Si apre a Genova il Festival della Scienza

La diversità come “ingrediente essenziale per il germogliare di nuove idee innovatrici”. Questo è il tema che farà da filo conduttore al Festival della Scienza di Genova che si apre il 23 ottobre e per 13 giorni porterà come di consueto nel capoluogo ligure grandi scienziati, mostre ed eventi spettacolari. La diversità sarà declinata in sei percorsi per approfondirne i molteplici aspetti anche grazie a una serie di lezioni magistrali tenute da esperti di livello internazionale. Così potremo scoprire, per esempio, la diversità nella tecnologia, indagando come si sono evolute nel tempo le innovazioni tecnologiche e con quali applicazioni. In quest’ambito sarà in mostra nel cortile del Palazzo Ducale la capsula Soyuz TM-34, simbolo della corsa spaziale degli anni 60 e ancora oggi in attività sulla rotta tra la Terra e la Stazione spaziale internazionale.

La diversità delle idee verrà rappresentata, tra le altre cose, dal laboratorio Social tags (letteralmente “etichette sociali”), nel quale il software Mister Syd dimostra come sia possibile classificare le persone in specifiche categorie sociali e quindi indovinarne i gusti e gli interessi, sulla base di pochi parametri raccolti tramite un questionario.

Il Festival esplora poi la diversità del linguaggio, della materia, della mente e della vita, creando percorsi che perÚ si intersecano continuamente gli uni con gli altri. Come sempre è il visitatore a comporre il proprio menù. Anche quest’anno è prevista una grande anteprima, si tratta di Something connected with music, spettacolo in cui l’Ensemble Sentieri Selvaggi suonerà una suite orchestrale composta per l’occasione da Michael Nyman mentre su uno schermo verranno proiettate foto scattate dallo stesso Nyman e da lui “composte” in particolari sequenze ritmiche.

Tutto è pronto, l’unico ostacolo che gli organizzatori non potevano prevedere è la decisione delle scuole primarie genovesi di boicottare il Festival come forma di protesta contro la riforma Gelmini. In sostanza si tratterebbe di un’anteprima della scuola a maestro unico, senza possibilità di far partecipare i bambini a eventi istruttivi come la manifestazione che sta per aprirsi. Ammesso che questo sia lo scenario che li attende il prossimo anno, rimane un peccato privarli in anticipo di un’esperienza formativa e coinvolgente come quella di un Festival che proprio sui bambini ha sempre puntato moltissimo.

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