Italia e Israele, al via una collaborazione “spaziale”

Un satellite in orbita

Costruire un sistema di satelliti e telecomunicazioni efficace non solo per fini militari, ma soprattutto per lo sviluppo internazionale degli Stati e della cooperazione tra questi e altri settori della società. E’ l’impegno che Israele e Italia vogliono realizzare entro breve tempo, un’idea che nasce dalla quarta edizione del “Ilan Ramon annual international space conference”, l’incontro che si è appena concluso a Tel Aviv a cui Panorama.it ha preso parte insieme alla delegazione italiana organizzata da Paolo Dalla Chiara, presidente di Sat Expò Europe, convinto che “in Israele ci siano grandi potenzialità in questo settore, ma bisogna capire cosa fare. La missione in questa terra è stata molto utile per prendere i giusti contatti con le aziende locali e con l’Agenzia spaziale israeliana, ora deve partire una fase di sviluppo progettuale. L’importanza strategica di questa missione è legata al fatto che è stata preceduta da un’analoga missione istituzionale del commissario dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) in Israele”.

Il settore spaziale cresce del 7 per cento all’anno e lo spazio e le applicazioni devono diventare il punto focale della politica europea. Israele è uno dei sette paesi al mondo che investono maggiormente in tecnologie satellitari, avendo lanciato fino ad ora 12 satelliti e puntando alla realizzazione di un telescopio esplorativo e di un programma di satelliti non militari, ma di osservazione dei cambiamenti climatici e per il sostegno dell’agricoltura. L’industria israeliana chiede però sostegno all’Italia sia dal punto di vista tecnico sia per l’implementazione di progetti internazionali. Va in questa direzione la presenza a Tel Aviv di Thales Alenia Space, partecipata da Thales e Finmeccanica, del Cira, il centro italiano delle ricerche aerospaziali e della Space Engineering spa, azienda romana specializzata in telecomunicazioni, navigazione satellitare e monitoraggio ambientale.
“Il fatto che il sistema Italia fosse presente nella sua interezza all’interno della conferenza internazionale Ilan Ramon, consentirà alle varie componenti della ricerca e dell’industria di presentare l’offerta tecnologica italiana in questo settore – sostiene a Panorama.it Luigi Mattiolo, ambasciatore italiano a Tel Aviv - Sono certo che questo servirà da stimolo a future importanti partnership nello sviluppo delle tecnologie dello spazio”. Mattiolo aggiunge che “l’Italia costituisce l’ideale partner di Israele per i programmi futuri di sviluppo dei satelliti di telecomunicazione. Non a caso, durante la visita in Israele del commissario dell’Asi si sono tenuti incontri su progetti e prospettive sia con le più alte autorità israeliane del ministero della Ricerca Scientifica e del ministero dell’Industria”.

Durante il congresso, dedicato all’astronauta israeliano Ilan Ramon, vittima insieme ai suoi sei compagni di viaggio dell’esplosione dello Shuttle Columbia il 1 febbraio 2003, sono stati particolarmente apprezzati gli interventi della delegazione italiana che hanno posto l’accento sui programmi futuri e sugli investimenti da fare per uno sviluppo sempre maggiore del settore satellitare. In particolare, Piero Benvenuti, vice commissario dell’Asi, ha ricordato come “l’Italia sia stata tra i fondatori dell’Agenzia spaziale europea e il terzo paese al mondo, dopo Urss e Stati Uniti, a lanciare nel 1964 un satellite artificiale nello spazio. L’Italia ha sempre difeso gli obiettivi europei e si è distinta fra le nazioni che hanno giocato un ruolo importante nell’approvazione dei grandi programmi dell’Esa”. Le cifre, del resto, parlano chiaro: 1,2 miliardi di euro di investimenti per i prossimi tre anni da parte dell’Italia, pari al 60 per cento del budget complessivo dell’Asi. Anche se, è un dato di fatto, siamo fuori dal colossale business dei satelliti geostazionari, un mercato che cresce in modo esponenziale, che già presenta un giro d’affari di 8,5 miliardi di dollari e che interessa oltre 75 milioni di consumatori. Se si scruta il cielo, infatti, la bandiera tricolore è scomparsa: delle 34 compagnie private che gestiscono 261 satelliti commerciali, nemmeno una è a capitale italiano.

“E’ necessario incentivare lo sviluppo di aziende vocate ad utilizzi commerciali dei dati raccolti e rendere il settore meno dipendente dall’investimento pubblico, oggi assolutamente preponderante – sottolinea a Panorama.it Marco Airaghi, consigliere del ministro La Russa per le attività aerospaziali – Occorre fare sistema tra tutte le componenti per generare un grande complesso satellitare europeo con l’indispensabile sostegno delle pmi italiane”. Airaghi espone anche il punto di vista della sicurezza e dei satelliti militari, settore dove l’Italia è molto più presente. “Mentre gli Stati Uniti impegnano annualmente 22 miliardi di euro del loro bilancio per la sicurezza, l’Europa ne spende appena 10 – aggiunge – Credo sia strategicamente fondamentale la promozione di un sempre più stretto rapporto tra Asi e Difesa, non certo per militarizzare lo spazio, ma per mettere in comune le reciproche risorse”. Concretizzare la fitta serie di incontri in “progetti concreti di applicazioni integrate per lo sviluppo dei satelliti”, è l’auspicio di Dalla Chiara che da appuntamento a Sat Expò Europe, in programma a Roma dal 19 al 21 marzo, i cui focus saranno, tra gli altri, il sistema di navigazione Galileo, i velivoli UAV, l’osservazione della terra, la ricerca spaziale e le telecomunicazioni integrate.

Commenti

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Il 19 Marzo 2009 alle 13:13 Nasce a Sat Expo la tv tridimensionale via satellite in Italia » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:

[...] L’edizione 2009 sarà momento di confronto scientifico e industriale sui temi delle applicazioni e i servizi dello spazio tra 180 relatori, provenienti dalle agenzie spaziali e dal mondo industriale e della ricerca che presenzieranno i 20 convegni del programma. Previste numerose delegazioni estere, tra cui quella israeliana, che ricambia la presenza italiana a Tel Aviv, avvenuta a fine gennaio in occasione della quarta edizione del “Ilan Ramon annual international space conference”, missione ritenuta da Dalla Chiara “molto utile per prendere i giusti contatti con le aziende locali e con l’Agenzia spaziale israeliana”. [...]

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