Un’immagine d’archivio mostra un dottore mentre vaccina una ragazza contro l’influenza stagionale
Quante persone sono a letto con l’influenza e dove sono dislocate, quali sono le regioni più colpite dal virus, quanti pazienti subiscono complicazioni, quanti vengono ricoverati, quanti si ammalano pur avendo fatto il vaccino. Tutti questi dati, aggiornati e puntuali, saranno diffusi ogni venerdì mattina dal 10 dicembre a marzo 2009 dalla Simg, la Società italiana di medicina generale, a congresso fino domani a Firenze.
”Il progetto ‘Italia come stai?’ è il primo del genere nel mondo - ha spiegato il presidente Simg Claudio Cricelli - sul quale lavoriamo da anni. E’ realizzato grazie a una rete di medici sul territorio che raccolgono e elaborano i dati riuscendo a fornire quotidianamente lo stato di salute degli italiani. Cominciamo con l’influenza, ma proseguiremo con altre patologie”.
Saranno anche diffusi i dati sull’affluenza negli ospedali, evidenziando quelli che hanno il ‘tutto esaurito’, mentre non verranno forniti i numeri dei decessi legati alle complicanze dell’influenza ”per non diffondere il panico” ha detto Cricelli. ”L’obiettivo è fornire in tempo reale, e con criteri scientifici, informazioni essenziali per il miglior funzionamento del sistema sanitario, per razionalizzare gli interventi concentrandosi sulle necessità del momento e anche aiutare i comportamenti dei cittadini”.
Mentre questo monitoraggio, sicuramente molto utile, viene fatto dai medici che inviano i dati riguardanti i propri pazienti contribuendo a comporre la “mappa” della diffusione del virus, dagli Stati Uniti arrivano i risultati di due ricerche in base ai quali basterebbero i dati anonimi delle ricerche fatte sul web per capire come si diffonde l’influenza nella popolazione. La rivista Nature riporta nel suo ultimo numero le conclusioni di due studi svolti sui motori Google (in collaborazione tra i Centri di controllo e prevenzione delle malattie sparsi in tutti gli Stati Uniti) e Yahoo (svolta dall’Università dell’Iowa e da Harvard) i cui risultati sono quasi del tutto sovrapponibili.
Le ricerche hanno cercato di verificare l’ipotesi che chi ha l’influenza sia portato ad andare a cercare informazioni in merito sul web e così facendo possa contribuire a fornire un quadro della diffusione della malattia. Estrapolando gruppi di termini relativi all’influenza da miliardi di ricerche riferite agli ultimi quattro anni, custodite nei database di Google e Yahoo, e confrontandoli con i dati ufficiali del monitoraggio dell’influenza, gli studiosi hanno fatto due scoperte interessanti: non solo tra le due categorie di dati c’è una corrispondenza quasi perfetta, ma spesso le ricerche sul web anticipavano i dati ufficiali anche di settimane.
In Italia l’uso di internet non è forse ancora così capillarmente diffuso da garantire un’analisi altrettanto affidabile. Del resto nemmeno negli Usa hanno intenzione di abbandonare i tradizionali metodi di monitoraggio delle epidemie. Ma le ricerche svolte su internet, che forniscono dati in tempo reale, potrebbero affiancare proficuamente gli altri sistemi e integrare i dati del Governo.
- Venerdì 21 Novembre 2008
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