Archivio di Marzo, 2009

Così il denaro droga la mente

Banconote euro

Il denaro è come una droga per il cervello umano. Secondo i risultati di una ricerca condotta recentemente da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bonn e del California Institute of Technology e da poco apparsa sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sembra che anche il solo pensiero di guadagnare di più vada a stimolare i centri cerebrali responsabili del piacere.
Un’affermazione del genere non è certo cosa nuova ma, stando a quanto raccontano gli scienziati che hanno svolto lo studio, la particolarità della ricerca risiede nel fatto che l’effetto dipendenza si manifesta a prescindere da quello che è il potere di acquisto del denaro.
La zona del cervello interessata è la corteccia prefrontale ventromediale, ovvero quella deputata alle funzioni cognitive superiori.
Ma che cosa significa questo? I risultati dello studio danno una risposta descrivendo come il cervello dell’uomo sia suscettibile, per sua natura, all’illusione della ricchezza molto più che ai reali benefici che possono derivarne.
Il team di ricercatori, in collaborazione con un team di economisti, hanno registrato in un gruppo di soggetti volontari, l’attività cerebrale durante lo svolgimento di una serie di test volti a valutare la percezione di differenti aumenti di salario in base a scenari economici più o meno favorevoli.
Il risultato delle scansioni cerebrali ha dimostrato che tutti i soggetti partecipanti attivavano maggiormente la corteccia prefrontale vetromediale quando veniva loro proposto un aumento anche quando questo non era particolarmente vantaggioso.

Buon Compleanno Gmail

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Festeggia i primi cinque anni di vita uno dei maggiori successi del Googleplex, il programma di web mail Gmail oggi utilizzato nel mondo da milioni di persone (Google non rilascia numeri ufficiali ma secondo ComScore il numero dei visitatori unici in Usa da settembre 2007 a settembre 2008 è cresciuto del 43% arrivando a 29 milioni).
Come regalo ai suoi affezionati utenti Google ha reso disponibile ieri l’accesso ai Gmail Labs in ben 49 lingue diverse, consentendo così di sperimentare le nuove funzioni che di volta in volta sono presentate nei Labs. Attualmente ci sono quaranta strumenti che possono essere provati e che arricchiscono la mailbox di funzioni utili come l’annullo invio (cinque secondi per annullare una mail inviata per errore e risparmiarsi così imbarazzi con colleghi e amici), oppure l’avviso di allegato mancante (sembra l’uovo di Colombo, ma nessuno ci era arrivato prima di Google) con cui si evita di spedire mail prive del documento allegato; oppure il Mail Goggles che in determinati orari della giornata invita a risolvere semplici problemi matematici prima di inviare una mail di cui ci si potrebbe pentire. GMAIL_IT_mailgoggles_LORES.png
E per finire l’ancora più importante funzione di Gmail offline che consente di accedere alla mail, scrivere e leggere i messaggi anche quando non si è connessi a Internet. Una volta poi ricollegati le modifiche vengono sincronizzate e i messaggi inviati.
Per abilitare Gmail Labs è sufficiente cliccare sull’etichetta “Labs” da “Impostazioni” (menu in alto a destra nell’Inbox). Per chi ancora non ha Gmail, l’attivazione gratuita del servizio si può effettuare da questo link.
Fino a oggi Gmail si è distinto rispetto ad analoghi software di web mail per le straordinarie capacità di filtrare lo spam: oltre il 70% del traffico che arriva prima di essere filtrato è spam, ha comunicato la stessa Google, tre volte tanto rispetto al 2004, quando il programma venne lanciato. Di questa mole di “spazzatura elettronica” agli utenti arriva nelle loro caselle meno dell’1% .

Abaco Primo: il computer da 99 euro

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I prezzi di netbook e nettop, dopo un’iniziale calo dovuto alla fine delle scorte dei modelli di prima generazione, hanno continuato a crescere, fino a raggiungere in qualche caso valori a dir poco assurdi.

Per fortuna qualcuno che va controtendenza c’è, l’italiana Abaco Computers propone infatti un sistema nettop minimale a un prezzo davvero interessante. I componenti del sistema battezzato Abaco Primo sono quelli classici di un qualunque nettop: processore Intel Atom 230 a 1,6 GHz, chipset Intel 945GSE con grafica GMA950, 512 Mbyte di memoria Ram (espandibile a 2 Gbyte) e un sistema di archiviazione flash da 4 Gbyte.

