Banda larghissima per tutti. Entro il 2013

broadband

È nato un supercomitato, sotto l’egida di Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni. L’obiettivo è forse anche troppo ottimista, ma certo è sensazionale: dare a tutti gli italiani la banda larghissima, oltre i 20 Mbps (e quindi fino a 50 e 100 Mbps) entro il 2013. Sarebbe un bel salto avanti rispetto al piano Telecom Italia, deludente per molti, secondo il quale nel 2016 saranno 13 milioni le linee coperte da Ngn2-Vdsl2 (fino a 50 Mbps). È appunto per supplire ai limiti di questo piano, che farebbe perdere all’Italia (ulteriore) terreno con l’Europa, che è nato il supercomitato.

L’idea alla base è che per dare davvero all’Italia la Next generation network serva uno sforzo collettivo, di più attori, pubblici e privati (teoria che da un po’ di tempo si sta facendo strada).

Il piano e il comitato coinvolge quindi, oltre agli operatori, Mediaset, Sky e aziende con infrastrutture sul territorio, come Ferrovie dello Stato e Poste; forse anche Autostrade. Tutti possono dare il proprio contributo, in modo diverso. Ferrovie potrebbe offrire la rete ferroviaria per ridurre i costi di scavo e posa della fibra nelle zone di digital divide; lo stesso potrebbe fare Autostrade.

Poste invece ha un piano per portare alla banda larga i 3mila uffici postali che sono nelle zone di digital divide di lungo periodo (esclusi dalla copertura prevista anche in futuro dagli operatori). Gli obiettivi di Poste potrebbero diventare complementari e coordinarsi con i piani degli operatori.
Mediaset e Sky sono invece interessati alla nuova rete soprattutto come fornitori di contenuti attraverso l’IPTv.

Il comitato designerà le linee guida degli investimenti, che potrebbero essere condivisi tra gli operatori. E chi investirà di più avrà una quota maggiore nella futura rete.
A mettere soldi potrà essere anche lo Stato. Le reti tlc sono state infatti incluse, dalla nuova Finanziaria, tra i settori ammessi al Fondo rotativo della Cassa depositi e prestiti e quindi la nuova rete potrà essere destinataria di finanziamenti agevolati. Sempre per la rete, sono a disposizione inoltre 800 milioni di fondi Fas, per le aree del digital divide.

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