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	<title>Hitech e Scienza &#187; Per sapere il nome del Nobel in anticipo basta chiedere a Google</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Per sapere il nome del Nobel in anticipo basta chiedere a Google</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 13:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.delloiacovo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La formula matematica alla base del motore di ricerca permette di ottenere una "top ten" dei lavori scientifici più citati: la maggior parte degli autori ha vinto il premio a Stoccolma. Con l'eccezione dell'italiano Nicola Cabibbo, primo in classifica ma escluso eccellente dai Nobel]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/gallery/internet/14380_il_logo_di_google.html" title="Il logo di Google"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/11/05/482ef56306822_zoom.jpg" alt="Il logo di Google" border="0" width="500" /> </a></p>
<p><em>Il logo di Google</em></p>
<p>C&#8217;è un modo di conoscere i nomi dei premi Nobel prima che siano annunciati a Stoccolma? Più che una formula magica, a rivelarlo potrebbe essere una formula matematica che oggi vale miliardi. È l&#8217;algoritmo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pagerank">Pagerank</a>, autentico cervello di Google. Due scienziati americani, Sergei Maslov e Sidney Redner, l&#8217;hanno utilizzato per ottenere un elenco delle pubblicazioni più importanti nella fisica, sulla base di 353mila articoli apparsi nella <a href="http://prl.aps.org/" target="_blank"><em>Physical Review Letters</em></a> dal 1853 al 2003. Una citazione negli studi scientifici, infatti, è equiparabile a un link su internet (anzi, Pagerank è stato ispirato proprio da tecnologie per le ricerche bibliografiche). E Google ha dimostrato una capacità straordinaria di scovare le pagine web più linkate su internet e ordinarle in una classifica (cioè, l&#8217;elenco dei risultati). Già nel 2006 Maslov e Redner avevano notato (<a href="http://arxiv.org/PS_cache/physics/pdf/0604/0604130v1.pdf" target="_blank">qui</a> il pdf) che l&#8217;efficienza di Google era paragonabile a quella degli indici tradizionali per valutare l&#8217;importanza di uno studio scientifico (questi ultimi, infatti, tendono a sottovalutare lavori fondamentali ma poco citati, come &#8220;Theory of Fermi interaction&#8221; di Richard Feynman e Murray Gell-Mann).<br />
Ora i due ricercatori americani <a href="http://arxiv.org/abs/0901.2640v1" target="_blank">hanno evidenziato</a> che la maggior parte degli articoli scientifici nella &#8220;top ten&#8221; dei più citati sono stati scritti da futuri premi Nobel: una classifica, dunque, da tenere d&#8217;occhio se entrano nuovi lavori perché potrebbero essere candidati per il premio assegnato a Stoccolma. Eppure un&#8217;eccezione salta agli occhi: il primo della lista è <a href="http://www.imss.fi.it/milleanni/cronologia/biografie/cabibbo%20.html" target="_blank">Nicola Cabibbo</a>. I suoi studi sono stati alla base delle ricerche che hanno portato il Nobel per la fisica a due giapponesi (Makoto Kobayashi e Toshihide Maskawa), ma non a lui. Tanto che <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=296346" target="_blank">la stampa</a> ha parlato di un premio scippato.</p>
<p>Non è la prima volta che Google aiuta a prevedere alcuni fenomeni. Ha già dimostrato di essere uno strumento utile per studiare la diffusione di una malattia virale: <a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2008/11/12/google-ora-studia-linfluenza/">l&#8217;aumento delle ricerche con la parola chiave &#8220;influenza&#8221;</a> permette di anticipare con una buona approssimazione tempi e luoghi delle emergenze stagionali. Riducendo i costi di un sistema di monitoraggio sanitario. E anche nelle recenti elezioni politiche americane Barack Obama è sempre stato in testa tra le ricerche su Google, anche se i suoi sostenitori erano più abituati all&#8217;uso di internet rispetto a quelli del rivale John McCain.</p>
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