Un bimbo in piedi su un’altalena
E’ un’autentica ecatombe che colpisce i bambini di tutto il mondo, ma coinvolge i bimbi africani con una frequenza dieci volte maggiore rispetto ai minori che vivono in Paesi ad alto reddito come l’Olanda, l’Australia o il Regno Unito. Ma in qualunque Paese, a prescindere dal livello di ricchezza nazionale, i bambini poveri sono a rischio maggiore, soffrono e muoiono per infortunio fino a cinque volte di più rispetto ai loro coetanei più ricchi.
Sono più di 2000 i bambini che ogni giorno nel mondo perdono la vita a causa di un incidente, questo è l’agghiacciante risultato del primo studio globale sul fenomeno svolto dall’Organizzazione mondiale della Sanità in collaborazione con l’Unicef. “E in aggiunta alle 830.000 morti che si contano ogni anno, sono milioni i bambini che riportano ferite non letali che spesso richiedono un lungo periodo di ospedalizzazione e riabilitazione”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’Oms Margaret Chan. “I costi di questo tipo di trattamenti possono condurre un’intera famiglia sul lastrico”.
Le cinque principali cause di morte per incidente tra i minori sono:
1) Incidenti stradali: uccidono 260.000 bambini all’anno e 10 milioni rimangono feriti. Sono la prima causa di morte tra i ragazzini di età compresa tra 11 e 19 anni e la prima causa di disabilità fra i bambini.
2) Annegamento: uccide oltre 175.000 bambini all’anno. Fino a 3 milioni sopravvivono ogni anno all’annegamento accidentale, ma i danni cerebrali riportati da alcuni sopravvissuti hanno il maggior impatto in termini di disabilità permanente e il maggior impatto economico di tutti gli incidenti non mortali.
3) Ustioni: ne muoiono 96.000 bambini all’anno e il tasso di mortalità è 11 volte maggiore nei Paesi a basso e medio reddito, rispetto a quelli ad alto reddito.
4) Cadute: quasi 47.000 bambini perdono la vita ogni anno a causa di una caduta.
5) Avvelenamento: muoiono per avvelenamento accidentale 45.000 minori ogni anno.
Cosa si può fare per prevenire questa ingiustificata mattanza? “Una specifica serie di programmi di prevenzione dovrebbe essere implementata in tutti i Paesi”, dichiara Etienne Krug, Direttore del Dipartimento di prevenzione della violenza
delle lesioni e della disabilità all’interno dell’Oms. Che tipo di misure preventive si potrebbero adottare? Ad esempio leggi sui dispositivi di sicurezza per bambini che viaggiano in auto, chiusure a prova di bambino dei farmaci, dei prodotti chimici per la pulizia della casa, di accendini, un miglior design dei parchi giochi, la creazione di corsie separate per motorini o biciclette. E infine un rafforzamento dei servizi medici di primo soccorso e di riabilitazione. Ma ci sono anche cose che hanno dimostrato di non funzionare e che vanno quindi modificate o eliminate. Qualche esempio? Le pillole confezionate in blister sono tutt’altro che inaccessibili, l’airbag sul sedile del passeggero può essere pericoloso per i bambini sotto 13 anni, il burro, l’olio e altri rimedi tradizionali non andrebbero usati sulle bruciature e le campagne educative da sole non bastano a ridurre il tasso degli incidenti da annegamento.
- Mercoledì 10 Dicembre 2008
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