Pale eoliche
Con una serie di direttive firmate il 26 gennaio scorso alla Casa Bianca, Obama non ha perso tempo per fare capire al mondo che gli Stati Uniti erano ormai pronti a giocarsi il loro futuro per preservare l’ambiente del pianeta. Mettendo il cambiamento climatico al cuore della sua riflessione strategica, il presidente americano ha chiesto di anticipare l’applicazione di norme restrittive sul consumo di carburante dei veicoli dal 2020 al 2011.
Ma la partita non si annuncia per nulla facile. Un conto infatti è presentare piani ambiziosi, un altro è convincere il popolo statunitense di stravolgere un american way of life improntato negli ultimi 50 anni sul consumismo più sfrenato. Per Barack Obama è quindi il caso di gettare lo sguardo oltreoceano e rintracciare quei modelli di vita con cui concretizzare il motto “Yes, we can” nell’ambito ambientale.
In Germania, un modello c’è. Bisogna recarsi a Dardesheim, una cittadina di appena mille abitanti conficcata nel cuore della Germania, ma nota tra gli ambientalisti per essere interamente autonoma sul piano energetico. Ogni anno, Dardesheim produce una quantità di elettricità quaranta volte superiore rispetto al suo consumo annuale. A pochi chilometri da lì, dal nulla spunta l’eolica più potente del mondo. Il parco di Druiberg ne conta altre 27, attraverso le quali la regione di Harz intende coprire il fabbisogno elettrico di oltre 250.000 abitanti da qui ai prossimi quattro anni. Ma si sa, il vento non basta. E nemmeno il sole, che pure fa la sua parte. A Dardensheim non c’è edificio che non sia coperto da installazioni fotovoltaiche. Di fronte al Comune, c’è addirittura un contatore che indica la quantità di energia solare prodotta in tempo reale e le emissioni di CO2 risparmiate. E c’è pure una centrale al biogas alle porte della città. Per completare il dispositivo, una centrale idraulica è stata “riallacciata” al parco eolico di Druiberg, consentendo ai residenti locali di poter contare su due enormi cisterne pronte a entrare in moto e fornire alla popolazione l’elettricità non appena calano il sole o il vento. Il successo registrato a Dardesheim ha convinto lo Stato federale di espandere questo modello ecologico alla regione di Harz con una sovvenzione pari a 10 milioni di euro.
Non è un caso se progetti di questo tipo nascono in un land tedesco. La Germania è tra i paesi più all’avanguardia sul fronte ecologico. Non a caso, Berlino è stato uno dei più “feroci” sostenitori dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena). Dopo anni di sforzi contrastati da numerosi ostacoli politica (tra cui l’opposizione dell’amministrazione Bush), Irena è stata lanciata il 26 gennaio scorso a Bonn. Con un budget annuale di 25 milioni di euro, l’agenzia ha per missione di abbandonare l’era del “tutto carbone” sostituendo le attuali fonti energetiche con l’energia solare, quella eolica, la biomassa, i biocarburanti e la geotermia.
- Venerdì 30 Gennaio 2009
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Il 30 Gennaio 2009 alle 14:20 Indipendenza energetica, Obama impari dalla cittadina tedesca di Dardesheim « Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
[...] In Germania, un modello c’è. Bisogna recarsi a Dardesheim, una cittadina di appena mille abitanti conficcata nel cuore della Germania, [continua...] [...]
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