Un gioco di telecamere per teletrasportarsi con la mente

Scambio di corpi

Teletrasportarsi nel corpo di un’altra persone? Da oggi è possibile fare anche questo, almeno con la mente. Servendosi di telecamere a circuito chiuso, un gruppo di ricercatori svedesi è riuscito a far sì che i volontari coinvolti nell’esperimento avessero la sensazione di trovarsi nel corpo di uno dei loro colleghi. I dettagli sul test sono stati pubblicati sulla rivista PLoS ONE, in un articolo in cui Valeria Petkova e Henrik Ehrsson, affiliati all’Istituto Karolinska di Stoccolma, hanno spiegato nel dettaglio come sia possibile manipolare la mente umana in modo da farle avere la percezione di trovarsi nel corpo di un’altra persona.

All’inizio, i due ricercatori svedesi hanno cercato di far credere ai volontari di avere una mano di gomma. Dopo i primi riscontri positivi, Petkova e Ehrsson sono andati oltre e li hanno convinto che il corpo di un manichino di plastica fosse il loro. Il passo successivo è stato il trasferimento (sempre immaginario) nel corpo di un’altra persona, anche di sesso opposto.
Scambio di corpi

I due ricercatori hanno poi rilevato che la forza dell’illusione è tale che per tutta la fase dell’esperimento, la persona coinvolta non cambia la propria percezione della realtà neppure se qualcuno le si avvicina o le scuote le mani.
Come si ottiene un risultato simile? Per i due svedesi è molto semplice: nel caso dello scambio col manichino, due telecamere a circuito chiuso sono state posizionate sullo stesso in maniera tale da poter registrare ciò che succedeva nella stanza da una posizione corrispondente a quella degli occhi del fantoccio. Ai volontari, invece, è stato appoggiato sul capo un set di schermi collegati alla telecamera. Su questi video, sono state trasmesse le immagini viste attraverso gli occhi (le telecamere) del manichino, e dal momento che ai volontari è stato richiesto di abbassare il capo e di guardare il pavimento, questi ultimi di fatto si sono ritrovati a vedere il corpo del manichino nella stessa posizione in cui si aspettavano di vedere il proprio. Da qui l’illusione.

Tuttavia, sembra che sia necessaria un’affinità molto forte tra i due corpi affinché l’illusione abbia successo. Il tentativo di convincere i volontari che il loro corpo si fosse trasformato in una scatola, infatti, non è riuscito.

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