Alzheimer Café, un momento di incontro per pazienti e famiglie

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I malati di Alzheimer sono 500.000, assistere un malato affetto da demenza è un compito difficile, a volte un fardello pesantissimo. Mettere insieme le esperienze, conoscersi, darsi una mano a vicenda può aiutare le famiglie ad alleggerire il peso e ad affrontare la malattia in maniera più costruttiva, uscendo dalla solitudine. E in un contesto più armonico anche i malati possono avere una qualità della vita migliore. E’ questo lo scopo dell’Alzheimer Café, uno spazio di incontro informale per i malati di Alzheimer e i loro familiari. Ce ne sono tanti in Italia e non tutti hanno lo stesso approccio.  Alcuni si focalizzano esclusivamente sui malati, altri solo sulle famiglie. “Noi crediamo che abbia senso fare entrambe le cose”, racconta Simona Sertorio, dell’Alzheimer Café di Bresso, nella periferia nord di Milano. “Le nostre iniziative consistono in una serie di incontri, cominciati nell’aprile del 2008, che sono l’occasione per parlare e condividere la fatica della cura del proprio caro, porre domande a persone qualificate e ottenere risposte utili per affrontare un po’ più serenamente la quotidianità”.Si tratta di incontri nel corso dei quali un esperto affronta un argomento specifico (si è già parlato di aspetti degenerativi e tappe del morbo, aspetti assistenziali, aspetti legali e burocratici, le rete dei servizi sul territorio, le associazioni del territorio a sostegno delle famiglie). “Gli esperti trattano la malattia da diversi punti di vista”, spiega Simona Sertorio, “le famiglie ascoltano e fanno domande mentre i malati sono gestiti in una sala separata da personale formato per questo. Alla fine dell’incontro ci si ritrova tutti insieme per un caffè e una fetta di torta”.

Intervengono in media 20-25 famiglie, quali sono le richieste più frequenti? “Di incontrarsi più spesso, anche in maniera informale, uscire di casa, alleggerirsi un po’ rispetto al carico della cura. Vorrebbero incontri almeno quindicinali (ora sono mensili). E poi”, conclude Sertorio, “chiedono aiuto pratico, che per il momento non siamo in grado di fornirgli anche se sul lungo periodo ci piacerebbe. Quello che emerge è che i servizi territoriali non forniscono quello di cui le famiglie hanno bisogno”. Parlare con chi capisce perfettamente quello che stai dicendo, però, è già una forma di sollievo e i familiari dimostrano di apprezzare questa opportunità.

Il calendario dei prossimi, che si terranno dalle 17.30 alle 19.30 presso i locali della Cooperativa Sociale dei Fiori di via don Minzoni 52 a Bresso, prevede tre appuntamenti.
Giovedì 29 gennaio “ Il malato Alzheimer: come aiutare il familiare nell’assistenza domiciliare” (M.Rosa Merli, Responsabile visite domiciliari, Fondazione Manuli).
Giovedì 26 febbraio “L’arte del parlare con il malato Alzheimer” (Dott. Pietro Vigorelli, Gruppo Anchise)
Giovedì 26 marzo “Il contributo della spiritualità cristiana nell’esperienza di ascolto, condivisione e comunicazione tra medico e paziente” (Padre Davide Magni SJ).
Ecco i numeri per prenotare: 338-1526693 oppure 02-87393531.

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