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Sogni d’oro
I piloti e chi per motivi di lavoro è costretto a prendere spesso l’aereo per spostarsi da un continente all’altro sanno benissimo che cosa significhi essere afflitti dalla sindrome da jet-lag: perdita di appetito, stanchezza, nausea, irregolarità intestinali e disturbi del sonno causati dall’alterazione del ritmo circadiano (orologio biologico), ossia dell’alternanza dei momenti di veglia e di sonno.
Quando dopo un volo medio-lungo ci si trova in un Paese con un fuso orario diverso, il nostro corpo ha bisogno di qualche giorno per adattarsi al nuovo orario; in media per adattarsi occorrono tanti giorni quante sono le ore di differenza tra il fuso orario di partenza e quello di arrivo. Finora per ridurre i sintomi da jet-lag i medici consigliavano di mettere in pratica alcuni semplici accorgimenti per riabituare pian piano il nostro corpo ai normali ritmi
di veglia e sonno: leggere un libro, ascoltare un brano musicale rilassante, bere una tisana, creare un ambiente confortevole con una temperatura fresca, luce soffusa e pochi rumori o anche praticare della leggera attività fisica. In questo modo si crea un riflesso condizionato per cui compiendo questi particolari gesti si comunica al cervello che è ora di dormire.
In questi giorni uno studio pubblicato su The Lancet annuncia che è in arrivo una pillola, il Tasimelteon, che è in grado di regolare i livelli di melatonina, l’ormone responsabile dei cicli del sonno, e quindi consentire di dormire quando si vuole e di essere svegli quando si deve. Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio presso il Brigham and Women’s Hospital di Boston, entro qualche anno potremo dire finalmente addio al jet-lag.
Durante lo studio, che ha arruolato 450 persone, dopo aver volutamente sfalsato il loro sonno di cinque ore, sono stati monitorati i comportamenti legati al ciclo del sonno e misurate le concentrazioni di melatonina del sangue. Chi aveva assunto Tasimelteon ha dormito da mezz’ora a due ore in più rispetto a chi aveva preso un placebo.
“La speranza è che se hai spostato il tuo orologio biologico ma hai dormito bene, dovresti star bene anche il giorno dopo e superare agevolmente il jet-lag, spiega Elisabeth Klerman, capo dei ricercatori dello studio.
Alcuni medici sollevano perplessità sulla nuova pillola puntualizzando che sarebbe meglio ricorrere alla melatonina che già esiste in natura piuttosto che usare un rimedio artificiale. Saranno le ultime fasi della sperimentazione a dare risposte più certe ma le prospettive sembrano essere incoraggianti.
- Martedì 9 Dicembre 2008


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