
resident-evil-5
Venerdì 13 marzo, data perfetta per l’uscita del nuovo capitolo nella serie che ha consacrato il genere Survival Horror in campo videoludico, arriverà in tutto l’occidente Resident Evil 5, nono episodio (tra vari formati e spin-off) di una saga che ha venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo (fonte www.vgchartz.com) negli ultimi 10 anni. Come sembra capitare spesso (vedi GTA 4), l’uscita di uno dei videogiochi più entusiasmanti e attesi sarà corredata da uno stuolo di polemiche. In questo caso, però, non si tratta di violenza gratuita: nei titoli Resident Evil (al contrario di GTA) si uccidono solo zombie, che in pratica sono già morti, e quindi non vi sono particolari implicazioni morali. Tanto più che il gioco è comunque raccomandato a un publico di maggiorenni attraverso il sistema PEGI.
Il vero problema, in questo nuovo capitolo di Resident Evil, è che la storia è ambientata in Africa e il protagonista, il bianco e biondo militare americano Chris Redfield, dovrà, con l’aiuto della bella (e, a dirla tutta, etnicamente mista) Sheva Alomar, sterminare orde di zombie dalla carnagione scura. È facile capire come il videogame, fin dalle prime apparizioni pubbliche, sia stato tacciato di razzismo.
I produttori giapponesi si sono sempre difesi spiegando che ogni episodio avviene in un’ambientazione differente e questa volta è toccato all’Africa. In effetti, Resident Evil 4, uno dei videogiochi più acclamati dalla critica nella storia dell’intrattenimento interattivo, era ambientato in Spagna e i nemici (che, eccezionalmente, erano vivi ma posseduti dal demonio) urlavano imprecazioni in castigliano stretto. Solo pochissimi gruppi ispanici o spagnoli si sono lamentati della cosa.
Visti i trascorsi del colonialismo europeo, però, in Africa il discorso è più delicato, come conferma Tom Edwards, capo del Localization Special Interest Group di IGDA (associazione internazionale di sviluppatori indipendenti) e uno dei massimi esperti - dopo 13 anni in cui ha seguito questo aspetto per Microsoft - di “culturizzazione”, cioè l’adattamento di un videogioco alle diverse culture dei mercati globali.
“Come videogiocatore posso totalmente comprendere e apprezzare le premesse del videogame - spiega Edwards. D’altro canto credo che l’azienda abbia trascurato la forza e la durezza delle immagini che ha creato: un uomo bianco e armato, con vestiti puliti, che uccide persone di colore, trasandate e vestite di stracci tra villaggi africani in miseria. Credo che questo tipo di raffigurazioni possano essere in grado di riaprire le profonde ferite sociculturali legate al colonialismo e all’immagine estremamente negativa del ‘grande cacciatore bianco’. Capisco pienamente l’idea generale di RE5 ma credo che per questa versione avrebbero dovuto considerare le implicazioni più attentamente”.
- Mercoledì 11 Marzo 2009
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Commenti
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Il 14 Marzo 2009 alle 16:11 em1x ha scritto:
Ciao davide.sher, sono Emiliano, appassionato di Videogiochi e gestore di un blog sulla mia passione discretamente frequentato. Saltuariamente scrivo recensioni per un grande portale e coltivo questo hobby da molti anni.
mi permetto di rivolgermi a te in modo non formale, spero non ti dia fastidio.
Ci sono diverse inesattezze in questo articolo, eccone alcune:
-Resident Evil 5 è non è il nono episodio della serie ma, considerando tutti i titoli usciti per tutti i sistemi, il ventesimo. (fonte Wikipedia.com)
-il protagonista Chris non è biondo (lo si vede anche dalla foto presente in questa pagina.) e in Resident Evil 4 non c’è nessuna manifestazione del demonio. Anche in questo caso cito informazioni di pubblico dominio.
-Il “razzista” del titolo è decisamente fuori luogo, non credi? Nessun elemento di Resident Evil 5 ha argomenti ideologici discriminatori, è un videogioco d’orrore, un’opera di fantasia, non un volantino moralizzatore.
L’uscita di videogiochi attessi viene “correlata spesso da polemiche” a causa della disinformazione sul medium, oltre che sui giochi in questione.
