Undici milioni di persone aspettano il 13 novembre, data d’uscita di Wrath of the Lich King, nuovo capitolo del videogioco online più popolare di tutti i tempi. Ma per alcuni non è solo una passione, è una vera e propria assuefazione.
Lanciato nel 2004, World of WarCraft è l’MMORPG (la sigla che identifica i videogame di ruolo che si giocano in rete) più popolare al mondo.
Questo genere di intrattenimento videoludico - che in passato era ad appannaggio esclusivo di appassionati e “smanettoni” del Pc - ha da sempre un successo incredibile nei Paesi asiatici ma con l’avvento di World of WarCraft la mania è esplosa con veemenza anche da noi. Il produttore del gioco, Blizzard, non rilascia alcun dato ufficiale a livello locale, ma si stima che in Italia ci siano quasi 100.000 giocatori abituali.
World of WarCraft è stata una pedina fondamentale nel piano di rilancio di Vivendi Games (la casa madre di Blizzard) che, da un periodo di gravi difficoltà, è arrivata in quattro anni a essere il più grande publisher di videogiochi al mondo, grazie anche alla recente fusione con il colosso americano Activision, realizzata attraverso la liquidità ottenuta con il suo MMORPG.
Ma come mai WoW ha così tanto successo? Probabilmente perché è un gioco appassionante, con avventure infinite e sconfinati paesaggi da esplorare. Così bello che alcuni ci si perdono. In Asia molti giocano compulsivamente nei mondi online per evadere la propria realtà, tanto che in passato si sono persino verificati alcuni (rarissimi) casi di morte per disidratazione, dopo troppe ore davanti al Pc senza mangiare e bere. E lo stesso sta cominciando ad accadere anche in occidente.
L’assuefazione ai videogame non è oggi una patologia riconosciuta dalla medicina ufficiale, ma ciò non ha fermato Brad Dorrance dal fondare On-Line Gamers Anonymous che offre supporto alle persone che faticano a smettere di videogiocare online. Dorrance stesso è stato vittima di un’assuefazione da gioco online che lo ha portato a passare 12 ore al giorno davanti al Pc, con tutte le conseguenze del caso.
Tuttavia, poiché rovinare la vita dei giocatori non è nell’interesse di nessuno, i produttori di Blizzard sono già corsi ai ripari inserendo nella nuova espansione alcuni tool anti-addiction, tra cui un orologio che indica quante ore sono state trascorse giocando, o uno strumento che dà ai genitori la possibilità di stabilire un limite per il tempo che i figli passano online.
- Lunedì 10 Novembre 2008


MONDO SOCIAL
Influenza: come difendersi!
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile
INVERNO SPETTACOLARE
Fotocamere digitali: le nostre prove


Tutto sull‘iPad e l‘iPad2
Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Scienza: le buone notizie del 2011
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011






ULTIMISSIME DAL CES DI LAS VEGAS
Animali: le foto più belle
Le foto più belle ogni settimana 
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.