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È la genomica la nuova frontiera per migliorare le capacità del medico di prescrivere i trattamenti più opportuni alle donne colpite da cancro alla mammella. In pratica si fa una “mappa” dei geni di un tumore. L’espressione di alcuni di questi geni favorisce la recidiva, cioè che la malattia si ripresenti. Se questi sono espressi, il medico potrà scegliere una terapia più aggressiva e mirata per la sua paziente. Oppure, un trattamento più leggero per quelle che non sono a rischio di recidiva, per salvaguardarne la qualità di vita. Questi test sono già disponibili in America e in Europa. Un progetto a basso costo (circa 5 mila dollari) sarà sviluppato per l’Institute for systems biology di Seattle, e sarà solo il primo passo verso l’ambiziosa meta di immagazzinare entro il 2013 un milione di sequenze. In Italia non esistono ancora tali disposizioni, i test sono molto costosi e non rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e sono prescritti ancora molto raramente. Il primo test poligenico italiano si chiama “Mammaprint“. Ad applicarlo è il laboratorio di genomica nato a Catania dalla collaborazione fra il Cnr e l’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele, l’unico centro italiano abilitato al test inaugurato lo scorso maggio. Il test prende in esame contemporaneamente 70 geni. L’analisi, effettuata su un campione di tessuto canceroso appena prelevato e di dimensioni paragonabili a quelle necessarie per il tradizionale esame istologico, permetterà di sapere se il tumore è a rischio di recidiva e di sopravvivenza fino a 10 anni di distanza. Un esito positivo garantisce assenza di ritorno del male nel 97 per cento dei casi e sopravvivenza nell’87 per cento dei casi.
In attesa che questi test si diffondano (ogni anno il cancro al seno colpisce circa 32 mila donne in Italia, ma il tasso di mortalità negli ultimi 5 anni ha iniziato a decrescere), resta comunque difficile per il 60 per cento delle donne riprendere il lavoro. E’ quanto emerge dalla prima indagine italiana sul tema presentata qualche giorni fa al congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Lo studio è stato condotto su 131 donne di età compresa fra 20 e 65 anni: 4 donne su 10 riprendono il lavoro a 60 giorni dalla diagnosi. A 24 mesi dalla diagnosi il 74 per cento ha ripreso il lavoro.
- Mercoledì 15 Ottobre 2008
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Il 15 Ottobre 2008 alle 14:12 La genomica contro le recidive nei tumori al seno (Panorama.it) ha scritto:
[...] Continua [...]
Il 7 Giugno 2010 alle 11:45 Notizie dai blog su Un vaccino contro il tumore al seno; al via nel 2011 la sperimentazione ha scritto:
[...] alla mammella. In pratica si fa una “mappa” dei geni di un tumore. blog: Hitech e Scienza | leggi l’articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un [...]
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