Sarebbe bene che si facesse della sana informazione piuttosto che chiamare in causa spettri come il razzismo.
Così sembra soltanto che si voglia catalizzare l’attenzione scandalizzando i lettori, non informandoli.
Inoltre, concludo, parlare di un argomento con cognizione di causa non guasta mai.
Emiliano Rubaudo
Il 14 Marzo 2009 alle 19:42 davide.sher ha scritto:
Ciao Emiliano
grazie mille per il tuo commento.
Su alcune cose hai ragione ma devi considerare che l’informazione via Internet dei siti non specializzati oggi si basa su notizie molto brevi rapidamente leggibili in cui emergono solo alcuni punti salienti.
Inoltre considera che io ho sempre difeso i videogiochi, ho scritto anche molti aricoli sulle potenzialità educative del medium e comunque sono un videogiocatore (quando posso) e che il mio gioco preferito è Dead Space. Inoltre ho finito Resident 1 (director’s cut), 3 e 4. Ho visto tutti i film incluso Resident Evil Degeneration e RE 4 su Game Cube è stato il mio gioco preferito di tutti i tempi fino a GTA 4.
Comunque, sulle tue precisazioni ti riponderei punto per punto spiegandoti le mie motivazioni.
Di Resident Evil ne sono usciti tanti, è vero, (probabilmente venti come dici tu) ma alcuni veramente non all’altezza. Io mi sono soffermato su quelli che hanno ottenuto un discreto o buon successo commerciale. Per me la serie Resident Evil vale 9 titoli di cui i sei della serie numerata (0-5) e tre aggiuntivi per far capire che non ci sono quelli (ma anche un paio di uscite per Wii, remake vari ecc)
Chris non sarà biondo (a me era sembrato biondo scuro) ma è un tipico americano pompato (come d’altra parte Leon)… forse i capelli non saranno chiarissimi ma mi sembra un particolare poco rilevante.
Se poi i cattivi di RE 4 siano posseduto dal demonio non posso dirtelo concertezza, sono passati 5 anni da quando l’ho giocato. Posso dirti che io l’ho giocato tutto e mi pareva che i cattivi fossero legati a uno strano culto demoniaco (di sicuro era un culto religioso).
Il razzista del titolo (questo è il punto più importante, direi), mi spiace confermartelo, non è assolutamente fuori luogo. L’immagine che Resident 5 dipinge dell’Africa è disgustosa e il cacciatore bianco che caccia i neri impazziti (anche se dopo le prime critiche ci hanno buttato dentro anche zombi di altre razze) è un immagine razzista e piena di pregiudizi, che ti piaccia o no. Come vedi dalle dichiarazioni di Edwards, che ti assicuro è un videogiocatore accanito e vero esperto in questo campo, hanno esagerato.
Onestamente a me non importa se il gioco è razzista o meno o se è razzista apposta o meno. Se è bello lo gioco cmq. Però l’immagine che dipinge è un’immagine che alimenta il conflitto razziale, data la situazione geopolitca storica (il colonialismo) e attuale (le guerre in Africa alimentate dall’occidente e i conflitti razziali dovuti all’immigrazione)
Quindi sulle polemiche che anticipano i videogiochi, in parte hai ragione ma, secondo me, non in questo caso. Se vuoi clicca sul mio nome e vai a vedere anche gli articoli che ho fatto su GTA 4. è giusto che un gioco venga esaltato quando se lo merita ed è giusto che vada criticato quando sbaglia.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore precisazione
Il 16 Marzo 2009 alle 21:53 nightwolf66 ha scritto:
Ciao a entrambi, chiedo scusa per l’ intromissione poichè non sono ne un giornalista ne un’ affiliato a website che riguardano videogames, però studio cinema e media e credo che le critiche che puntano all’ effetto appunto “mediatico” del gioco siano fuori luogo.
Mi sento perciò di quotare il commento di Emiliano poichè ha centrato in pieno l’ inesattezza delle critiche che si riferiscono rappresentazione dell’ Africa che RE5 mostra come scenario.
