Wi-Fi in aereo sì, ma non a luci rosse

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Il Wi-Fi in aereo è una realtà (almeno a stelle e strisce): ma chi vorrà utilizzare Internet sui voli che offrono questo servizio non potrà farlo con la stessa libertà concessa dalle quattro mura domestiche. Si potranno consultare le e-mail, navigare sul Web, consultare video su YouTube, ma…

Ma - ed era inevitabile - non si potrà aggiungere del pepe (bidimensionale) alla propria permanenza sul velivolo: in altri termini, niente luci rosse a bordo.

Tassativamente: le compagnie aeree stanno già pensando a filtri per evitare che ciò accada. Con il supporto incondizionato, pare, degli assistenti di volo: che in questo modo si svincolano da una posizione scomoda.

La prima mossa spetta ad American Airlines: la compagnia aerea ha incaricato Aircell, il fornitore di connettivtà ad alta quota, di “implementare una tecnologia per filtrare contenuti pornografici sui servizi Internet erogati”. E lo stesso pare che stia facendo Delta Air Lines: la notizia potrebbe toccare da vicino schiere di potenziali trasgressori (in tutti i sensi) di italica provenienza, visto che Delta è partner Alitalia per i voli negli Stati Uniti.

Per American Airlines si tratta di un’inversione di rotta: all’inizio sembrava volesse addossare sulle spalle di hostess e steward compiti di polizia da questi prontamente rifiutati. “Gli assistenti di volo - ha ricordato con una nota l’Associazione nazionale di categoria - si trovano a bordo per garantire la sicurezza dei passeggeri, non per controllarne l’uso di Internet. Siamo contenti che le compagnie aeree abbiano risposto alle nostre richieste”.

Di tutt‘altro avviso i paladini della privacy a tutti i costi: “I filtri - commenta Marc Rotenberg, capo dell’associazione Electronic Privacy Information Center - non possono fare nulla per impedire alla gente di visualizzare materiale inappropriato sui proprio laptop [...] E creare un precedente può portare ad ampliarlo in maniera indebita”.

Difficile che American Airlines possa segure questa via, tanto più che su di lei pende ancora una richiesta di risarcimento danni avanzata da una ventunenne, pesantemente importunata - a suo dire, senza che nessun membro dell’equipaggio sia intervenuto - dal proprio vicino di posto durante un volo domestico. Nel dubbio (e nel frattempo), quindi, meglio prevenire che curare.

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