Il satellite europeo Goce
Dopo un ulteriore rinvio, avvenuto a sette secondi dalla conclusione delle operazioni di lancio, è partito oggi alle 15,21 il lancio del Goce, il satellite europeo destinato a misurare il campo gravitazionale della Terra, dopo una nottata passata a capire le cause del problema tecnico. Quello di ieri non è il primo rinvio: inizialmente previsto per fine maggio 2008, il lancio era stato rinviato al 10 settembre 2008, quindi in ottobre e poi ancora al febbraio scorso, sempre per problemi del lanciatore. Rinvii che hanno tenuto in naftalina quello che è stato definito il “Ferrari dei satelliti”, termine che trae origine non tanto dal colore, come è stato scritto impropriamente, (di rosso ha soltanto una piccola parte sulla sua estremità), ma dal fatto che sia “un vero e proprio fuoriserie del settore, un satellite senza precedenti nella misura nel campo gravitazionale e con una strumentazione di bordo sofisticatissima, tra cui un gradiometro di estrema precisione che trova impiego per la prima volta nello spazio”, come riferiscono fonti dell’Ansa a Panorama.it.
Il Goce (acronimo inglese di Gravity field and steady state ocean circulation explorer) è il primo satellite ad essere sviluppato come parte del programma dell’Esa Living Planet, ed è destinato alla realizzazione della prima mappa mondiale ad alta risoluzione del campo gravitazionale terrestre, la cui forma irregolare nasce da misure cruciali sia per il clima che per conoscere i processi interni alla crosta terrestre e collegati alla comparsa di terremoti e vulcani. Pesa 1.100 chili, è lungo 5 metri e ha una sezione di un metro. E’ costato 350 milioni di euro e alla sua realizzazione hanno collaborato 45 aziende europee sotto la guida della Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica).
Osserverà la terra dalla distanza ravvicinata di 250 chilometri (gli altri satelliti si trovano a oltre 400 chilometri) con l’obiettivo di realizzare la prima mappa ad altissima risoluzione del campo gravitazionale terrestre. O più correttamente, dei campi gravitazionali, al plurale. Perché la forza di gravità generata dal campo gravitazionale terrestre non è la stessa in tutti i punti della superficie del nostro pianeta. Infatti, se la Terra fosse una sfera perfetta, il peso di un corpo sarebbe lo stesso in qualsiasi punto della superficie terrestre. In realtà non è così: spostandosi lungo un parallelo, il nostro peso ha piccole variazioni, in dipendenza dalla quota sul livello del mare, dalla presenza o meno di caverne sotto i nostri piedi, di bacini idrici sommersi, dal fatto che ci troviamo sulla terraferma o sugli oceani e così via. Ecco perché una misura accurata del campo gravitazionale terrestre, come quella che fornirà Goce, servirà a capire meglio la circolazione oceanica, un fattore determinante per il clima terrestre.
”Sono stati fatti tutti i controlli e c’è luce verde al lancio”, ha detto poco fa il portavoce dell’Esa, Franco Bonacina. Per seguire in diretta le fasi successive al lancio del satellite si può andare sul sito dell’Esa.
Un video dell’Esa (in inglese) presenta il Goce
- Martedì 17 Marzo 2009


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