Senza ripere tutto ciò che Emiliano ha detto credo che ci sia solo bisogno di sottoliniare il fatto che ogni episodio di RE è ambiantato in luoghi differenti rappresentandoli sempre a livello antropologico per quello che sono e poi ovviamente adattando la trama della serie.
Quindi non capisco se questa critica che accusa di razzismo RE5 avrebbe voluto vedere nel gioco un’ Africa tendenzialmente sviluppata e modernizzata.
Il gioco mostra semplicemente l’ Africa per come si presenta (mi riferisco alle condizioni di vita tragiche della popolazione, e non agli zombie come qualche sveglio potrebbe pensare).
Aggiunco il fatto che il protagonista (”biondo” e pompato) compare in capitoli precedenti, quindi eviterei di interpretarlo come personaggio creato appositamente per sottolineare contrapposizioni etniche.
Il 16 Marzo 2009 alle 23:36 metalmark ha scritto:
Caro Davide,
ci conosciamo da molti anni e ci siamo ritrovati in molti eventi videoludici mondiali, tra Milano, Lipsia e Los Angeles. Insomma, anche tu sei uno di noi, un giornalista che si occupa di videogiochi. Ora, da collega a collega, fattelo dire: ma come hai potuto scrivere un articolo del genere? Ma non ti rendi conto di quanto inesatto, inopportuno, fuorviante e dannoso sia un pezzo di questo genere per il medium Videogioco (o Opera Multimediale Interattiva che dir si voglia)?
Gli utenti che hanno scritto prima di me hanno già sottolineato molti punti dolenti del tuo pezzo, e la tua risposta fa acqua da tutte le parti. Molto brevemente, queste sono le critiche che ti rivolgo:
1) Resident Evil 5 non è un gioco razzista, ma un’opera horror legittimamente ambientata in Africa, un’Africa volutamente iconica e stereotipata, uno stato immaginario quanto quello rappresentato da Far Cry 2 di Ubisoft, tanto per restare in tema videoludico. Gli autori hanno operato una scelta che peraltro si innesta su profonde radici della letteratura horror in tema di ‘morti viventi’. Ricordiamo che il mito dello zombi nasce ad Haiti: il setting è diverso, ma è una terra non certo popolata da norvegesi. Insomma, non si può dire che un horror non si possa ambientare in Africa: questo sì che sarebbe fascismo. Questa sarebbe censura, una grave limitazione della libertà autoristica di un autore. Tanto più che Chris (che biondo proprio non è, suvvia: né chiaro né scuro. Dai, sii serio: è nero corvino!) non è un eroe ariano creato ad hoc, ma nientemeno che il protagonista originario della saga Capcom al tempo creata da Shinji Mikami.
2) Il tuo articolo è pieno di errori e inesattezze. La fretta o la brevità del pezzo non ti giustificano: ci si documenta, e anche bene. Altrimenti non si scrive. Sei pagato per scrivere e il tuo lettore, a maggior ragione in quanto digiuno in materia videoludica, ha il diritto di apprendere nozioni corrette. In questo modo rendi un pessimo servizio al Videogioco, ai tuoi lettori e anche al giornale che ti pubblica.
3) Riporti un pezzo brillante di Tom Edwards della International Game Developers Association, ma non ti rendi conto che le sue parole mettono ancora più in risalto l’inadeguatezza delle tue. Edwards solleva una questione legittima: tutto considerato, Capcom non rischia di mostrare un’immagine potenzialmente pericolosa? Le argomentazioni sono valide, il dibattito stimolante. Edwards non grida al razzismo, non indice una caccia alle streghe e non demonizza il gioco. Ah già, e non scrive cose errate, ma parla sempre con cognizione di causa e precisione. C’è una certa differenza con il tuo articolo.
4) Nella tua risposta al commento di Ribaudo, scrivi:
“L’immagine che Resident 5 dipinge dell’Africa è disgustosa e il cacciatore bianco che caccia i neri impazziti (anche se dopo le prime critiche ci hanno buttato dentro anche zombi di altre razze) è un immagine razzista e piena di pregiudizi, che ti piaccia o no.”
Mi soffermo sulla parentesi. “Razze”?!? Parli di… “razze umane”?!? Be’, complimenti. Questo sì che è razzismo, perché le “razze umane” non esistono, come scoprirai documentandoti a livello scientifico. Scusa ma è grave, e anche parecchio.
