Google ora studia dove colpisce l’influenza

Il logo di Google
Pochi giorni dopo aver donato 14 milioni di dollari per la ricerca su Sars, aviaria, malaria e Hiv, Google.org è di nuovo in prima linea sul fronte salute. Stavolta però non si tratta di infezioni gravi o virus mortali, ma della più comune (e, statisticamente, meno pericolosa) influenza.

La divisione “socialmente responsabile” di Mountain View ha infatti annunciato in queste ore il lancio di un nuovo servizio on line, Google Flu Trends, che consentirà attraverso un apposito portale di monitorare situazione ed evolversi del virus dell’influenza negli Stati Uniti.

Realizzato in collaborazione con Center for Disease Control and Prevention (Cdc), una delle principali e più attive unità dello U.S. Department of Health and Human Services, il progetto promette di mantenere aggiornata la popolazione e sarebbe in grado di anticipare di due settimane i tradizionali sistemi di controllo utilizzati dagli organismi sanitari nazionali.

Come? L’intuizione alla base è molto semplice: dato che sempre più persone si rivolgono a Google alla ricerca di informazioni sul proprio stato di salute, basta sapere “leggere” in modo nuovo le parole immesse. Un software sviluppato ad hoc si occuperà di tracciare tutte le query contenenti termini medici o comunque collegabili all’influenza, aggregandole tra loro e registrandone il luogo di provenienza. Da queste prime informazioni sarà possibile ricostruire su base giornaliera l’attività del virus, localizzarne l’incidenza ed evidenziare su una mappa eventuali aree critiche.

Google Flu Trends è solo il primo passo intrapreso da Google in questa direzione. Gli esperti del Cdc hanno infatti già dichiarato che presto lo stesso modello verrà applicato ad altri virus o infezioni. Intanto il progetto ha qualche zona d’ombra: il nuovo software sa come comportarsi di fronte ai cosiddetti “malati immaginari”? O i fanatici del farmaco? E le mamme iperprotettive? Evidentemente no, non si potrà mai capire chi fa sul serio e chi invece si preoccupa in modo irragionevole, nè se questi comportamenti hanno effetti rilevanti da un punto di vista statistico. Queste domande potranno anche sembrare banali, ma dopotutto viviamo nella società della medicina facile. Sarebbe utile capire se Google Flu Trends può diventare un ottimo strumento preventivo o, alla lunga, un’ulteriore fonte di allarmismo.

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