Non avrà ancora una sua collocazione nell’universo dei media sociali, ma una cosa è certa: Twitter è irresistibile. Consente di aggiornare in modo rapido il proprio status, viene utilizzato per segnalare link interessanti, permette di seguire in diretta fatti di cronaca, finendo col battere sul tempo gli stessi media mainstream. Fondato nel marzo 2006 come semplice progetto di ricerca, in quasi tre anni ha ottenuto una fama mondiale, mentre l’interesse nei suoi confronti non accenna a calare.
Tanto che, da sabato scorso, alla popolare piattaforma di microblogging si è iscritto un utente che certamente non passerà inosservato: il XIV Dalai Lama e Premio Nobel per la Pace Tenzin Gyatso. Si, perché l’account @OHHDL non è altro che l’acronimo di “The Office of His Holiness The Dalai Lama”, dipartimento che si occupa di gestire il rapporto con i mass media e le Relazioni Pubbliche del leader spirituale tibetano.
La scelta arriva in un momento di crescente attenzione di istituzioni e personaggi pubblici per il 2.0: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama lo ha utilizzato per costruire buona parte del suo consenso (senza dimenticare che gran parte della raccolta fondi è passata proprio per il web), mentre il Congresso americano o il Vaticano hanno appena inaugurato i loro canali ufficiali su YouTube.
Il Dalai Lama - arrivato oggi a Roma per ottenere la cittadinanza onoraria - è già presente da tempo su MySpace (dove la voce “Occupation” riporta la dicitura “Spiritual Leader”) mentre su Facebook si può scegliere tra l’applicazione “Quotes” – che integra a rotazione sul proprio profilo una delle sue frasi celebri – e la pagina “Personaggio pubblico”, che ha già superato i 120 mila fan.
Su Twitter, i “cinguetti” sono iniziati solo da 48 ore scarse e finora sono stati postati una cinquantina di messaggi, rigorosamente entro i 140 caratteri. Tuttavia @OHHDL è già seguito da oltre 17 mila persone. Finora si è occupato delle lezioni e dei prossimi incontri pubblici di Tenzin Gyatso, ha postato qualche link al sito ufficiale www.dalailama.com, ma ha avuto modo anche di riflettere genericamente sulla censura a Internet da parte del governo cinese.
Insomma, è ovvio che si stanno prendendo le misure del nuovo mezzo, cercando di orientarsi e capirne le potenzialità. Ci vorrà un po’ di tempo prima di entrare a regime. Certo è che Twitter consentirà una maggiore interattività rispetto ad altre piattaforme (pensiamo ai video della Santa Sede: centinaia di migliaia di visite, ma in proporzione pochi commenti) e un confronto diretto, orizzontale e immediato con i followers. A questo si aggiunga la possibilità di fare “news making” in tempo reale: particolare non trascurabile, se pensiamo a tutte le storiche battaglie e all’impegno profuso sul fronte dei diritti umani in Tibet.
- Lunedì 9 Febbraio 2009
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