Tra l’altro poi dici:
“Onestamente a me non importa se il gioco è razzista o meno o se è razzista apposta o meno. Se è bello lo gioco cmq.”
Doppi complimenti. Ma come non ti importa?!? Il tuo articolo non è tutto su quello? Se un gioco che inneggia al genocidio dei Curdi è “divertente” tu che fai? Ci giochi lo stesso? Ma scusa, come ragioni?
Mi fermo qui, sperando che tu voglia ammettere di aver preso un grande abbaglio. Abbassiamo i toni, finiamola con il demonizzare il Videogioco e torniamo ad affermare con serenità la cosa più importante: Resident Evil 5 è ’solo’ un’opera multimediale interattiva horror. Giudichiamola in quanto tale. Gli scandali, credetemi, sono altrove.
Marco Accordi Rickards
Presidente, AIOMI
Movimento per la Cultura del Videogioco
http://www.aiomi.it
Il 17 Marzo 2009 alle 1:01 davide.sher ha scritto:
ciao Marco
apprezzo molto anche il tuo commento ma per piacere basta con questo terrore di “demonizzare il videogioco”.
Le inesattezze a cui ti riferisci sono nel numero di Resident Evil usciti e nel colore dei capelli di Chris. Ripeto, non mi sembrano elementi così fondamentali.
Perchè hai così paura che qualcuno critichi un videogioco per contenuti razzisti? Anche se l’immagine dura e razzista è relativa solo ad alcune fasi e la trama è molto più complessa del semplice elemento razzista (infatti l’ho definito un capolavoro anche nel titolo) sta di fatto che non è una bella immagine.
Forse per te (e per me) le razze umane non esistono ma per tanti nel mondo esistono eccome e ti assicuro che la maggior parte delle persone usa il concetto di razza e i pregiudizi ad esso legati per commettere atrocità. Quando si commercializza a livello globale un prodotto bisogna tenere presente anche questi fattori.
Dicendo che non me ne importa particolarmente del fatto che un gioco possa essere razzista o meno non intendevo dire che non me ne importa nulla del razzismo ma proprio che bisogna saper differenziare tra videogioco e realtà.
Come hai detto tu ho fatto decine di articoli sul potenziale benefico, educativo e sano dei videogiochi (anche su Panorama.it); non vedo perchè, se ho trovato le immagini razziste, non dovrei esprimermi in tal senso. Certo che Edwards spiega la cosa meglio di me, non pretendo di pormi al suo livello ed è proprio per questo che l’ho citato.
Credo anche che nel tuo non essere d’accordo con il mio punto di vista tu abbia un poco esagerato negli attacchi personali. Secondo me dovresti rilassarti un po’ di più e accettare che c’è gente che non la pensa esattamente come te.
Ad ogni modo credo che qualsiasi confronto dialettico non possa che essere una cosa positiva e ti ringrazio di nuovo per il tuo contributo.
Davide
Il 17 Marzo 2009 alle 1:12 davide.sher ha scritto:
Per nightwolf
ho appena letto il tuo commento e volevo solo precisare che hai pienamente identificato il problema. Quando dici che “l’Africa è rappresentata così come si presenta, cioè per le condizioni tragiche della sua popolazione” ti sbagli di grosso. La tua è un’affermazione piena di pregiudizi. Sei mai stato in Africa? Conosci la cultura africana? l’Africa non è solo miseria, popolazioni sottomesse da dittature militari eccetera. è soprattutto un luogo ricchissimo di risorse naturali e minerali, pieno di cultura e ricco di tradizioni. L’onnipresente miseria Africana è spesso un luogo comune degli occidentali che viene perpetrato in continuazione attraverso rappresentazioni incorrette e superficiali.
