Una sigaretta
(ANSA)
Su trenta paesi europei l’Italia è decima nella lotta al tabacco, anche se molto può essere fatto per migliorare la salute dei suoi cittadini, fumatori e non. Lo ha affermato Cinzia De Marco, dell’Unità prevenzione danni da fumo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, durante la presentazione dei risultati della campagna europea antifumo Help - Per una vita senza tabacco.
De Marco cita il più recente studio europeo sulla politiche antifumo presentato durante la quarta ‘Conferenza europea tabacco o salute 2007′ in Svizzera. ”L’Italia conquista meritatamente il decimo posto nella graduatoria di trenta stati europei - spiega - dove è preceduta da paesi come Gran Bretagna, Irlanda (la prima a bandire il fumo dai locali pubblici nel 2004) e Islanda”. Nel 2005 il nostro paese si classificava all’ottavo posto, ma questo scivolamento al decimo, secondo De Marco, non significa che la lotta al tabagismo si sia affievolita. ”Vuol dire solo che sono migliorati altri paesi - aggiunge - di certo potremmo avanzare in classifica se il fumo venisse bandito completamente dai locali pubblici, mentre oggi c’è la possibilità di creare aree speciali per fumatori”.
Secondo l’esperta resta ancora molto da fare per sensibilizzare gli oltre 11 milioni di fumatori italiani (un milione nella fascia tra i 15 e i 24 anni). ”Bisogna intervenire meglio su adolescenti e bambini con campagne di sensibilizzazione e più spot televisivi - prosegue - mentre non serve aumentare il prezzo del pacchetto di sigarette, che nel nostro paese non funziona come deterrente. Sarebbe meglio invece vietare la vendita di pacchetti da dieci sigarette, i preferiti dai ragazzi”.
Politiche anti-fumo e le campagne di sensibilizzazione funzionano: dal 2006 ad oggi in Europa è sensibilmente migliorata la salute dei polmoni dei non fumatori, sempre meno avvelenati dal fumo passivo. A dirlo è lo studio Comets promosso dalla campagna Help. In particolare, lo studio rivela che in questi due anni nei non fumatori si è ridotto del 28 per cento l’inquinamento dei polmoni da monossido di carbonio (CO), un gas altamente tossico prodotto anche dalla combustione delle sigarette. Proprio per rendere le persone immediatamente consapevoli degli effetti del tabacco sulla loro salute, nel marzo del 2006 era stata lanciata dalla Commissione europea la campagna di misurazione del CO nell’aria espirata: l’operazione Comets ha fatto così il tour dei 27 stati membri e ha ottenuto un importante successo di pubblico, visto che hanno partecipato ben 340 mila persone, soprattutto giovani fumatori e non (oltre 6.000 solo in Italia).
”Il tasso di CO dei non fumatori - spiega Cinzia De Marco - presenta una diminuzione del 28 per cento dall’inizio della campagna Help ad oggi, da quando cioè molti paesi dell’Ue hanno migliorato il controllo del tabacco e il fumo passivo nei locali chiusi europei è diminuito”.
- Giovedì 6 Novembre 2008
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