Dove hanno fallito secoli e secoli di prediche moralistiche, forse trionferà la scienza. Con argomenti molto più terrorizzanti per convincere gli uomini ad andarci piano con il sesso, laddove da altrettanti secoli essi fanno a gara nel vantarsi del contrario. E non conta affatto che ci sia effettivamente qualcosa di cui vantarsi oppure no. Perché pare che il sesso faccia male al maschio, tanto a chi colleziona realmente prede femminili, quanto a chi si limita a immaginarlo e, più sbrigativamente, tende a fare da sé. Lo sostiene uno studio pubblicato dal British Journal of Urology, coordinato da Polyxeni Dimitropoulou, oncologo presso l’Università di Nottingham, mettendo a confronto la vita sessuale di 431 uomini colpiti da tumore alla prostata con quella di 409 soggetti sani. Entrambi i gruppi hanno risposto a domande sulla frequenza della loro attività sessuale dalla tarda adolescenza in poi, sul numero di partner avuti e sulle eventuali infezioni sessuali contratte. In proporzioni simili (nel 59 per cento dei casi), gli uomini di entrambi i gruppi hanno sostenuto di aver praticato attività sessuali 12 o più volte al mese tra i venti e i trent’anni, quantità che però, a partire dai trent’anni, andava già incontro a un triste declino. Ma, come spiega Dimitropoulou, consapevole che soprattutto in questo ambito non è tutto oro quel che luccica, il suo è il primo studio che ha costretto gli uomini alla sincerità, intendendo per attività sessuale tanto il rapporto con un partner in carne e ossa quanto l’autoerotismo. Con risultati comunque inquietanti: almeno i due quinti di quanti hanno sviluppato il tumore avevano avuto sei o più partner femminili nella vita, numero invece raggiunto da meno di un terzo dei soggetti sani. La masturbazione stessa non è esente da rischi, perché più del 40 per cento dei tumori è stato sviluppato da uomini che, anche con il ricorso a tale pratica, raggiungevano o superavano venti atti sessuali al mese tra i venti e i trent’anni, record eguagliato solo dal 32 per cento degli uomini rimasti in salute. Dimitropoulou ipotizza che un elevato livello di ormoni sessuali in alcuni uomini sia nello stesso tempo alla base, nell’età più giovanile, di un’attività sessuale esuberante e del successivo sviluppo del tumore alla prostata. Peccato però che non troppi anni fa, e sulla stessa rivista, c’era chi al maschio in crisi lasciava almeno la magra consolazione del sesso solitario, sostenendo che fosse proprio la masturbazione a proteggerlo da questa forma tumorale.
Sempre più indeciso sul da farsi in camera da letto, il vero maschio è in pericolo anche fuori, magari durante una passeggiata serale per pensare a come uscire dall’impasse: ecco pronto uno studio congiunto di medici delle Università di Haifa e del Connecticut che dimostra, con dati relativi a 164 Paesi, che il rischio di tumore alla prostata è potentemente incrementato dall’esposizione alla luce artificiale, probabilmente per la sua azione repressiva sulla produzione di melatonina, l’ormone coinvolto nella regolazione del ciclo sonno-veglia. Chi a questo punto preferisce il sesso alla scienza, torni a casa e ricordi di spegnere la luce.