Il 17 Marzo 2009 alle 4:48 nightwolf66 ha scritto:
Allora scusami mi sono espresso male, ovviamente non volevo dire che l’ Africa è un cesso e non lo penso minimamente. Ho invece cercato di analizzare la situazione dal punto di vista mediatico, alludento al fatto che non avrebbe funzionato creare uno scenario diverso da quello che si vede nel gioco. Conosco abbastanza bene la cultura africana e so che l’ Africa non è SOLO povertà dittatura eccetera. ma rimane il fatto che esistano posti dove la vita è lontana dalla decenza a causa dello sfruttamento e non solo . Quindi credo che la scelta di ambientazione abbia dovuto necessariamente mostrare quel lato, poichè RE ha sempre condannato lo sfruttamento da parte di “organizzazioni” (vedi l’ azienda umbrella nei capitoli precedenti al quarto, e in quest’ ultimo una setta religiosa) verso qualsiasi tipo di civiltà per scopi economici.
Oltretutto parli di “neri impazziti” nelle tue risposte, quando invece la saga ha sempre raccontato di popolazioni infette da virus creati appunto dalle organizzazioni per fini squallidi, di conseguenza non vedrei e non darei quella definizione sapendo che condizionatamente la gente rappresentata nel gioco si comporta così, e NON prechè sono degli animali allo stato brado.
I capitoli precendenti sono ambientati prima in America poi in Europa e li tutti zitti perchè tanto erano bianchi VS bianchi (se vogliamo metterla in questi termini), invece ora che compaiono persone di colore (anche solo magari per una scelta di varietà), non capisco tutto questo allarimismo anti razzista assolutamente non necessario. Raramente nel mondo videoludico appaiono presone di etnie diverse a quelle “solite” occidentali o orientali e quasi mai in versioni antagonistiche, come invece per ragioni che ho spiegato prima succede in RE5. Direi che considerare razzista un media, che racconta avvenimenti in una locazione dove si trovano persone di colore che profilmicamente diventano antagoniste implica pregiudizio a priori. Poteva benissimo essere ambientato di nuovo in America ma magari in una location dove la vita è anche li ai limiti della decenza (si l’ America è ricca ma esisto posti simili all’ Africa di RE5), inopportuno in quel caso come in quello attuale parlare di razzismo, ricordandoti che Capcom è una software hause Giapponese.
Il 17 Marzo 2009 alle 10:36 davide.sher ha scritto:
ciaon nightwolf
rispondo ancora a una volta poi basta perchè questo dialogo sta diventando sterile
ti ringrazio però per il tuo commento e onestamente mi è sembrato il commento equilibrato di una persona che conosce bene sia la serie Resident Evil sia il mondo.
Non c’è però bisogno che mi spieghi di cosa tratta RE e che la Capcom è Giapponese. Io non metto in dubbio che gli zombie sono zombie. Stavo solo dicendo che l’immagine che da, a prima vista, a chi non conosce la saga, a chi non vede o non sa cosa c’è dietro (e quando si commercializza un videogioco da milioni e milioni di copie bisogna considerare anche questo, che ci piaccia o meno), questa immagine è molto pesante e razzista.
In un mondo perfretto dovrebbero essere gli africani a decantare i mali dell’Africa e i sud americani a decantare i mali del Sud America (noi italiani odiamo quando gli stranieri parlano male dell’Italia) non certo i Giapponesi (e sappi che Capcom è la software house Giapponese più attiva in occidente, con prodotti occidentali, fatti in occidente e attraverso le sue divisioni americane)
Ti ringrazio di nuovo e ti saluto
Davide
Il 17 Marzo 2009 alle 11:23 ciro continisio ha scritto:
A prescindere da tutte le possibili motivazioni e contromotivazioni, quando si mette un articolo in prima pagina con un riassunto che dice “…il protagonista è un militare bianco che stermina zombie neri in Africa: solo un caso o evocazione del colonialismo?”, vuol dire che la polemica non c’è [nel gioco] e che la si vuole creare ad arte.
Poi qualcuno potrà dire che quelli di Capcom “hanno fatto un gioco coi neri in modo che si potesse polemizzare sul gioco facendogli pubblicità indiretta”, posso anche credere che sia così, una strategia di marketing perversa, ma allora ci state cascando un pò tutti e soprattutto chi addirittura ci scrive un articolo sopra.
Il 17 Marzo 2009 alle 13:29 nightwolf66 ha scritto:
Grazie Davide, sono contento che io sia riuscito a spiegarmi e che tu abbia colto il senso del mio intervento.
