Fine di un’era? Probabilmente no, ma sapere che Apple raccomanda l’uso di un antivirus per proteggere i sistemi Mac fa un certo effetto: il sistema operativo adottato dalle macchine made in Cupertino è parente - almeno, risalendo alle origini - di FreeBsd, ovvero uno degli Unix ritenuti più stabili e sicuri nella sua storia.
Eppure, non si tratta di un fulmine a ciel sereno: Mac OS X ha vissuto un periodo di forte crescita, iniziando a subire le crescenti attenzioni dei VXers (così, in gergo, sono chiamati i virus writer), ovvero coloro che per professione causano danni agli utenti informatici. Attacchi via Web ed exploit per specifiche vulnerabilità, quindi, non sembrano più appartenere al mondo Windows, ma anche alla Mela. Va da sé che i primi rappresentano ancora l’indiscussa maggioranza - e, per completare il quadro, giova sottolineare che sono veramente pochi i sistemi operativi per i quali non sia mai comparso codice maligno - ma, per quanto riguarda Apple, si è già usciti dall’ipotesi accademica per approdare alla realtà quotidiana.
L’idea che uno scanner software per verificare la sicurezza dei Mac si è fatta strada sul sito Web di Apple dedicato al supporto: Intego VirusBarrier X5 e Norton Anti-Virus 11 di casa Symantec sono disponibili via Apple Store, e McAfee VirusScan for Mac chiude il terzetto. Appunto: solo tre prodotti menzionati a fronte delle decine di antivirus per Windows, ma chiamati in causa per la prima volta da Apple.
“Apple incoraggia l’uso su ampia scala di più antivirus, cosicché chi produce codice maligno debba aggirare più di un’applicazione, rendendo in questo modo il processo più difficile”, si legge nel bollettino. Il che, peraltro, fa sorgere qualche interrogativo sul fronte della spesa (non sono menzionati antivirus gratuiti), sulle possibili incompatibilità delle applicazioni stesse (mai provato sotto Windows a fare convivere due o più antivirus?) e sul degrado delle performance del sistema (va bene che la gestione della memoria di Mac è efficiente, diciamo in stile-Unix, ma tra questa, il carico della Cpu e il continuo accesso al disco richiesto da un’analisi approfondita, rimane poco da aspettarsi in termini velocistici).
Ad ogni modo, il dado è tratto. Non resta che vedere se e quanto l’appello di Apple sul fronte antivirus verrà recepito dagli utenti.
- Martedì 2 Dicembre 2008
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