Una ricostruzione dell’uomo di Neanderthal del Neanderthal Museum in Germania
Gli ultimi uomini di Neanderthal morirono trentamila anni fa in Europa. Più della metà del loro genoma è stato decodificato al Max Planck Institute di Lipsia: è una ricerca che può rivelare nuovi indizi sulle loro caratteristiche. Erano in grado di parlare? È noto che condividono con gli esseri umani il 99,5% del dna: in particolare, il gene foxp2 è legato alla capacità di esprimersi in una lingua. E gli uomini di Neanderthal hanno le stesse mutazioni degli esseri umani. E, forse, sarebbero stati in grado di parlare. Ma l’esplorazione del codice genetico permetterà anche di comprendere la storia evolutiva e il successo degli uomini moderni.
L’indagine degli scienziati, guidati dal genetista Svante Paabo, è durata due anni e mezzo. Decine di ossa fossilizzate sono state raccolte in quattro siti europei (nella Russia meridionale, in Croazia, in Germani e in Spagna). E, successivamente, sono stati acquisiti campioni di dna. In totale 3,7 miliardi di paia di basi. Ma non è stata un’impresa facile: come sottolinea l’Independent, i frammenti di codice genetico sono stati alterati dal tempo e, in alcuni casi, è stato difficile separare il dna batterico da quello umano.
- Lunedì 16 Febbraio 2009
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