Le info che ho dato su Capcom eccetera non volevano essere presuntuose (ovviamente ne eri già a conoscenza), ma erano necessarie per contestualizzare il mio discordo.
Sul fatto che a primo impatto RE5 possa dare un’ impressione razzista posso essere d’ accordo, ma ciò sarebbe implicato dalla disinformazione che un novo player ha sulla serie come hai detto tu.
Quindi credo che lo scopo primario sarebbe appunto aggiungere nozioni alla critica senza le quali si arriverebbe al fraintendimento (credo sia lo scopo del giornalista informare il lettore, no?).
Sul fatto del “discorrerne o meno” penso farebbe piacere a tutti arrivare ad un compromesso universale che risolverebbe il “conflitto”, e credo ci si possa arrivare solo discorrendo. Quindi ti ringrazio ancora per la considerazione e se vuoi aggiungere altri elementi di confronto non può farmi altro che piacere.
Per Ciro, oddio una strategia di marketing perversa?
Personalmente non andrei a comprare un qualsiasi media accusato di razzismo con basi fondate, poi non sò se la gente leggendo che giocando RE5 avrà la possibilita di sterminare ondate di persone di colore correrà nei negozi a comprarlo (ovviamente spero di no), sarebbe al quanto decadente per il genere umano.
In secondo luogo non credo che una saga come quella abbia bisogno di questo tipo di pubbilcità considerando che nasce e si afferma come opera a livello filmico fino al terzo capitolo dal quale continuera puntando sull’ innovazione tecnica, infatto RE5 sta risquotendo un grande successo per via delle prestazioni tecniche e per il motore grafico, quello che succede nel gioco bene o male lo sanno un pò tutti credo, altrimenti sarebbe come guardare e giudicare l’ ultimo capitolo di un film trilogico sensa aver visto le prime 2 sezioni.
Può essere vero che la cosa potrebbe suscitare curiosità, ma basta osservare con buon senso, è ovvio che se ti metti a giocare a RE5 saltando sequenze filmate e dialoghi che implicano la natura degli eventi ti troverai di fronte solo a un genocidio (vale per tutti gli episodi).
Il 18 Maggio 2009 alle 21:21 kelset ha scritto:
A me piace pensare che il mercato dei videogiochi sia libero da formalità ideologiche e quant’altro. Ho giocato tutti gli episodi della serie, e nessuno si è mai preoccupato di intervenire quando nei primi episodi o nella pellicola cinematografica gli Stati Uniti venivano praticamente rasi al suolo (non do dettagli riguardanti la storia magari alcuni vorrebbero giocarli). Appena una persona di colore viene messa in gioco, film o quant’altro ecco che spuntano gli inquisitori della morale inneggiando al razzismo. Personalmente è la terza volta che completo RE5 che a parer mio è un capolavoro da avere a tutti i costi, e mi è passato per la mente di tutto tranne il razzismo. Molte volte chi guidica neanche si preoccupa di finire un gioco per capirne le sfumature e per capirne il senso, giudicano solo per dare aria ai denti e per avere uno “spazio”. Inoltre se la persona che ha avanzato queste critiche superficialmente avesse saputo di cosa stava parlando nel dettaglio, noterà sicuramente il messaggio anti violento del gioco insito nella trama, la denuncia al potere assoluto e alla violenza usata per scopi infimi come il denaro, la supremazia, la conquista. Viviamo in un mondo pilotato dagli opinionisti, di cui la maggior parte non è culturalmente nè preparata ne informata per dare opinioni di alcunchè. Consiglio di provare e di finire tutti i capitoli di Resident Evil prima di giudicarne il senso, e inoltre per non cadere in inesattezze tipo demonio o cose similari perchè la storia è sviluppata su tutt’altro. Non c’entra razzismo, religione etc, c’entrano la brama di potere, le armi biologiche nate da un’esperimento per salvare una vita e finite nella mani sbagliate(in parte) e c’entra la superstizione tribale delle culture del mondo manipolata da persone bramose di potere che infieriscono sul popolo. Il fatto di essere multirazziale nei vari capitoli serve per far capire che ovunque nel mondo siamo tutti uguali e vi si trova sia il bene che il male. Questo è il messaggio che ho percepito io dalla serie.
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