Memoria e apprendimento: il conflitto che avviene nel nostro cervello

Apprendimento e ricordo in competizione nel cervello

Il nostro cervello vive una costante lotta tra due diversi tipi di memoria. Più precisamente a essere in conflitto sono la memoria basata sul recupero dei ricordi già immagazzinati e quella che deve selezionare ciò che deriva dall’apprendimento di nuove esperienze.
Quando conversiamo ci sembra scontato ascoltare le nuove informazioni che provengono dal nostro interlocutore e contemporaneamente mettere in atto il processo – anche questo apparentemente semplice – di recupero dalla memoria di informazioni precedentemente acquisite. In realtà il nostro cervello deve mettere in atto un meccanismo molto complesso.
Una ricerca pubblicata su PloS Biology ha portato alla luce come si svolge questo processo suggerendo che, a risolvere il conflitto, sia una specie di centralino che smista le informazioni attivando una funzione o un’altra. Ricercatori del Centro di neuroscienze dell’Università di Amsterdam in collaborazione con esperti della Duke University a Durham nella North Carolina, hanno svolto una ricerca basandosi su un gruppo di giovani a cui sono state mostrate delle parole che scorrevano su uno schermo. Mentre i giovani erano chiamati a ricordare se tali parole fossero già state apprese o no contemporaneamente sullo schermo apparivano delle immagini colorate.
Per controllare l’attività cerebrale i ricercatori sono ricorsi a una risonanza magnetica funzionale a cui è seguita la richiesta di riconoscimento delle immagini viste. I partecipanti allo studio mostravano di avere più difficoltà a ricordare le immagini perché contemporaneamente erano chiamati a ricordare le parole. La difficoltà verrebbe meno se dovessimo ricordare una cosa alla volta. “Nonostante sia chiaro il meccanismo di competizione – spiega Daselar, uno degli autori dello studio – alcune persone riuscivano comunque ad apprendere e a ricordare nello stesso tempo. Allora abbiamo iniziato a cercare se ci fosse una specifica area cerebrale responsabile”. I ricercatori l’hanno trovata: si tratta della corteccia prefrontale ventrolaterale che si trova nella parte frontale sinistra del cervello e che sembra essere deputata a regolare le due diverse modalità della memoria consentendo il passaggio rapido dall’una all’altra.
“La cosa interessante è che questa regione è risultata coinvolta in modo specifico in coloro che mostravano una soppressione minima della capacità di apprendere perché in loro la competizione fra ricordo e apprendimento è minore rispetto agli altri. Il centralino permette di apprendere e ricordare quasi contemporaneamente passando rapidamente da un processo a un altro”, concludono i ricercatori.

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