Abbastanza elastiche da potersi arrotolare intorno a una matita, sufficientemente trasparenti da poter ricoprire i vetri dei palazzi e i finestrini delle automobili. Sono le nuove celle solari messe a punto dai ricercatori americani dell’Università dell’Illinois. La scoperta, pubblicata su Nature Materials, apre la strada a un nuovo modo di trattare il silicio, materiale di base per la costruzione dei pannelli solari, consentendo di tagliarlo in strati supersottili che possono poi essere applicati su superfici flessibili.
Ciò renderebbe il prodotto finale assai più facile sia da trasportare, con la creazione di grandi fogli arrotolati, sia da utilizzare “Le pellicole ottenute”, spiega John Rogers, che ha guidato la ricerca, “potrebbero essere usate per ricoprire le facciate dei palazzi, creando così nuove opportunità per l’energia solare”.
In un’America sempre più preoccupata per l’aumento del costo del petrolio e più sensibile al tema del riscaldamento globale, la domanda di energia solare è in crescita. Già molte aziende producono pannelli solari sottili, che però hanno lo svantaggio di essere meno efficienti nel convertire il sole in energia elettrica rispetto ai pannelli tradizionali. La tecnologia sviluppata dall’Università dell’Illinois promette robustezza, efficienza e anche il superamento di due grossi limiti: rigidità e fragilità. Il tutto grazie alla possibilità di tagliare strati da 10 a 100 volte più sottili delle cialde di silicio di partenza, che possono essere usati come fossero francobolli, e”incollati” sulle superfici più diverse come se vi fossero stampati sopra.
- Lunedì 6 Ottobre 2008

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Commenti
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Il 6 Ottobre 2008 alle 22:04 gianberta ha scritto:
C’E’ UN ERRORE DI FONDO!!!!!!!!!!!!!!!!
IL SILICONE PUO’ DARE ENEGIA SOLO A “SEGAIOLI” ECCITATI DALLA PUBBLICITA’ DI UN NOTO “SILICONE SIGILLANTE”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
AD ENERGIZZARE I PANNELLI SOLARI E’ IL SILICIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi ricordo ancora il mio metro quadrato di transistor 2N3055 defunti che usavo per far funzionare la mia radio a valvole con cui ascoltavo il Mondo!
Allora sapevamo che il rendimento delle giunzioni di silicio erano scarse perchè i FOTONI colpivano solo gli atomi superficiali……………
Mi auguro che l’errore sia dovuto solo al fatto che si sia riusciti a depositare uno strato “atomico” di silicio su un supporto SILICONICO!!!!!!!!!!!!!!!!! Mi basterebbe un 2N3055 per rifar funzionare la mia vecchia radio!!!!!!!!!!!!!
Il 7 Ottobre 2008 alle 12:34 marta.buonadonna ha scritto:
Svista dovuta alla fretta… Il bello del web è che il feedback trova riscontro in tempo reale!
M. B.
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