Ecco Swype: cambierà il modo di scrivere sul telefonino?

swype

Techcrunch 50 è ormai un ricordo, ma alcune delle startup passate sotto i riflettori della kermesse a queste dedicata sono già sul taccuino di molti possibili investitori. E se a qualcuno è piaciuto il mashup che ha portato a GoPlanit, a molti non è sfuggita la potenziale rivoluzione di Swype.

La presentazione istituzionale dell’azienda non lascia spazio a dubbi: “Swype crea tecnologia per eseguire immissione di testi sugli schermi. L’interfaccia brevettata concente agli utenti di creare parole con un movimento continuo delle dita lungo una tastiera su schermo. Questo approccio permette una scrittura più semplice e veloce [...]“.

In concreto, basta passare uno stilo (o, meno prosaicamente, un dito) su una tastiera Qwerty che compare su un display e cercare, senza staccarlo dallo schermo, le lettere della parola da comporre perché un dizionario preimpostato faccia il proprio dovere e suggerisca la parola da comporre. Andando a vedere l’assetto societario di Swype, balza all’occhio il nome di Cliff Kushler, fondatore Chief Technology Officer: è uno degli inventori di T9, il software che permette di immettere testo su pressoché tutti i telefonini del pianeta (già, proprio quello che i teenager usano a velocità supersonica per la composizione di Sms).

T9 risale a fine anni Novanta, ed è concepito per tastiere tradizionali; Swype è un brevetto, frutto di una ricerca quinquennale iniziata nel 2003, ancora in cerca di consacrazione. Prima ancora, quindi, che la generazione degli smartphone con display touchscreen emergesse in maniera chiara, e proprio per questo frutto di un’ottima intuizione: diciamo che l’idea nata sugli allora diffusi Pda potrebbe trasferirsi a breve sugli iPhone di oggi, e buona parte dei suoi rivali.

In attesa di vedere se ci sarà qualcuno - e molti indizi fanno propendere per il sì - che voglia finanziare Swype e adottarne il software su propri dispositivi, visto che di iPhone si è parlato, l’analogia con Shapewriter è forte: il software, scaturito dalle ricerche di Ibm sul progetto Shark, è attualmente disponibile per il melafonino, i Tablet Pc ed è previsto il porting su Android. Ed è, di fatto, il concorrente più temibile.

La tecnologia basata sullo sfioramento continuo di Swype permette di digitare una cinquantina di parole al minuto. Anche l’adolescente più smaliziato deve rimanere in guardia: la tastiera virtuale di Swype - che il vendor promette approdare sulle piattaforme più disparate - è una velocista nata.

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