Videogiochi assetati di cultura

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Ora che possono essere considerati a tutti gli effetti un medium in grado di catalizzare l’attenzione del grande pubblico, alcuni videogiochi annunciati per il prossimo anno vogliono ispirarsi direttamente alle opere della cultura artistica nel senso più classico del termine.

Prendiamo ad esempio Dante’s Inferno, videogame di Electronic Arts basato (largamente) sull’inferno descritto dal più grande poeta italiano. Naturalmente la storia sarà notevolmente alterata per renderla più idonea a un videogioco d’azione in grado di appassionare i videogiocatori delle nuove generazioni (e certamente alcuni puristi disapproveranno), eppure non c’è alcun dubbio che in questo modo una delle più grandi opere della storia (che rimane incredibilmente attuale) godrà di una nuova giovinezza: Paramount ha addirittura sborsato un milione di dollari per i diritti di realizzazione di un film ispirato al videogame.

Anche Sony ha ottenuto grandi successi ispirandosi alla mitologia greca classica con la serie God of War: attraverso il protagonista, Kratos, il giocatore può vivere in prima persona esperienze epiche in grado di rivaleggiare con le più belle avventure omeriche. Il nuovo capitolo God of War 3, in arrivo su PlayStation 3 si preannuncia spettacolare: anche se le trame sono spesso originali e reinventano i miti classici, non c’è dubbio che riescono a indirizzare l’attenzione dei più giovani verso argomenti che, in una società come quella odierna, continuamente proiettata verso il futuro e in continuo cambiamento, potrebbero invece risultare noiosi e datati.

Dall’arte alla musica: con il nuovo progetto dedicato ai Beatles, la software house Harmonix ha dichiarato che l’obiettivo è di creare un vero e proprio “oggetto d’arte” che sia in grado di trasmettere non solo la musica, ma tutto ciò che la vita, la storia e l’esperienza dei Beatles hanno significato.

Una delle novità più interessanti (in attesa di nuovi eclatanti annuncia alla varie fiere di settore), è legata agli spettacoli teatrali. I videogame sono un medium che oggi interessa anche a giganti di questo settore come Andrew Lloyd Webber, che ha creato (o ne detiene i diritti attraverso la società Really Useful Group, che egli stesso ha fondato nel 1977) capolavori indiscussi come Cats, Il Fantasma dell’Opera, Evita, Jesus Chris Superstar e tanit altri. Douglas Glen, head of digital strategy del gruppo, sta attualmente discutendo con tutti i principali publisher per determinare chi avrà la possibilità di portare questi opere delle performance arts al pubblico dei gamer.

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