testualmente: “Non sapevo che per navigare in internet ci fosse bisogno - come direbbe il capitano Kirk : “di andare lì dove nessun uomo era mai giunto prima!”
Dice bene: lei non sapeva !
E invece e’ stato proprio cosi’ !
Per inventare il web e navigare su internet c’e’ stato bisogno di andare dove nessuno era giunto prima, e di costruire esperimenti come quelli del Cern, perche’ prima di questi a nessuno era mai venuto in mente un simile uovo di colombo.
Ed e’ stato PER queste esperimenti, per scopi CULTURALI, che e’ stato inventato il web.
Non era venuto in mente a Bill Gates, che grazie al web ha venduto computer a mezzo mondo, non era venuto in mente a quelli di Yahoo o di Amazon, o della Ryanair, e a nessun altro di quelli che adesso non potrebbero fare a meno del web.
Oltre a leggere Schopenauer le consiglio, Giuseppe, di aprire anche la mente.
Stefano
Il 2 Ottobre 2008 alle 16:03 giuseppe 67 ha scritto:
E’ davvero deprimente che in Italia possano diventare ricercatori di fisica - e, per giunta, al Cern! - persone che non sanno leggere o, nel migliore dei casi, che non capiscono quello che leggono - si fa per dire …migliore dei casi! -
La prima volta ho voluto sperare che si trattasse di un malinteso, ma essendo accaduto di nuovo non posso che deprimermi.
Ho detto chiaramente che la fisica di base è FONDAMENTALE per lo sviluppo dell’umanità e che, tra l’altro, è evidente il nesso che c’è tra questa e l’hardware di un computer, la diagnostica medica ecc. ecc.
La mia battuta che citava il capitano dell’Enterprise non è stata compresa - anche perchè per comprendere le battute bisogna avere il senso dell’ironia e non il “non senso” -.
Io volevo dire, come mi sembrava evidente, che non c’è bisogno di cercare una particella implicata nel Big Bang per far funzionare i computer.
Ma ciò che del mio ragionamento iniziale non è stato colto è il timore non solo per l’investimento in danaro richiesto da questo tipo di ricerca ma per l’investimento in sè, ovvero lo spendere se stessi, le proprie risorse umane ed intellettuali, in operazioni che sottintendono una incapacità di cogliere il proprio essere uomini tra gli uomini, lasciando ai margini tre quarti della popolazione che non ha neanche da mangiare. Non si può cercare Dio abbandonando gli uomini.
Voglio sperare che questo Stefano abbia mentito nel definirsi ricercatore di fisica delle particelle, anche se temo che abbia detto il vero, perchè se le sorti dell’umanità sono in mano a chi nella coscienza ha un buco nero, allora davvero ci converrà andare lì dove nessun uomo è mai giunto prima, sperando che non ci trovino!
E’ probabile che, ricordando il famoso detto ‘non c’è due senza tre’, mi venga attribuito per la terza volta l’aver affermato che la fisica non sarebbe importante, nonostante il mio parlar chiaro - anzi scrivere chiaro - dimostri il contrario.
Per quanto mi riguarda, considero chiusa la diatriba, e penso che, in realtà, non avrei dovuto neanche ritenerla aperta. Sarebbe, altrimenti, come se mi ostinassi, allo stadio, di discutere con una persona che ha in mente la sola idea di picchiarmi e che, per farlo, trova mille pretesti..
Giuseppe
Il 2 Ottobre 2008 alle 21:32 stefanom ha scritto:
Citoo testualmente dai suoi scritti, visto che non saprei leggere:
“Mentre quegli idioti settari, perchè setteria ed irresponsabile è quella casta di scienziati che agisce al di fuori delle speranze e delle esigenze umane, brindava alla rotazione di un paio di protoni in una galleria sotto le terre francesi, tante paia di sfere, spesso più prolifiche di nascite di universi, giravano come tutti i giorni e a costo zero, per l’insufficienza di lavoro, di alimenti, di case, per malattie terribili e altro ancora.”
Se poi, nel caso specifico, questa casta di scienziati produce una tecnica che viene utilizzata per curare tumori, come e’ stato appunto il caso della ricecra del cern, mi sembra che la sua farneticante accusa non si regga proprio in piedi.
E poi e’ veramente ridicolo cercare nei costi di un esperimento scientifico (ignorando comunque i benefici che questo tipo di ricerca ha portato all’uomo, oltre all’aspetto puramente culturale)
una manifestazione dell’indifferenza verso i deboli della terra, quando altrove, sotto i nostri occhi, esistono spese incredibilmente piu’ alte per cose futili o addirittura dannose. Sa che LHC, pagato in 10 ANNI, costa come UN CENTESIMO di quanto gli USA hanno stanziato per il crack delle loro banche in una settimana ?
