Quanto sono realmente “green” le grandi firme dell’hi-tech? Tutti i produttori, chi più che meno, sono impegnate da tempo in una “guerra” di proclami per rivendicare il prodotto a più elevata efficienza energetica, la politica ambientale più impattante, l’iniziativa più ad effetto.
Difficile quindi stabilire chi sta facendo meglio in materia di eco-sostenibilità ma in Greenpeace ci provano con buoni risultati da 10 anni, da quando si sono inventati la Greener Electronics, la classifica che mette in fila i grandi vendor tecnologici per meriti ambientali. A differenza delle precedenti edizioni, quella del 2008 tiene conto non solo dei classici parametri che misurano i sistemi di produzione ma anche il ricorso a energie rinnovabili e i programmi che ogni azienda ha avviato per migliorare la situazione climatica attuale. A cominciare dalle iniziative dedicate alla risoluzione del problema e-waste, e cioè del riciclo (possibile in misura alquanto limitata) dei cellulari, pc e altri dispositivi elettronici di scarto che contengono prodotti chimici e metalli.
L’arcobaleno/barometro di Greenpeace mette quindi in evidenza chi in testa nella corsa per diventare la compagnia hi-tech più “verde” e al momento il ruolo di capoclassifica è nella mani di Nokia, che pur perdendo qualcosa fa valere il suo programma di ritiro dei cellulari usati
Sony Ericsson, Toshiba e Samsung si contendono la seconda piazza, più indietro inseguono Fujitsu Siemens Computer (che di recente ha lanciato il bollino “Green It” per i propri prodotti) e Lg Electronics e ancora ai margini della zona verde ci sono Sony, Motorola e Panasonic (che ha anche sponsorizzato un programma di Greenpeace). Poi arrivano le dolenti note, che riguardano molti nomi eccellenti dell’industria tecnologica e in ordine di classifica Sharp, Acer, Dell, Hp, Apple (sebbene il nuovo MacBook sia stato lanciato come il notebook più green oggi sul mercato) e Philips. Agli ultimi tre posti vi sono Microsoft, Lenovo e infine Nintendo: proprio alla casa giapponese che spopola fra gli scaffali dei negozi e negli spot televisivi con la sua Wii va la palma di azienda meno sensibile al richiamo del rispetto dell’ambiente. E non è certo, modestissimo parere di chi vi scrive, un bel biglietto da visita.
- Martedì 2 Dicembre 2008
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