La locandina dell’evento
Il 19 novembre si celebra la settima giornata mondiale dedicata alla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), un evento che mira ad aumentare la conoscenza e l’informazione su una patologia che, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), rappresenta la quinta causa di morte tra tutte le patologie, ma che fra circa dieci anni potrebbe salire al terzo posto. Il motto internazionale è “Breathless, but not helpless“, (senza fiato, ma non indifesi). In Italia le malattie respiratorie interessano circa il 10-15 per cento della popolazione. In particolare, bronchite cronica e asma bronchiale colpiscono oltre 4 milioni di persone, pari al 6,4 per cento della popolazione (600 milioni nel mondo). Nel nostro Paese, causa 18 mila decessi l’anno, pari al 47 per cento delle morti per malattie respiratorie. La spesa annuale per ogni paziente con Bpco è di circa 3 mila euro, che può arrivare fino a 7 mila euro negli stadi più gravi. Questa malattia si colloca al quarto posto nel numero complessivo dei ricoveri: i dati disponibili registrano quasi 130 mila ricoveri ospedalieri per riacutizzazioni, con una degenza media di circa 10 giorni. In vista della giornata mondiale, l’Associazione italiana pazienti Bpco Onlus ha realizzato un opuscolo di 180 parole, intitolato “Senza fiato ma non soli”, uno strumento utile per i malati che vogliono andare all’estero. Contiene termini facilmente intuibili e altri più complessi, racchiusi in poche pagine da portar con sé in valigia o nella borsetta, tutti facilmente memorizzabili.
E’ il fumo il principale responsabile di questa patologia ed è su quello che è necessario agire per contrastarne efficacemente l’insorgenza. Da uno studio condotto dall’equipe di Riccardo Polosa, responsabile del Centro di ricerca antifumo del Dipartimento di medicina interna dell’Università di Catania, su 30 persone è emerso che il 36,7 per cento dei partecipanti ha smesso completamente di fumare grazie al supporto offerto dagli esperti via posta elettronica. E più della metà di coloro che non sono riusciti a dire addio alle sigarette ha ridotto in modo sostanziale la propria dipendenza, passando da una media di 26 a 8 al giorno. Lo strumento principale della lotta al tabagismo è l’informazione avvalorata da conoscenze scientifiche. Per esempio, la riduzione del contenuto di catrame al di sotto dei 15 mg (tipica della sigaretta cosiddetta “light”), che negli anni ’80 era stata massicciamente pubblicizzata quale soluzione ai danni derivanti dal fumo di sigaretta, non determina alcuna riduzione del rischio di tumore al polmone. Sono in arrivo, invece, nuovi e più efficaci trattamenti che miglioreranno ulteriormente la qualità della vita e forse anche l’attesa di vita dei pazienti con Bpco. Farmaci già in uso come la combinazione salmeterolo/fluticasone o anche il solo tiotropio, si sono confermati efficaci e sicuri in due recenti studi su migliaia di pazienti trattati per 3-4 anni, e sembrano anche portare a una riduzione di mortalità.
- Martedì 18 Novembre 2008
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