Presenti inoltre una connessione di rete Ethernet 10/100, 6 porte Usb e i jack per cuffia e microfono; insomma, tutto il necessario per un personal computer minimale. Il sistema operativo è Xubuntu, una delle numerose distribuzioni gemelle del più famoso Ubuntu.

Il prezzo, che probabilmente avrà colpito la vostra attenzione già nel titolo, è il vero punto di forza del sistema: Abaco Primo costa infatti 99€.

Sul sito del produttore è possibile acquistare qualche aggiornamento del sistema, a prezzi obiettivamente molto buoni: un disco da 80 Gbyte invece di quello da 4 Gbyte costa 28€, mentre un modello da 320 Gbyte appena 34€. Lo stesso discorso vale per la memoria: l’aggiornamento da 512 Mbyte a 1 o 2 Gbyte costa rispettivamente 4€ o 15€.

Date le prestazioni ottenibili da un qualunque sistema Atom riteniamo che il prezzo proposto da Abaco sia estremamente interessante, speriamo di vedere presto altri produttori intraprendere la medesima strada.

Dal giornale al cemento, una nuova forma di riciclo

Pareti di giornale?

Bestseller mancati e giornali spazzati via da internet o da evidenti difetti di qualità e credibilità: un efficace richiamo a fare meglio il mestiere di scrivere potrebbe essere rappresentato dall’idea di un gruppo di ricercatori del dipartimento di ingegneria meccanica della portoghese università di Minho, guidati da Fernando Castro e Candida Vilarinho, ed è spiegata in un articolo pubblicato dall’International Journal of Materials Engineering Innovation. L’industria cartaria produce infatti non pochi rifiuti, numerosi materiali organici e inorganici, che si sono rivelati utili per ricavarne il clinker, elemento necessario per la produzione del cemento. Il processo con cui dal legno si ottengono le paste per la realizzazione della carta prevede un trattamento chimico con l’uso di sostanze come l’idrossido di sodio, che assicura una buona qualità della lavorazione, ma può rappresentare un pericolo per l’ambiente, a causa dei prodotti di scarto. Che è possibile neutralizzare incorporandoli in materiali da costruzione, in quantità minime comprese tra lo 0,13 e lo 0,25 per cento. I ricercatori lo hanno dimostrato con esperimenti condotti durante la normale produzione industriale del cemento in un impianto portoghese, che anche con il nuovo metodo ha messo a disposizione un prodotto finale non meno robusto del cemento convenzionale. E soprattutto, mentre venivano effettuati i test, è stata analizzata la composizione delle emissioni gassose, senza che siano stati riscontrati effetti significativi conseguenti all’incorporazione nel procedimento dei rifiuti dell’industria cartaria. A dimostrazione che già solo lo sfruttamento di questi ultimi, si è rivelata un’ottima idea dal punto di vista economico e ambientale. Mentre la carta pronta per essere stampata è ancora a disposizione, per il momento, di giornalisti e scrittori.

Web@lfemminile, la maratona on line per le pari opportunità

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Connessione pronta e dita allenate? Parte la maratona femminile per le pari opportunità. Sul web. Perché la tecnologia, oggi, è una delle prime alleate del gentil sesso. E così il 31 marzo si muovono 24 ore non stop “made in woman”, con dibattiti e interviste tutti dedicati alle donne, per un evento lungo un giorno sul sito www.webalfemminile.it.
Organizzato dal progetto futuro@lfemminile e dai suoi partner, vede i referenti del mondo istituzionale, delle aziende, della pubblica amministrazione, del mondo  scolastico e dello spettacolo, del terzo  settore, dei media e i cittadini, tutti chiamati a dare il proprio contributo sul tema del “gender gap”. In Rete, perché la tecnologia è uno dei mezzi principali che può far leva attuativa della parità.
Per 24 ore ci si confronta su  un modello di sviluppo e sulle linee di intervento in cui la donna può dare un  importante contributo socio-culturale nell’approccio ai problemi e alle  possibili soluzioni; si approfondisce il ruolo della donna in ambito  lavorativo, si illustrano le opportunità offerte dalla tecnologia… Con esperti e personaggi famosi.
“Con una situazione permanente di differenza, che vede il nostro paese al 67esimo posto della classifica mondiale del World  Economic Forum sulle disparità di genere lontanissimo non solo dal Nord Europa, notoriamente sensibile al discorso sulla parità, ma anche dalle più vicine Germania (11° posto) e Francia (15°)” ha affermato Roberta Cocco, direttore marketing centrale di Microsoft e responsabile del progetto futuro@lfemminile, “parlare e far parlare di questa tematica è un dovere per tutti quelli che continuano a credere che la vera parità sia un obiettivo raggiungibile”.

