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Shenhua è il principale produttore di carbone cinese. Nella regione dello Shaanxi, ai confini con la Mongolia interna, il gruppo orientale ha costruito uno stabilimento industriale enorme che si è posto l’obiettivo di trasformare il carbone in combustibile liquido ecologicamente pulito.L’impianto dello Shaanxi è famoso in Cina non solo per essere circondato da dozzine di miniere di carbone che gli assicurano un rifornimento continuo di combustibile, ma anche per un centro di ricerche all’avanguardia impegnato da anni nello studio di una lavorazione che permetta di trasformare il carbone in combustibile liquido.Shenhua ha ottenuto l’autorizzazione da parte dello Stato per costruire un impianto nel deserto Ordos nel 2002, e dopo sette anni di ricerca e tentativi andati in fumo, il primo impianto per la fluidificazione del carbone sta per entrare in funzione, e lo stabilimento industriale di Shenhua, realizzato con un investimento di un miliardo di Euro, metterà a disposizione della Cina un milione di tonnellate di combustibili all’anno.
Prima di avviare la produzione di “carbone liquefatto”, i tecnici di Shenhua vogliono testare per una seconda volta l’impianto entro l’estate. Durante la prima prova, realizzata a fine dicembre, l’impianto è rimasto acceso ininterrottamente per trecento ore. Se anche la seconda darà risultati positivi, i manager di Shenhua hanno in mente di ampliare la struttura prima di normalizzare la produzione della stessa, in modo da poter raggiungere output di tre milioni di tonnellate di combustibili all’anno. Un quantitativo prezioso, soprattutto considerando che si tratterebbe, per il 70 per cento, di diesel “pulito”, e per il rimanente 30 per cento di gas naturale e nafta. Non solo: a sentire gli esperti, l’impianto di Shenhua, oltre a produrre combustibili verdi, è stato studiato in maniera tale da avere un impatto nullo sull’ambiente anche per quel che riguarda gli scarichi derivanti dal processo di lavorazione del carbone. Resta però un difetto: per produrre una tonnellata di combustibile è necessario utilizzarne 6,5 di acqua. Alcuni ricercatori sostengono che per la Cina potrebbe essere pericoloso sprecare così tanta acqua nella liquefazione del carbone, ma i manager di Shenhua assicurano che i liquidi degli scarichi verranno tutti recuperati e riciclati.
Nonostante i vantaggi ambientali garantiti dal carbone liquefatto, il governo cinese ha approvato l’iniziativa nella speranza di ridurre la propria dipendenza dall’acquisto di combustibili fossili, visto che, solo nel 2008, ne ha importati ben 178 milioni di tonnellate. Contemporaneamente, va riconosciuto che senza il sostegno politico difficilmente la Shenhua sarebbe stata in grado di portare avanti il progetto: trasformare il carbone il carburante liquido, infatti, continua ad essere molto più costoso della raffinazione del petrolio.
- Martedì 27 Gennaio 2009
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Il 28 Gennaio 2009 alle 9:11 Dalla Cina nuove forme di combustibili: liquidi e puliti « Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
[...] L’impianto dello Shaanxi è famoso in Cina non solo per essere circondato da dozzine di miniere di carbone che gli assicurano un rifornimento continuo di combustibile, ma anche per un centro di ricerche all’avanguardia impegnato da anni nello studio di una lavorazione che permetta di trasformare il carbone in combustibile liquido.Shenhua ha ottenuto l’autorizzazione da parte dello Stato per costruire un impianto nel deserto Ordos nel 2002, e dopo sette anni di ricerca e tentativi andati in fumo, il primo impianto per la fluidificazione del carbone sta per entrare in funzione, e lo stabilimento industriale di Shenhua, realizzato con un investimento di un miliardo di Euro, metterà a disposizione della Cina un milione di tonnellate di combustibili all’anno. [continua...] [...]
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