E cito ancora: “E’ inimmaginabile, sebbene accada quotidianamente - ma si sa che la realtà supera, ormai, l’immaginazione -, che si produca un progresso della scienza indipendente dalla crescita dell’umanità nel suo insieme quando qualunque persona dotata di coscienziosità sa che non ha alcun significato uno sviluppo del sapere che non sia realizzato per gli uomini stessi”
La conoscienza e’ innanzitutto patrimonio di tutti, ed e’ un patrimonio immenso. Mi stupisce che le sfugga questo aspetto. E di nuovo, LA STORIA insegna che e’ proprio QUESTO tipo di ricerca, che lei vede lontano dalle esigenze dell’uomo, a produrre benefici per l’uomo. Non accorgersi di questo significa ignorare 350 anni di storia. Lo sa che la stessa accusa era stata rivolta da parlamentari inglesi a quelli che studiavano l’elettricita’ ?
E cito ancora: “penso che si investa troppo poco nei vari settori della ricerca che possono realmente far progredire l’umantà, dalla medicina alla biochimica, dalla geologia alla fisica dell’ambiente. ”
Sicuramente in alcuni settori della ricerca si investe poco, ma e’ quel “realmente” che e’ una sciocchezza. La sua sciocchezza e’ credere che ci sia una scienza che fa REALMENTE progredire l’umanita’, e una che invece serve innanzitutto a mettere qualche stelletta in petto.
Questa e’ una immensa sciocchezza. E di nuovo e’ la storia che lo insegna. Lo studio dei fenomeni elettrici era stato definito dai parlamentari inglesi come qualcosa che non avrebbe mai portato a niente di utile. E anche cose tipo la risonanza magnetica, la tac, gli stessi raggi X, fanno tutti parte di quella scienza “inutile”, perche’ la risonanza magnetica e’ stata inventata per studiare il nucleo atomico, e non per diagnostica medica. L’errore colossale che lei sta facendo e’ credere che sia possibile decidere a priori qual’e’ la ricerca utile e quella di cui invece si potrebbe fare a meno.
La realta’ e’ che la ricerca scientifica e’ tutta utile e essenziale per l’umanita’, e non e’ mai abbastanza finanziata.
E’ altrove che bisogna tagliare, ma non nella ricerca, di qualunque tipo essa sia.
Ma questo mi sembra per lei un concetto troppo difficile da capire.
E cito ancora: “Io ho semplicemente tuonato - e lo ribadisco con la stessa forza - che spendere miliardi e miliardi di euro per conoscere la matrice del Big Bang, una verità per la quale c’è tutto il “tempo universale”, è una sciocchezza incredibile che solo delle “teste di protoni” non hanno la capacità di comprendere.”
Non comprendere l’importanza culturale di questo e’ veramente sinonimo di ignoranza.
Solo una persona mentalmente chiusa, che si crogiola nella sua cultura a senso unico, puo’ da un lato ritenere effimera e superflua la conoscenza dei fenomeni fondamentali alla base della struttura della materia, quali sono quelli che si studieranno a LHC, e inoltre credere che l’intera comunita’ scientifica mondiale, compresa una decina di premi nobel, abbia deciso di comune accordo, in 15 anni di lavoro, di portare avanti un progetto che e’, usando le sue parole, “una sciocchezza incredibile”.
Ma l’arroganza degli ignoranti non ha limite. Diceva Alta pochi giorni fa: “io sono ignorante, ma lo so”.
Lei invece non lo sa, Giuseppe, ed e’ questa la cosa grave.
E cito ancora: E ai più “vanitosi dello spirito” che potrebbero, con maldestra arroganza, affermare che non si vive di solo pane ma che ci sono anche le esigenze dell’anima e dell’intelletto, posso dire che per questi appetiti ci sono la filosofia e, soprattutto, la religione - in poche parole l’esercizio del pensare - ma si sa che i troppo ricchi di spirito barcollano senza essere tenuti per mano da qualcosa che sia al di fuori di se stessi; troppo ricchi per apprezzare ciò che di grandioso è in ognuno di noi. ”
Questa e’ veramente quella che, in gergo, si dice una cazzata col botto.
Il fatto che lei non sia capace di stupirsi di quanto c’e’ di grandioso nella natura lo caratterizza perfettamente.
Evidentemente per lei la conoscenza scientifica non e’ un esercizio del pensare.