Il palinsesto è ricchissimo, da interviste video a volti noti sul loro rapporto con la tecnologia, a interviste a politici e associazioni imprenditoriali, da corsi di formazione on line gratuiti per migliorare le capacità informatiche a dieci canali tematici su cui poter spaziare su ogni sfumatura femminile (variando da “donne e sociale” a “donne e e-commerce” o “donne e sport”).

I dibattiti vertono su diversi temi chiave. Ecco così “Donne e lavoro - Come cavalcare l’onda della crisi”, con la cantante
Niki Nicolai, la consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori e Lorena Capoccia, presidente Commissione Studi, Associazione Lombarda Dirigenti Aziende Industriali. Oppure “Donne e famiglia - Mamme tecnologiche, famiglie digitali”, con la scrittrice Paola Calvetti, l’avvocato e vice presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano Giovanna Fantini e Jenny Perotti, mamma e imprenditrice di un negozio Ebay. O anche “Donne e amore nell’era tecnologica - Dai cellulari ai social network, le nuove frontiere del corteggiamento”, con l’attore Pierfrancesco Favino e
Luca Colombo, consumer and online marketing Officer di Microsoft Italia. Fino a “Donne e tecnologie - Di cos’altro avremo bisogno in futuro? E di cosa potremo fare a meno?”: intervengono la comica Geppi Cucciari, la giornalista Maria Teresa Della Mura e Marco Montemagno, co-fondatore Codice Internet.
Ogni dibattito è preceduto da una puntata di “F@F Five Friends”, simpatica web sitcom interpretata da giovanissime dove si entra a contatto con tecnologie mobili, social networking, istant messaging… Panorama.it ve ne dà un assaggio con questo video:

LEGGI ANCHE: Non vedente e novantenne ma autonoma grazie alla tecnologia

Non vedente e novantenne ma autonoma grazie alla tecnologia

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Immagine del dibattito “Donne e tecnologie” di web@lfemminile

A luglio compie novant’anni, ma a sentire la sua voce vivace e la sua prontezza non si direbbe affatto. Vive a Milano con suo marito che da qualche tempo accudisce visto che ha qualche problema di salute e, pur facendosi aiutare ogni tanto da sua figlia, è più che autonoma. A rendere il tutto davvero sorprendente si aggiunga che Matilde Villa, la protagonista di questo racconto, è non vedente da circa 55 anni. Ma grazie all’aiuto delle tecnologie e dei software per disabili, oltre che alla sua vitalità, Matilde riesce a vivere una vita autosufficiente.
E la sua particolare testimonianza sarà video d’apertura di “Donne e tecnologie”, uno dei dibattiti di web@lfemminile, la maratona on line di 24 ore del 31 marzo dedicata alle pari opportunità, sul sito www.webalfemminile.it.
Nella sua quotidianità la signora Matilde ha a che fare con mezzi tecnologici, sia specifici per non vedenti che non. Ecco così il telefono fisso e il cellulare comuni, indispensabili per ordinare la spesa dal macellaio o dall’ortolano di fiducia o per chiedere acquisti più corposi alla figlia, oppure la bilancia parlante che esprime in voce i pesi degli oggetto. O ecco il computer che le permette di leggere tutti i libri che desidera: “Così posso leggere tutti i volumi che voglio, acquistati in una comune libreria” ci racconta. “Nelle librerie dei ciechi invece la scelta è più limitata e non ci sono le ultime novità. Basta che apra un libro, lo metta sopra lo scanner e faccia partire la lettura: ed ecco che una voce legge per me”.
Il computer si basa su un connubio tra sistema per vedenti ICR (Intelligent Character Reading) e uno di sintesi vocale per non vedenti, che traduce in voce i caratteri già trasformati da immagine a testo scritto.
“La tecnologia è fondamentale per superare le barriere della disabilità” ci dice Nunzio La Ferlita, fornitore di questo “computer speciale” ma soprattutto uno dei pionieri italiani della diffusione dei sistemi informatici per non vedenti, da ventitré anni attivo nel settore e  primo ad aver introdotto in Italia il Talks per far parlare il telefonino (prima distribuito da Telecom e ora da Vodafone e dall’Unione ciechi). “Per i non vedenti il primo passo è stato fatto nell’Ottocento con il Braille. Il secondo balzo in avanti risale ai primi anni Ottanta con l’introduzione del personal computer, che ha consentito loro di perfezionare il loro accesso alla cultura. Ora la terza fase è quella del telefonino che offre un maggior grado di libertà, con funzioni che permettono di sostituire agli occhi le orecchie”. E la tappa del futuro quale sarà? “All’orizzonte vedo l’occhio bionico, che mi auguro arriverà tra una decina di anni. Ci sono già esperimenti in Inghilterra e Giappone, che permettono di percepire una piccola realtà di quanto è attorno in bianco e nero. Ma ancora la tecnica è troppo invasiva…”.
L’ingegnere La Ferlita la signora Matilde Villa la conosce bene… “Legge così tanto che una volta mi ha chiamato perché il computer si era bloccato e non riusciva più a proseguire con la lettura. Ebbene, c’erano 3.500 pagine memorizzate e aveva intasato la memoria del pc”. È bastato cancellarle. E ora la signora Matilde può continuare la sua lettura, e raccontarci la sua magnifica esperienza.

