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Dimagrire in ufficio
In fondo vi passiamo al maggior parte delle nostre ore di veglia, quindi perché non dovrebbe essere in ufficio che cominciamo a ripensare le nostre scelte in materia di alimentazione, stili di vita, salute? Negli Stati Uniti, si sa, l’obesità è un’emergenza sanitaria nazionale, ed è per questo che da qui partono la maggioranza delle iniziative, delle sperimentazioni e della ricerca sul campo. E un nuovo studio, pubblicato sul numero di marzo di The Milbank Quarterly, sostiene che sono proprio le iniziative salutistiche organizzate dai datori di lavoro a snellire più efficacemente sia il fisico dei dipendenti sia i bilanci delle aziende. LuAnn Heinen, vicepresidente del National Business Group on Health e autrice della ricerca la definisce una “win-win opportunity” in cui tutti hanno da guadagnare.
Heinen e la co-autrice Helen Darling hanno analizzato quattro programmi aziendali di sostegno alla salute dei dipendenti con un target complessivo di 75.000 impiegati. Uno di questi, un’azienda ospedaliera che prevedeva check-up annuali gratuiti, Weight Watchers at Work e una palestra a disposizione dei dipendenti sul posto di lavoro, ha realizzato un notevole taglio sui costi legati ai problemi di salute degli impiegati (meno 40 per cento in tre anni per i 324 lavoratori che hanno partecipato al programma), con un risparmio netto che supera il milione di dollari. I dipendenti stanno meglio e l’azienda risparmia.
In un’altra iniziativa sponsorizzato da un’azienda con 6.000 dipendenti, 352 impiegati hanno perso in media di 3 kg e 200 grammi nell’arco di 12 settimane di adesione al programma aziendale di controllo del peso. E ancora, un’azienda di prodotti alimentari con 27.000 dipendenti ha promosso un programma che prevedeva una sorta di competizione per perdere peso. Nel 2005 il 23 per cento degli impiegati che partecipavano aveva un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30, che equivale all’obesità. Ma nel 2008 solo il 6 per cento dei partecipanti raggiungeva quell’indice.
Le iniziative di maggior successo sono state quelle con un approccio multiplo al problema: quindi cibi più sani alla mensa e nei distributori automatici, l’accesso a strutture sportive e una cultura aziendale improntata alla valorizzazione della salute e del benessere fisico, che stimola i dipendenti a raggiungere gli obiettivi prefissati e a rimettersi davvero in forma.
- Lunedì 16 Marzo 2009
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Commenti
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Il 16 Marzo 2009 alle 17:02 susinski ha scritto:
In casa Enervit, è buon uso e costume, andare a correre nella pausa pranzo al Monte Stella di Milano, la famosa “Montagnetta”. A qualcuno di noi è già capitato di ricevere in omaggio come “premio aziendale” viaggio e pettorale per la maratona di NY. Al termine dell’ultima riunione strategica di Enervit il nostro Presidente Alberto Sorbini ha regalato a tutti le scarpe da running… Enervit http://www.enervitsport.com) ha un claim che dice “Lo spririto sportivo è un’energia positiva che ci rende migliori. Correre per credere!”
Il 16 Marzo 2009 alle 19:33 marta.buonadonna ha scritto:
E se non ci crede la Enervit…
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