Misurare l’impatto di Google sulle emissioni di anidride carbonica: a prima vista, sembra un’impresa impossibile. Eppure un ricercatore di Harvard ha dimostrato che ogni quesito inviato al motore di ricerca più usato del mondo comporta un consumo energetico equivalente alla produzione di 7 grammi di CO2. La semplice visualizzazione di una pagina, invece, è meno dispendiosa: 0,02 grammi di anidride carbonica. Sono dati che moltiplicati per tutti gli utenti di internet sembrano consistenti. Ma la loro interpretazione è tutt’altro che semplice. Perché Google semplifica la ricerca di informazioni su internet: evita lunghe navigazioni online da un sito web all’altro e, allo stesso tempo, riduce consumi nel mondo reale: dalla carta (per esempio, le rubriche telefoniche, giornali e documenti facilmente accessibili) agli spostamenti verso uffici o biglietterie. E, come dimostra un rapporto della Gesi sulle tecnologie “verdi” abilitate dalle telecomunicazioni, i vantaggi possono investire settori come l’edilizia e l’industria automobilistica.
Ma quanto consumano computer e monitor? In genere un portatile (laptop) ha bisogno di una potenza dai 15 ai 45 watt: è inferiore, dunque, a quella richiesta in media da un computer da tavolo (desktop). Se, poi, gli schermi lcd da 17 pollici in media sfruttano 35 watt, i monitor Crt da 17 pollici arrivano a 80 watt. Chi vuole monitorare l’impiego di corrente elettrica può utilizzare un programma “energy tracker” come WatchOverEnergy, gratuito. Come fare, però, a ridurre i propri consumi? Un passo importante è la programmazione dello standby del computer dopo pochi minuti. E l’impiego di una ciabatta con interruttore permette di spegnere con un solo gesto tutti i dispositivi collegati al computer e alimentati dalla rete elettrica.
- Lunedì 12 Gennaio 2009
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