Né carne (rossa) né pesce, aumentano i dilemmi a tavola

Pesci al mercato di Ballarò a Palermo

Se il nuovo allarme sulla carne rossa e i rischi di cancro e malattie cardiache innescati dal suo consumo troppo frequente, appena lanciato da uno studio pubblicato dagli Archives of Internal Medicine, orienterà le scelte dei consumatori verso la carne bianca e il pesce, anche nel caso di quest’ultimo c’è chi comincia a mettere in discussione le sue virtù tanto decantate negli ultimi anni. A farlo è un gruppo di medici canadesi che spiegano, in un articolo pubblicato dal Canadian Medical Association Journal, come i suoi benefici per la salute siano stati in realtà ampiamente enfatizzati da governi e industrie del settore. David J. A. Jenkins, nutrizionista dell’università di Toronto, tra gli autori dell’articolo, argomenta infatti che gli studi che hanno messo in dubbio che gli omega 3, gli acidi grassi presenti in alcune specie ittiche, abbiano effetti così salutari, spesso sono stati ignorati, con il risultato che la domanda di pesce è in continuo incremento, ai danni dei Paesi in via di sviluppo. I ricercatori sostengono che mentre per i consumatori europei, statunitensi e canadesi il pesce è solo una delle tante opzioni a disposizione per una dieta bilanciata, nelle aree più povere del mondo è invece non di rado l’unica fonte di proteine, e proprio dai mari che circondano tali aree, come quella africana, giungono sulle tavole occidentali sempre più grossi quantitativi di questo alimento. Una dinamica che è alla base di almeno altri due problemi, oltre a quello della sottrazione di una importante risorsa alimentare a chi non ne può fare realmente a meno: la sostenibilità degli ecosistemi oceanici (sono già più di 100 i casi accertati di estinzione nella loro fauna ittica) e la sicurezza stessa del cibo proveniente da posti nei quali essa non è affatto garantita, anche a causa di attività industriali che contribuiscono notevolmente all’inquinamento delle acque fluviali, lacustri e marine. Al tutto si aggiunge che non esiste alcuna prova scientifica che dimostri che i vegetariani, che non mangiano pesce, siano più esposti al rischio di malattie.

Skype, pronta la versione per iPhone

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Dopo molti annunci sulla possibilità dell’operazione ecco finalmente l’ufficialità: Skype sarà infatti disponibile anche per iPhone e iPod Touch. La notizia arriva dal Wall Street Journal che mostra l’applicazione e ne descrive le prime caratteristiche.

Il software sarà innanzitutto completo, alla pari con la versione desktop o distribuita con altri sistemi operativi di tipo mobile. Confermati dunque le funzioni di SkypeIn, SkypeOut, chat e possibilità di utilizzo della rubrica interna del telefono; con modalità del tutto simili a quelle del software attuale.

