All’evoluzione non si sfugge. Neanche quando essa assume sviluppi indesiderati per proteggere dalle azioni a volte incaute dell’uomo. E’ quanto emerge da uno studio condotto da David O. Conover dell’Institute for Ocean Conservation Science della Stony Brook University negli Stati Uniti e pubblicato sull’autorevole Proceedings of the Royal Society B. Il punto di partenza della ricerca è stata l’analisi dello stato dei pesci che popolano le acque delle coste settentrionali di Long Island, non lontano da New York. In particolare sono stati presi in considerazione sei tipi diversi di Menidia Menidia, ovvero un pesce tipico di queste coste, che a causa di una pesca eccessiva e senza regole in atto da decenni invece di crescere è diventato più piccolo.
E’ cioè successo che nel corso degli anni questi pesci hanno cominciato, come accaduto anche in altri mari del mondo, a programmarsi geneticamente in modo da essere sempre più piccoli per proteggersi dalla pesca smodata. Essere più piccoli significa infatti avere meno possibilità di essere pescati. Alla riduzione delle dimensioni sono corrisposte poi una minore competitività e una bassa fertilità. Il che apparentemente va contro la teoria di Darwin che 150 anni fa sosteneva, invece, come le specie si strutturino in modo da fortificarsi e avere la meglio sull’ambiente circostante. Ora la ricerca di Conover e della sua équipe, durata una decina di anni, apre nuove prospettive. I ricercatori statunitensi infatti hanno scoperto che questa evoluzione indesiderata, nella quale i pesci diminuiscono le proprie dimensioni, non è un meccanismo irreversibile. Nel corso delle generazioni, infatti si può osservare anche un ritorno all’evoluzione come siamo abituati a pensarla e quindi si può assistere a una crescita nelle dimensioni dei pesci che la pesca aveva spinto a rimpicciolirsi. La notizia oltre ad essere interessante per i pescatori, che potranno così tornare a sognare grandi prede da portare a casa, è di grande importanza per tutti gli studiosi dei meccanismi dell’evoluzione. Insomma, Darwin continua ad aver ragione anche quando nei secoli ci si è messa l’azione dell’uomo a spingere le specie a fare marcia indietro. Attenzione però, avvertono gli scienziati: i tempi del ritorno a una “evoluzione virtuosa” sono assai più lunghi di quelli dell’evoluzione indesiderata. Per questo è necessario organizzare la pesca in modo intelligente e con un basso impatto ambientale.
- Martedì 3 Marzo 2009
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