La skyline di Hong Kong
Non si contano i forum di discussione in cui esperti provenienti da ogni angolo del pianeta cercano di affrontare le conseguenze del riscaldamento globale. I meteorologi di Hong Kong, però, dopo essersi resi conto che l’aumento della temperatura ha colpito l’isola cinese in maniera molto più forte rispetto ad altre zone, si sono chiesti se non sia stata la conformazione urbanistica della metropoli a peggiorare ulteriormente la situazione. Janet Nichol, professoressa del Politecnico di Hong Kong, punta l’indice contro l’effetto “urban heat island“. Identificato da studiosi americani negli anni ‘80, questo fenomeno spiega i motivi per cui le temperature nelle aree urbane sono generalmente più alte di quelle delle zone rurali: la presenza di edifici più alti e di viuzze strette che catturano il calore e rendono difficoltoso il ricambio dell’aria. Le immagini di Hong Kong scattate da un satellite termico hanno messo in evidenza come la temperatura può variare anche di 12 gradi centigradi a seconda del grado di urbanizzazione dell’area osservata.
Secondo Bill Brannon, ricercatore presso il Centro per lo Sviluppo Sostenibile della Science and Technology University, sono tre le ragioni che hanno portato Hong Kong ad accumulare così tanto calore. Anzitutto il cemento assorbe facilmente il caldo, in secondo luogo i grattacieli bloccano la circolazione dell’aria e contemporaneamente intrappolano le particelle inquinanti. Ancora, la costruzione di palazzi sempre più alti non permette nemmeno alla baia di svolgere la sua tradizionale funzione di facilitatrice del raffreddamento dell’aria.
Il problema dell’innalzamento della temperatura non è legato soltanto al fatto che i sontuosi palazzi del centro rendano l’aria torrida, inquinata e irrespirabile, ma anche alle conseguenze nella aree residenziali, dove migliaia di cinesi vivono in appartamenti microscopici talvolta persino sprovvisti di impianti di condizionamento che, per quanto a loro volta inquinanti, quando installati aiutano gli abitanti del posto a sopportare meglio stagioni sempre più torride.
Tuttavia, se a Hong Kong resta solo la possibilità di correre ai ripari frenando un’ulteriore crescita in altezza della città, gli ingegneri locali suggeriscono ai colleghi di tutto il mondo di considerare piani di sviluppo urbano alternativi, per evitare di dover far fronte, tra pochi anni, agli stessi problemi che ha oggi la metropoli orientale.
- Martedì 7 Ottobre 2008
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