Anche chi scampa al licenziamento patisce i danni della crisi

Stati Uniti
La crisi economica che sta attraversando l’intero mondo e anche l’Italia ha una doppia faccia, ovvero non è difficile solo per chi perde il lavoro ma anche per chi riesce a conservarlo. E mentre i giornali pubblicano decaloghi per aiutare i licenziati a sopravvivere alla crisi e rimettersi in pista, qui quello del Washington Post, c’è chi studia i rischi per chi l’ha scampata e resta in uffici dal personale assai ridotto con turni di lavoro che rischiano di allungarsi, mentre si moltiplicano le mansioni da svolgere. E non finisce qui.
Anche l’azienda che ha “ridimensionamento il personale”, infatti, subisce un contraccolpo nel senso che i suoi dipendenti sono meno motivati a svolgere le mansioni assegnate e, conseguentemente, il livello della produttività scende.
Questi, in termini generali, sono gli esiti di una ricerca condotta da David Edwards, manager strategico della Drake International, azienda di consulenza nel campo delle risorse umane, secondo cui ridurre il personale demotiva i lavoratori e determina un calo del rendimento dell’azienda.
Lo studio ha interessato un totale di 6.300 dirigenti di imprese che avevano sperimentato una riduzione del personale.
Secondo i loro dati è emerso che il 40 per cento dei dipendenti manifestavano una forte demotivazione e, contemporaneamente, dopo i licenziamenti, gli stessi datori di lavoro, confessavano di non essere all’altezza della corretta gestione della crisi.
“La riduzione dell’organico – spiega Edwards – avrebbe dovuto rappresentare, nelle intenzioni, un rimedio per uscire dalla crisi economica migliorando la produttività e riducendo inefficienze e costi ma l’analisi finale diceva tutt’altro. È emerso, infatti, che solo il 21 per cento delle imprese aveva registrato un aumento della produttività, mentre per il restante 79 per cento la crescita risultava stagnante.”
Secondo Edwards tra le cause della perdita di redditività c’è anche da considerare il fatto che non viene svolta una adeguata riqualificazione: solo il 14 per cento dei dipendenti frequenta un corso di formazione, mentre per colmare i vuoti si chiede agli impiegati di lavorare di più.
Il sondaggio svolto rivela inoltre che, in molti casi, i dirigenti hanno tagliato il personale senza svolgere prima un’adeguata pianificazione che ha significato, nel 45 per cento dei posti “soppressi”, la necessità di provvedere a nuove assunzioni.

Un nuovo partner per la Formula Uno. Ad alto tasso di tecnologia

Gran Premio d'Australia: la Formula Uno torna in pista

La crisi economica ha colpito anche il mondo dello sport, soprattutto quello dei motori. Nel rally due colossi come Subaru e Suzuki, che hanno fatto parte della loro fortuna grazie alle gare, lasciano la scena. Nella Formula 1 invece è stata Honda ad abbandonare i box.
Eppure una società coreana di hi tech vede una grossa opportunità per il proprio marchio e punta tutto proprio sulla F1 siglando una partnership di ben cinque anni. “LG, dall’anno scorso, ha deciso di non essere più solo un marchio che vende i suoi prodotti ma essere un’azienda di marketing. L’investimento nella F1 permetterà di velocizzare e di concretizzare al meglio questa transazione” spiega a Panorama.it Andrea Sabatino, corporate marketing manager di LG Electronics Italia.
“La scelta di entrare così massicciamente nella F1 (con il marchio sempre in vista nelle grafiche televisive, con l’organizzazione di eventi e, probabilmente la presenza in ogni circuito di un’area dedicata alla presentazione dei prodotti al pubblico) è dettata” spiega Sabatino “dal fatto che è uno sport che sposa gli stessi principi di LG: stile, innovazione, ricerca e sviluppo di tecnologia e design”.

Poi, in concomitanza con l’inizio della FIA Formula One World Championship a Melbourne, sarà lanciato un sito che, con immagini esclusive e materiale informativo, terrà aggiornati gli appassionati dei circuiti sui momenti salienti di ogni gran premio. Da maggio a novembre, spiega l’azienda nel comunicato ufficiale, sarà invece costante la presenza di spot pubblicitari pianificati su TV e web.

Ovviamente anche i consumatori verranno sensibilizzati sul connubio LG e F1: ci saranno molte isole espositive nei vari negozi di elettronica, che riprenderanno lo stile dei box della gare automobilistiche. I nuovi modelli di TV LCD LH5000 hanno tutte le caratteristiche necessarie per vedere le gare in alta definizione e senza scie come la tecnologia TruMotion 200Hz, che offre un tempo di risposta di soli 2ms e riduce al minimo le distorsioni e lo sfarfallio delle immagini in movimento. Mentre, ancora una volta LG crede nella tecnologia al plasma presentando la nuova serie P8000 che vanta un rapporto di contrasto dinamico pari a 2.000.000:1 e, grazie alla nuova tecnologia 600Hz Max Sub-field Driving, il tempo di risposta di soli è 0,001 millisecondi. Le dimensioni di questi modelli sono da 50 o da 60 pollici.

LG-formula 1

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Il futuro di Facebook

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