- Giovedì 29 Gennaio 2009
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Il 14 Aprile 2009 alle 10:01 Per i maschi frettolosi, arriva lo spray contro l’eiaculazione precoce » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Riconquistare l’autostima sessuale a colpi di spray. Dopo averlo terrorizzato, la scienza propone una extrema ratio al maschio che in camera da letto, o altrove, promette e non mantiene. Il British Journal of Urology International pubblica infatti uno studio che ha fatto clamore, coordinato da Wallace Dinsmore, che al Royal Victoria Hospital di Belfast ha messo a punto un rimedio contro l’eiaculazione precoce al quale, per non vanificare l’opera, ha opportunamente affibbiato un nome non troppo eccitante: PSD502. Potrebbe essere disponibile tra un paio d’anni, e si tratta di una sostanza a base di lidocaina e prilocaina che, spruzzata sulla parte interessata cinque minuti prima del rapporto sessuale, si è sperimentalmente dimostrata capace di migliorare le prestazioni maschili di chi è costretto a limitarsi a non più di un fulmineo minuto di performance. Sono stati infatti reclutati in Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia 300 uomini dell’età media di 35 anni, abitualmente sofferenti del disturbo e con una stabile relazione eterosessuale monogamica in corso. Durante lo studio, durato tre mesi, 200 di loro hanno fatto uso dello spray, mentre agli altri 100 è stato fornito un placebo privo di principi attivi. In occasione di ogni accoppiamento, è stato misurato a cura degli interessati il tempo trascorso dalla penetrazione vaginale all’eiaculazione: per non alterare i risultati, agli uomini è stato chiesto di astenersi da ogni pratica sessuale per almeno 24 ore prima del rapporto sotto osservazione scientifica. Lo spray ha fatto il suo dovere, estendendo di 6,3 volte la durata dell’amplesso, peggior sorte è toccata invece ai fruitori del placebo, che hanno regalato alla partner un’estasi (presunta) appena 1,7 volte più duratura del solito. Gli studiosi non lesinano dettagli: il 62 per cento dei maschietti alle prese con il portentoso rimedio, al termine dei tre mesi di prova, hanno giudicato buona o molto buona la qualità degli orgasmi (i loro), giudizio che solo il 20 per cento esprimeva prima di venire a contatto con la novità. Pochissime le reazioni avverse: sei donne su 200 hanno infatti lamentato bruciore vaginale, cinque uomini hanno reclamato per la perdita dell’erezione. Disgrazia accaduta, misteriosamente, anche a uno dei 100 che usavano il placebo. Tuttavia non manca chi si preoccupa di attenuare entusiasmi forse un po’ troppo precipitosi, escludendo che lo spray possa fare miracoli se si lascia irrisolto il problema di base dell’ansia da prestazione. [...]
Il 14 Aprile 2009 alle 10:28 Per i maschi frettolosi, arriva lo spray contro l’eiaculazione precoce - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Riconquistare l’autostima sessuale a colpi di spray. Dopo averlo terrorizzato, la scienza propone una extrema ratio al maschio che in camera da letto, o altrove, promette e non mantiene. Il British Journal of Urology International pubblica infatti uno studio che ha fatto clamore, coordinato da Wallace Dinsmore, che al Royal Victoria Hospital di Belfast ha messo a punto un rimedio contro l’eiaculazione precoce al quale, per non vanificare l’opera, ha opportunamente affibbiato un nome non troppo eccitante: PSD502. Potrebbe essere disponibile tra un paio d’anni, e si tratta di una sostanza a base di lidocaina e prilocaina che, spruzzata sulla parte interessata cinque minuti prima del rapporto sessuale, si è sperimentalmente dimostrata capace di migliorare le prestazioni maschili di chi è costretto a limitarsi a non più di un fulmineo minuto di performance. Sono stati infatti reclutati in Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia 300 uomini dell’età media di 35 anni, abitualmente sofferenti del disturbo e con una stabile relazione eterosessuale monogamica in corso. Durante lo studio, durato tre mesi, 200 di loro hanno fatto uso dello spray, mentre agli altri 100 è stato fornito un placebo privo di principi attivi. In occasione di ogni accoppiamento, è stato misurato a cura degli interessati il tempo trascorso dalla penetrazione vaginale all’eiaculazione: per non alterare i risultati, agli uomini è stato chiesto di astenersi da ogni pratica sessuale per almeno 24 ore prima del rapporto sotto osservazione scientifica. Lo spray ha fatto il suo dovere, estendendo di 6,3 volte la durata dell’amplesso, peggior sorte è toccata invece ai fruitori del placebo, che hanno regalato alla partner un’estasi (presunta) appena 1,7 volte più duratura del solito. Gli studiosi non lesinano dettagli: il 62 per cento dei maschietti alle prese con il portentoso rimedio, al termine dei tre mesi di prova, hanno giudicato buona o molto buona la qualità degli orgasmi (i loro), giudizio che solo il 20 per cento esprimeva prima di venire a contatto [continua...] Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]
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