Da bambini prodigio ad adulti con problemi di alcol

Una ragazza fotografata con un bevanda alcolica

Spesso sentiamo parlare di enfant prodige (bambino prodigio) e la maggior parte di noi prova una sorta di invidia per chi ha un figlio dotato di un’intelligenza fuori dal comune. Non tutti si rendono conto, però, che non sempre avere un cervello con doti eccelse equivale a una grande fortuna. Un’intelligenza particolarmente spiccata è infatti spesso accompagnata dalla difficoltà di portarsi dietro un fardello di responsabilità e di aspettative a cui molti enfant prodige preferirebbero rinunciare a favore di una vita più semplice.
È a partire da queste considerazioni che un gruppo di ricercatori dell’Università di Glasgow ha condotto uno studio sulla relazione tra abilità intellettive spiccate all’età di dieci anni e consumo di alcol in età adulta.
Ciò che i ricercatori hanno sorprendentemente scoperto è che i bambini che all’età di dieci anni mostrano prestazioni intellettive superiori alla media hanno una maggiore probabilità di avere problemi legati all’alcol da adulti. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Public Health, ha seguito nel tempo l’evoluzione di un gruppo di soggetti identificati in base a determinate caratteristiche. Degli 8.170 soggetti selezionati, classe 1970, erano stati testati all’età di dieci anni i valori di QI (quoziente intellettivo). Essi hanno partecipato fra il 2004 e il 2008 a una ricerca di follow-up che ha dimostrato come a ogni 15 punti in più di QI il consumo di alcol da adulti aumenti in media di 1,27 volte, con un aumento più marcato tra le donne.
I ricercatori spiegano che chi da bambino ha un QI alto è spesso destinato da adulto a un lavoro di grande responsabilità dove accade di consumare frequentemente alcol nel corso di riunioni di rappresentanza.
Per quanto riguarda invece la maggior assunzione di alcol nel ‘gentil sesso’, secondo gli studiosi dipenderebbe, invece, dalla difficoltà per molte donne a farsi largo in ambienti di lavoro prevalentemente maschili. Bere diventa per le donne un modo per darsi forza o per colmare  frustrazioni nate da aspettative di vita deluse.
Se l’enfant prodige maschio ha ottime chance da adulto di diventare un uomo di successo, per la donna accade molte volte il contrario e la bottiglia diventa un nefasto rifugio da un senso di inadeguatezza e delusione.

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