Enel scommette su nucleare e rinnovabili per il futuro italiano

Il progetto Epr di Flamanville

L’Europa chiede un grande sforzo entro il 2020 per la riduzione di gas serra. Panorama.it ha chiesto a Gianfilippo Mancini, direttore della divisione “Generazione e energy management” di Enel, di spiegare il punto di vista dell’azienda. “Oltre all’applicazione delle migliori tecnologie per l’utilizzo dei combustibili fossili, abbiamo dato un forte impulso allo sviluppo delle fonti rinnovabili, quali eolico e solare, e dei progetti di ricerca e innovazione sui temi ambientali, idrogeno, solare termodinamico e cattura e sequestro della CO2. Il nostro piano industriale prevede su questo fronte 7,4 miliardi di euro di investimenti, quasi il doppio rispetto al precedente piano – dice Mancini - Sul fronte rinnovabili abbiamo una produzione tra le più elevate d’Europa e daremo vita ad una Divisione specifica per nuovi progetti. Enel è tra le prime aziende in Europa ad investire in Cina ed India, attraverso progetti che permetteranno una riduzione di emissione di oltre 80 milioni di tonnellate di CO2 nei prossimi 5 anni”.

Enel punta ad arrivare al 50 per cento della propria produzione elettrica da carbone. Dopo Civitavecchia, quali altri impianti saranno coinvolti?
Uno dei nostri obiettivi è il riequilibrio del mix delle fonti energetiche, in Italia troppo sbilanciato sul gas naturale: l’assenza di nucleare e un utilizzo molto limitato del carbone hanno determinato nel corso degli anni la progressiva sostituzione dell’olio combustibile con il gas, generando una pericolosa forma di dipendenza. Enel sta investendo nelle tecnologie “clean coal” ed è in fase di completamento la centrale di Civitavecchia. Siamo pronti ad aprire il cantiere nella centrale di Porto Tolle non appena otterremo l’autorizzazione: verranno adottate le stesse tecnologie avanzate sperimentate a Civitavecchia, con notevoli miglioramenti ambientali rispetto alla situazione attuale”.

In generale, come vede il futuro energetico del nostro paese?
“L’obiettivo indicato dal ministro Scajola consente di porre l’accento sulle azioni necessarie per ridurre i rischi della nostra dipendenza energetica. Per il futuro energetico del paese sono necessarie politiche di efficienza energetica, sviluppo delle rinnovabili, sviluppo delle nuove tecnologie per l’utilizzo di fonti fossili tradizionali, nonché la ripresa del settore nucleare. Su questo ultimo punto, Enel è pronta: abbiamo recuperato moltissimo in tecnologie, principalmente grazie ai nostri impianti in Spagna e Slovacchia e alla nostra partecipazione diretta nel progetto Epr di Flamanville in Francia. Possiamo partire con la costruzione della prima centrale in tempi ragionevolmente brevi, ma abbiamo bisogno che venga creato un quadro regolatorio rigoroso e tempi autorizzativi certi”.

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