Ma d’altra parte l’esercizio del pensare mi sembra non faccia al caso suo
Saluti
Stefano
Il 31 Ottobre 2008 alle 20:37 Le 50 invenzioni dell’anno secondo Time » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Hulu, il sito che fa da contraltare a YouTube offrendo non video prodotti e caricati dagli utenti, bensì show televisivi e film grazie ad accordi con i network e le case di produzione, è quarto mentre quinto è il Large Hadron Collider del Cern, il cui guasto che ne ha momentaneamente bloccato le operazioni, viene paragonato dai redattori del Time a una semplice ruota sgonfia su un’automobile sensazionale. Al sesto posto troviamo il deposito artico delle sementi, una cassaforte globale che si trova a nord della Norvegia dove possono essere conservati per 1000 anni i semi che ci salveranno in caso di una disastrosa carestia. Al nono posto c’è internet per gli astronauti: la connessione è molto lenta, del resto sono i primi passi dell’Internet interplanetaria. Al decimo troviamo il computer più veloce del mondo, soprannominato Roadrunner, che ha superato il quadrilione di calcoli al secondo: chi non ne vorrebbe uno? La torre rotante di Dubai è al numero 16, seguita a ruota da Nexi, il robottino “sociale” creato al Mit di Boston. Spore, il videogioco che permette di costruire forme di vita e farle evolvere, si piazza ventesimo, mentre al ventottesimo posto troviamo il “mantello dell’invisibilità“, prodigio simil-Harry Potter estratto dal cappello dei ricercatori della Berkeley University. Ed è proprio vero che la necessità aguzza l’ingegno, perché non poteva che essere inventato in tempi che obbligano a ridurre gli sprechi l’accumulatore di energia da ginocchio che troviamo al 33° posto: voi camminate, lui conserva l’energia prodotta, che potrete poi usare per ricaricare il cellulare e il lettore mp3. In 39a posizion,e troviamo la tecnica per rilevare le impronte digitali anche quando queste sono state accuratamente cancellate, che ha già fatto riaprire parecchi casi dubbi, mentre al 40° posto compare qualcosa che di tecnologico ha ben poco: la nuova lista dei sette peccati capitali compilata dal Vaticano che tiene conto delle tentazioni e dei rischi del mondo moderno (peccati di bioetica, esperimenti sugli embrioni, abuso di droghe, inquinamento, ingiustizia sociale, eccessiva ricchezza, creazione di povertà). E poi scarpe da corsa tecnologiche, orologi che invece di segnare il tempo lo “mangiano” simboleggiando l’inesorabile fine cudata center (Google) e prodigiose macchine fotografiche per non vedenti, che trasformano le immagini in disegni in rilievo stile Braille da leggere appoggiandoli sulla fronte. E’ stato un 2008 molto ricco, arrivederci nel 2009. [...]
Il 5 Novembre 2008 alle 17:49 SuccedeOggi » Le 50 invenzioni dell’anno secondo Time ha scritto:
[...] Hulu, il sito che fa da contraltare a YouTube offrendo non video prodotti e caricati dagli utenti, bensì show televisivi e film grazie ad accordi con i network e le case di produzione, è quarto mentre quinto è il Large Hadron Collider del Cern, il cui guasto che ne ha momentaneamente bloccato le operazioni, viene paragonato dai redattori del Time a una semplice ruota sgonfia su un’automobile sensazionale. Al sesto posto troviamo il deposito artico delle sementi, una cassaforte globale che si trova a nord della Norvegia dove possono essere conservati per 1000 anni i semi che ci salveranno in caso di una disastrosa carestia. Al nono posto c’è internet per gli astronauti: la connessione è molto lenta, del resto sono i primi passi dell’Internet interplanetaria. Al decimo troviamo il computer più veloce del mondo, soprannominato Roadrunner, che ha superato il quadrilione di calcoli al secondo: chi non ne vorrebbe uno? La torre rotante di Dubai è al numero 16, seguita a ruota da Nexi, il robottino “sociale” creato al Mit di Boston. Spore, il videogioco che permette di costruire forme di vita e farle evolvere, si piazza ventesimo, mentre al ventottesimo posto troviamo il “mantello dell’invisibilità“, prodigio simil-Harry Potter estratto dal cappello dei ricercatori della Berkeley University. Ed è proprio vero che la necessità aguzza l’ingegno, perché non poteva che essere inventato in tempi che obbligano a ridurre gli sprechi l’accumulatore di energia da ginocchio che troviamo al 33° posto: voi camminate, lui conserva l’energia prodotta, che potrete poi usare per ricaricare il cellulare e il lettore mp3. In 39a posizion,e troviamo la tecnica per rilevare le impronte digitali anche quando queste sono state accuratamente cancellate, che ha già fatto riaprire parecchi casi dubbi, mentre al 40° posto compare qualcosa che di tecnologico ha ben poco: la nuova lista dei sette peccati capitali compilata dal Vaticano che tiene conto delle tentazioni e dei rischi del mondo moderno (peccati di bioetica, esperimenti sugli embrioni, abuso di droghe, inquinamento, ingiustizia sociale, eccessiva ricchezza, creazione di povertà). E poi scarpe da corsa tecnologiche, orologi che invece di segnare il tempo lo “mangiano” simboleggiando l’inesorabile fine cudata center (Google) e prodigiose macchine fotografiche per non vedenti, che trasformano le immagini in disegni in rilievo stile Braille da leggere appoggiandoli sulla fronte. E’ stato un 2008 molto ricco, arrivederci nel 2009. [...]
Il 20 Febbraio 2009 alle 16:14 S’infiamma la corsa per la particella di Dio: gli americani vicini alla scoperta? » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Il Large Hadron Collider (LHC), l’acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, attivato per la prima volta lo scorso settembre e spento poco giorni dopo per un guasto che lo rende attualmente inutilizzabile, è stato costruito, nel corso degli ultimi 10 anni, con l’obiettivo dichiarato di dimostrare l’esistenza del Bosone di Higgs. [...]
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