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Nuvole nere
Da tempo l’Asia del Sud è avvolta da una gigantesca nuvola scura, una sorta di nebbia che, soprattutto in inverno, crea una cappa talmente fitta da impedire ai raggi del sole di illuminare e riscaldare le giornate. Una nebbia simile aveva coperto nel 2006 il Sud-est Asiatico, e in quel caso la tossicità delle nuvole era dovuta alle emissioni inquinanti dei porti, delle raffinerie di petrolio e delle megalopoli asiatiche.
Gli scienziati studiano da anni la composizione di quella che in gergo chiamano “nuvola marrone” per determinarne composizione e origine. Il loro obiettivo è appunto quello di individuare in quale misura la fuliggine che crea la cappa dipenda dall’emissione di combustibili fossili bruciati da automobili e impianti industriali e quanto dalle quantità di legno o altri tipi di biomasse bruciate nelle case e nelle campagne.
Inaspettatamente, Orjan Gustafsson, ricercatore presso l’Università di Stoccolma, ha scoperto che sarebbero proprio le biomasse organiche ad alimentare una nebbia che diventa ogni giorno più fastidiosa. Per arrivare a questa conclusione il team di Gustafsson, in una ricerca pubblicata su Science, ha studiato la composizione di campioni di fuliggine raccolti a Sinhagad, cittadina dello stato occidentale indiano del Maharashtra, e Hanimaadhoo, un’isola dell’arcipelago maldiviano. Dal momento che nei combustibili fossili l’isotopo radioattivo carbone-14 normalmente decade ben prima che gli stessi vengano bruciati, il fatto che nei campioni raccolti sia stata rintracciata una considerevole quantità di C-14 ha portato a concludere che la fuliggine fosse originata essenzialmente dai fumi delle foreste bruciate per essere trasformate in terreni agricoli e dalla legna e dallo sterco consumati nelle cucine.
Le biomasse, quindi, sarebbero responsabili per il 63 per cento dell’inquinamento dell’area. Ecco perché i ricercatori di Stoccolma sono convinti che per ridurre la compattezza della “nuvola marrone” che copre l’Asia del Sud, sarebbe più efficace monitorare la deforestazione della regione e migliorare l’efficienza degli impianti di combustione domestici piuttosto che imporre rigidi blocchi del traffico o costringere le aziende ad acquistare nuovi bruciatori e fornaci.
- Mercoledì 28 Gennaio 2009
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