Pietro Scott Jovane, nuovo timoniere di Microsoft Italia

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A prendere il testimone dal precedente amministratore delegato Mario Derba è Pietro Scott Jovane, classe ‘68 di origini scozzesi e napoletane con un curriculum di tutto rispetto nell’ambito della gestione finanziaria di grandi realtà realtà aziendali tra Italia e Usa, prima di approdare sei anni fa in Microsoft come Cfo (chief financial officier).”Mi intendo di numeri e non sono un tecnologo”, ha ricordato, rimarcando la differenza con la precedente regia di stampo più decisamente informatico. Ma Scott Jovane non conosce soltanto i segreti della contabilità. Ha guidato negli ultimi due anni i rapporti con le aziende telco e fino a pochi mesi fa l’Online Service Group: la divisione che appare oggi nodale per i futuri progetti di sviluppo Microsoft nei servizi Internet.

Scott Jovane prende il timone in un momento di grandi cambiamenti strategici “In cui occorre fare di Internet un’opportunità, prestando attenzione alla sicurezza e ai valori morali” ha spiegato, elencando le attività di responsabilità sociale svolte da Microsoft in svariati ambiti che comprendono la scuola, il digital divide e la tutela ambientale.

Ha anche elencato in modo sintetico le priorità della sua direzione. In primo piano l’attenzione per le Pmi italiane oggi in particolari difficoltà. “Il nostro impegno è farle crescere”, ha spiegato. “Come anche fare in modo che le pubbliche amministrazioni siano in maggiore contatto con il cittadino e le imprese”.

Scott Jovane fa riferimento ai colloqui avuti in agosto con il ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta in base ai quali è stato firmato un protocollo triennale per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e organizzative nel settore della scuola (con la costituzione di un prototipo di ’scuola del futuro’ a Galatina, in provincia di Lecce). Una collaborazione che si estende alle tecnologie di collaborazione e VoIP, scelte dalla Pa con l’ultima legge finanziaria. Per queste attività, Microsoft ha creato uno specifico competence center a Roma.

Scott Jovane non ha negato che l’attività dei prossimi mesi sia complessa e difficile, “stiamo definendo l’agenda per  la crescita, identificando le attività con clienti e partner”. Per Jovane serve portare l’innovazione a maggior contatto con le realtà utenti, comunicare i cambiamenti e creare package in grado di ottimizzare i margini per le aziende. In un momento in cui tutte le principali scelte tecnologiche d’impresa sono dettate da fattori economici e di business, non è forse un caso che un Cfo sia diventato amministratore delegato della prima software house italiana.

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