Foto di gruppo del summit europeo di Bruxelles
(Credit: LaPresse)
I leader europei hanno raggiunto l’accordo sul clima che mette in pratica il loro obiettivo di ridurre del 20 per cento le emissioni inquinanti in Europa fino al 2020 e nello stesso dovrà aumentare del 20 per cento l’efficienza energetica e porti al 20 per cento il ricorso alle fonti alternative nel mix energetico. Il testo varato dai Paesi membri prevede una maggiore flessibilità per i settori industriali, che dal 2013 dovranno pagare per ottenere il diritto ad inquinare. I settori non esposti ai rischi di “carbon leakage” (fuga di carbone) cominceranno nel 2013 con l’obbligo di pagare il 20 per cento dei diritti di C02 per arrivare al 70 per cento nel 2020 e raggiungere il 100 per cento solo nel 2025. La bozza precedente fissava la messa a pieno regime del sistema nel 2020.
Non cambiano le percentuali sui costi addizionali diretti ed indiretti per definire i settori che possono ottenere il pieno esonero dal pagamento dei permessi di Co2, ma vengono scorporati alcuni criteri. Ciò consente all’Italia di vedere incluse nella lista degli “esonerati” i quattro settori industriali per i quali si temeva di più l’impatto del nuovo sistema, ovvero carta, ceramica, vetro e siderurgia. Questi settori potranno contare sul 100 per cento dei permessi di C02 gratuiti fino al 2020. “Abbiamo ottenuto quote di emissioni gratuite al 100 per cento per le imprese manifatturiere italiane - sottolinea il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nella conferenza stampa conclusiva - Saranno tutelate completamente sia le imprese manifatturiere esposte a rischio delocalizzazione sia quelle esposte alla grande concorrenza internazionale, come per esempio il settore tessile”.
Accolta anche la richiesta italiana di incrementare i fondi per i progetti pilota per la cattura e lo stoccaggio del Co2, che passano dai 150 milioni di euro previsti inizialmente a 200 milioni, sia pure con alcune limitazioni. Il negoziato ha avuto una accelerazione questa mattina, dopo che la presidenza di turno francese ha presentato una nuova ulteriore bozza di accordo. Sono rientrate le riserve dei Paesi, tra i quali l’Italia, che avevano avanzato richieste di variazione o aggiustamenti per la bozza sul clima. Anche la Polonia, uno dei paesi più restii a dare il via libera all’accordo, alla fine si è detta soddisfatta e ha dato il suo assenso. “L’accordo che abbiamo raggiunto sul pacchetto clima-energia è davvero storico”, rivendica il presidente francese, Nicolas Sarkozy, presidente di turno nell’Ue, nella conferenza stampa finale del vertice di Bruxelles. “Non si era mai visto un intero continente assumersi all’unanimità impegni così stringenti. Grazie a Berlusconi, l’intesa è stata trovata rapidamente” ha sottolineato. Esulta il presidente del Consiglio: “Siamo soddisfatti per l’accordo raggiunto sul pacchetto clima, siamo stati ascoltati in ben quindici casi e siamo riusciti ad ottenere tutto. Anche stavolta ha pagato la nostra abilità tattica che ci ha consentito una grande affermazione di autorevolezza”.
- Venerdì 12 Dicembre 2008
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